Torino Fc: serie B, istruzioni per l'uso

(foto: www.gazzetta.it) Meno visibilità televisiva, meno entrate ed anche rigide regole da rispettare nell’assemblare la rosa. Benvenuti nel mondo della serie B, che il Toro ritrova dopo quattro[...]

Probabile il suo rientro al Toro
(foto: www.gazzetta.it)

Meno visibilità televisiva, meno entrate ed anche rigide regole da rispettare nell’assemblare la rosa. Benvenuti nel mondo della serie B, che il Toro ritrova dopo quattro anni durante i quali molte cose sono cambiate nel mondo cadetto. Quella che segnò l’insperata promozione meno di un anno dopo il fallimento era infatti una B diversa da quella di oggi: era solo il secondo anno in cui erano in vigore playoff e playout ma soprattutto il livello di gioco era più alto di quello che si sarebbe visto nelle stagioni successive. Anno dopo anno, infatti, la serie B continua a perdere spessore tecnico, a causa del divario economico sempre maggiore con la serie A che di fatto sta avvicinando la cadetteria ad un’anticamera della Prima Divisione.

Ma la novità più significativa rispetto a quattro anni fa risiede nel fatto che ora ci sono regole ben precise per l’allestimento della rosa, con una maggior attenzione ai giovani, il tutto con una duplice finalità: fare del campionato di B un torneo in cui possano mettersi in mostra ragazzi di valore che non troverebbero posto in A e quindi trasformare la seconda serie almeno in una palestra per la categoria superiore ma soprattutto ridurre i costi di gestione dal momento che le società di B sono ormai da anni macchine da debiti a causa di anni trascorsi nella ricchezza in cui venivano sperperati soldi con ingaggi fuori mercato con il risultato che oggi per molte squadre cadette arrivare alla fine della stagione senza fallire è divenuto il vero ed unico obiettivo.

Così da tre anni ci sono tre regole da rispettare nella costruzione della rosa. Il punto di partenza è costituito dal fatto che le rose devono essere formate da un massimo di 19 giocatori over 21; a questi possono essere aggiunti quattro giocatori definiti “bandiera”, ovvero calciatori di qualsiasi età ma che abbiano militato nel settore giovanile della squadra per almeno tre stagioni tra i 14 ed i 21 anni e tre under 23 che però fossero già presenti in rosa dall’inizio della stagione precedente. A questi si possono poi unire un numero senza limite di under 21.

Va da sè che la dichiarazione resa dal ds Foschi alla presentazione di Colantuono sia più che giustificata: la prima necessità per il Toro è quella di vendere, non solo per liberarsi di molti ingaggi pesanti dal momento che il bilancio, con la fuga degli sponsor e con il crollo degli introiti televisivi sarà destinato a soffrire ancor di più rispetto alle ultime tre stagioni comunque chiuse in rosso, ma soprattutto per ridurre una rosa elefantiaca che conta a tutt’oggi trentadue giocatori compresi quelli che ritorneranno dai prestiti. Ecco perchè l’estate del direttore sportivo granata sarà necessariamente lunga e caldissima: la prima data chiave sarà quella di venerdì 26, data ultima per definire le comproprietà (casi scottanti per il Toro sono quelli di Lanna con il Bologna, Colombo con l’Albinoleffe e la coppia Bottone-Bjelanovic con il Vicenza mentre per Abate è già stato trovato l’accordo con il Milan che riscatterà l’intero cartellino del giocatore) poi, dopo aver necessariamente fatto cassa cedendo alcuni dei pezzi pregiati, dovrà impegnarsi non poco per rimanere nei suddetti parametri perchè al momento attuale il Toro ha soltanto un giocatore bandiera, e cioè Vailatti, cui potrebbe aggiungersi Bottone se verrà riscattato ed un solo under 23, Rubin.

Come uscire dall’empasse? Inserendo in rosa giocatori quest’anno in forza alla Primavera come Rolandone o lo stesso D’Onofrio o rientri dai prestiti come Malonga. Ma il nucleo della squadra che nei sogni di molti dovrebbe regalare un campionato in carrozza dovrà essere formato da 19 giocatori più altri under 21, difficili da reperire soprattutto se di qualità, motivo per cui le speranze di dominare il campionato dovranno necessariamente scontrarsi con la realtà.

E veniamo all’analisi di quanto vedremo sul campo. La prossima serie B s’annuncia sulla carta meno equilibrata e con un valore tecnico ancora inferiore rispetto a quanto abbiamo visto nella stagione appena conclusa, caratterizzata da un equilibrio verso il basso che ha portato ad un notevole abbassamento della quota playoff e ad un altrettanto evidente aumento del numero di punti necessari per garantirsi la salvezza. Con la promozione di piazze come Bari, Parma e Livorno, solo Reggina e Torino partiranno con il dichiarato obiettivo di ritornare immediatamente in serie A: quanto questo sia perseguibile lo diranno poi le operazioni di mercato delle due squadre.

Per le altre le ambizioni saranno ben coperte dalla volontà di non illudere i tifosi e soprattutto dal ridotto margine di movimento economico. È difficile fare previsioni sulle potenzialità delle squadre quando il mercato delle formazioni cadette deve di fatto ancora partire ma non si va lontano dalla verità prevedendo una lotta promozione ristretta a non più di sei-sette squadre: oltre alle due già citate dovrebbero navigare tra le prime posizioni anche il Lecce, seppur con un budget parzialmmente ridimensionato, l’Empoli, la Triestina, il Sassuolo e forse il Mantova anche se l’operazione ringiovanimento voluta dal presidente Lori dovà subire la verifica del campo. Le suddette restrizioni nella costruzione delle rose costringeranno presidenti e direttori sportivi a lavorare con oculatezza e competenza, per cui qualche sorpresa emergerà come è tipico del campionato di B: le maggiori indiziate a stupire sembrano, oltre alla solita certezza Albinoleffe, il neo promosso Padova, il Frosinone e la Salernitana mentre le ambizioni del Brescia andranno verificate dopo il necessario ridimensionamento della rosa cui il presidente Corioni dovrà far fronte dopo l’ennesima delusione della mancata promozione.

Il tutto ovviamente andrà poi tarato con le effettive operazioni di mercato ed anche per il Toro i sogni di giugno dovranno trovare rispondenza in una rosa all’altezza perchè per i granata s’annuncia un campionato da disputare con grande attenzione dal momento che non sarà allestita una squadra ammazza-torneo pertanto l’obiettivo andrà centrato attaverso la continuità di risultati.

Dal punto di vista geografico sarà un campionato equamente diviso tra l’Italia settentrionale, con ben dieci squadre racchiuse tra Emilia Romagna, Lombardia e Veneto cui va aggiunta la Triestina, e squadre del centro-sud, con due marchigiane, due toscane ed il Frosinone: cinque saranno le trasferte al sud che attendono i granata, due delle quali a Lecce perchè oltre la squadra di Gigi De Canio anche il Gallipoli dovrebbe giocare le partite casalinghe al “Via del Mare” a causa dell’inadeguatezza regolamentare dello stadio “Bianco”. Poi ci saranno i viaggi a Salerno ed i due in Calabria, quello a Crotone e quello “consueto” a Reggio Calabria ma per il Toro sarà soprattutto il campionato delle prime volte: mai infatti i granata avevano giocato nella propria storia contro Frosinone, Gallipoli, Grosseto e Sassuolo mentre ci sono solo due precedenti contro il Cittadella, relativi alla stagione 2000-’01. La speranza di tutti è di ritrovarsi tra un anno a ricordare con gioia queste inedite trasferte.

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