Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore: tra gli Allievi Nazionali del Torino non ci sono giocatori che si chiamano Nino, ma la canzone di De Gregori si sposa alla perfezione per giudicare la stagione 2008-’09 degli Allievi di Antonino Asta che sono usciti senza conquistare il titolo ma a testa altissima da una stagione da ricordare.
Non ce l’hanno fatta i giovani granata a coronare con lo scudetto una stagione eccezionale: ma l’impresa era ai limiti dell’impossibile considerando la forza di alcune delle avversarie contro cui hanno dovuto giocare i granata nella final eight che si è disputata tra il 13 ed il 19 giugno tra Pagani e Scafati (Sa). Inseriti in un girone di ferro con Bari, Sampdoria ed Inter, i granata hanno chiuso con quattro punti. L’inizio sembrava far preludere a nuove emozioni e sorprese con la vittoria del 13 giugno per 2-0 sul Bari allenato dall’ex difensore biancorosso Giorgio De Trizio e forte di una retroguardia quasi imperforabile (appena sette le reti subite nella stagione regolare). Di Comi jr nel primo tempo e Miello nella ripresa le reti del successo. Così il Torino si è presentato senza nulla da perdere di fronte ai Campioni d’Italia in carica dell’Inter: ma la classe e l’esperienza superiori dei nerazzurri si sono rivelati ostacoli insormontabili.
Il 14 giugno a Scafati, con ancora nelle gambe la fatica per la gara con il Bari, è finita 1-0 per l’Inter di Nunzio Zavettieri con rete all’11′ del primo tempo di Bertin, bravo a sorprendere di testa una difesa del Toro stranamente distratta dopo che per tutta la stagione i granata avevano fatto della compattezza della retroguardia uno dei punti di forza. La vittoria dell’Inter contro la Samp alla prima giornata e la contemporanea vittoria del Bari contro gli stessi blucerchiati segnava la fine dei sogni granata dal momento che solo la prima classificata avrebbe proseguito il proprio cammino con la finale. L’ultimo ininfluente turno contro la Sampdoria, già avversaria nel campionato regolare, è finito 1-1 con reti di Sperotto per il Toro e Lerini per la Sampdoria. Per la cronaca lo scudetto è stato vinto dalla Fiorentina allenata da Renato Buso che in finale ha sconfitto proprio l’Inter per 3-1.
Si chiude così senza rimpianti una stagione destinata a segnare una tappa importante nel percorso di crescita di molti giocatori e del loro tecnico. Dopo una regular season chiusa al primo posto, davanti anche alla Juventus finita fuori dai play-off, i granata non hanno finito di stupire impreziosendo la stagione con due eliminazioni eccellenti: quella del fortissimo Milan ai sedicesimi e quella del Parma, addirittura travolto al ritorno per 4-1, guadagnandosi l’accesso tra le migliori otto squadre nazionali.
Un risultato davvero sopra le aspettative non tanto se comparato con il rendimento stagionale delle altre formazioni giovanili del Toro ma perchè da anni gli Allievi granata non raggiungevano la fase finale. Asta ed i suoi ragazzi hanno saputo mettere in mostra tratti di calcio spettacolare e soprattutto una grande organizzazione difensiva mentre davanti c’hanno pensato Gianmario Comi, quando non è stato impegnato con la Primavera durante la stagione regolare, ma soprattutto Umberto Miello ad illuminare la scena. Citazione anche per il centrocampista Fabio Panepinto e per tutta la linea difensiva.
Note di merito anche per altre due squadre del vivaio granata. La Primavera di Beppe Scienza si è aggiudicata la 14° edizione del “Torneo Città di Oleggio”: non è il caso di esaltarsi troppo perchè molte delle partecipanti non hanno schierato la formazione migliore ma si tratta comunque di un importante segnale da parte di una squadra che durante l’anno ha peccato in continuità. Dopo la sconfitta all’esordio per 3-2 contro il Brescia, i granata hanno battuto a sorpresa il Genoa, seppur largamente rimaneggiato rispetto alla squadra che ha vinto la Coppa Italia, e poi in finale hanno superato ai rigori nientemeno che l’Inter, nella partita che ha segnato l’addio dalla panchina nerazzurra dell’ex granata Vincenzo Esposito che verrà sostituito da Fulvio Pea in arrivo dalla Sampdoria. Gli Allievi Regionali ‘93 allenati da Giovanni Zichella si sono invece aggiudicati il “Memorial Pagnoni” disputato a Monza: dopo aver superato proprio la squadra di casa per 2-1 in semifinale i granata hanno battuto nell’ultimo atto, anch’essi ai rigori, i pari età del Piacenza per 6-5.
È dunque finita la stagione anche per il settore giovanile del Toro: si è trattato di un anno con luci ed ombre, con la delusione dell’ennesima mancata partecipazione della Primavera alla fase finale ma con tante note positive venute dalle formazioni minori compresi i Giovanissimi di Davin, eliminati alle soglie della fase finale. Il vivaio del Toro è in via di ricostruzione dopo anni di mancati investimenti e soprattutto dopo il fallimento: le voci sulle intenzioni d’investimento nel settore giovanile da parte del presidente Cairo tuttavia non sono molto incoraggianti per il futuro. Di certo la retrocessione della prima squadra rischierà di pesare in maniera significativa sul futuro ad alti livelli di quello che una volta era il fiore all’occhiello della società.

Davide Martini








