Torino Fc: pagelle 2008-'09. Prima parte

(foto: www.calciomercato.it) Come esimersi da un bel pagellone, anche se l’anno è finito con una bocciatura. Giugno è tempo di esami ed allora affoghiamo l’amarezza per una retrocessione[...]

Natali e Maccarone in Siena-Torino
(foto: www.calciomercato.it)

Come esimersi da un bel pagellone, anche se l’anno è finito con una bocciatura. Giugno è tempo di esami ed allora affoghiamo l’amarezza per una retrocessione semi-annunciata dando i voti ai giocatori granata. La sufficienza se la meritano in pochi ma i voti andranno alzati di un pò, perchè altrimenti rischiano di appiattirsi troppo sul quattro andante.

Tra acquisti pomposamente annunciati in estate (Amoruso) e rinforzi invernali fragili come l’argilla (Gasbarroni), la stagione che si è appena conclusa ha segnato anche il crollo del rendimento di Matteo Sereni, senza dubbio il miglior portiere dello scorso campionato ma purtroppo protagonista di qualche errore (ed ingenuità: si pensi all’espulsione di Firenze) di troppo. Calante anche il rendimento di Alessandro Rosina, protagonista assoluto della prima salvezza cairota ma poi sempre meno decisivo nei destini granata nelle due stagioni successive.

Sufficienza stiracchiata per Rolando Bianchi, 9 gol ed un girone di ritorno sufficiente, seppur con qualche errore di troppo nella partita-chiave contro il Bologna, ma una prima parte di stagione da desaparecido. Buono il rendimento di Natali mentre Barone pur senza squilli gioca la migliore delle sue tre stagioni al Toro. Discontinuo e nel complesso deludente Abate, riscoperto Franceschini dopo due anni da latitante non per colpa sua. Ed il miglior granata dell’anno? Scopriamolo insieme…

Portieri:

Sereni 6-: aspettarselo ai livelli della scorsa stagione era impensabile. Da solo aveva di fatto salvato il Toro con interventi eccezionali meritandosi una convocazione per gli Europei mai arrivata. Il tormentone estivo del rinnovo del contratto aveva tenuto in ansia i tifosi, poi all’inizio dell’autunno era arrivato il sospirato autografo. Ma Matteo non è stato quello dello scorso campionato, e lo si è capito fin dall’inizio: tanti i gol presi su punizione anche per colpa dei suoi discutibili piazzamenti, poi una generale sensazione di minor sicurezza. Qualche miracolo l’ha disseminato, su tutti il paratone su Iaquinta nel derby di ritorno ma le sue parate sono passate inosservate perchè spesso sono servite solo per ridurre il passivo delle sconfitte. E poi l’ingenuità di Firenze che lo ha tolto di mezzo dallo spareggio contro il Bologna. Difficile una sua permanenza in B.

Calderoni 6: poche le opportunità avute in campionato, titolare in Coppa Italia contro Fiorentina e Lazio. Arrivava da una stagione disastrosa al Treviso ma non ha commesso errori gravi. Il gol subito nel derby di andata è una mezza papera ma nel primo tempo aveva fatto ottime parate e la stessa cosa è successa contro il Bologna, quando dopo aver tenuto in piedi i suoi per tutta la ripresa è franato su Osvaldo per il rigore che è valso mezza condanna. Sostanzialmente incolpevole, è parso anzi essersi subito inserito nell’ambiente. Quasi certa la sua conferma.

Fontana ng: unico della rosa a non disputare neppure un minuto in gare ufficiali, ma di sicuro quello che ha sofferto più di tutti nel vedere la classifica peggiorare settimana dopo settimana. Fondamentale uomo-spogliatoio, ha saputo farsi amare da tutti gli allenatori succedutisi in questa tormentata stagione. Ha sofferto in silenzio la retrocessione da secondo a terzo portiere, ma è l’ultimo tesoriere del granatismo. Contratto in scadenza, se smette il ruolo da team-manager può essere suo, ma dovrà smettere i panni da tifoso. Non sarà facile.

Difensori:

Colombo 4.5: un autentico pianto ad inizio stagione quando era stato impostato da esterno basso. Evidente l’errore di valutazione da parte di chi l’ha ingaggiato: non è un difensore ed il Toro ha pagato caramente questa lacuna fino a gennaio. Tanti gli errori decisivi: dal gol di Baptista nell’andata contro la Roma, a quelli di Vargas e Pià nel finale di stagione quando, però, il suo rendimento era lievemente salito perchè con Camolese faceva l’esterno di centrocampo. Quando è stato esentato da compiti di difesa tutto sommato se l’è cavata. Al suo attivo anche un gol, purtroppo inutile, a Catania. Con l’Albinoleffe in serie B si era disimpegnato bene, può aver patito il salto di categoria in una squadra che aveva mille altri problemi, è quasi sicura la sua permanenza in B.

Dellafiore 6: arrivato a gennaio proprio per colmare il buco sulla fascia destra pur non essendo un terzino di ruolo, Hernan si è disimpegnato piuttosto bene durante la gestione Novellino, durante la quale ha anche segnato due gol belli e pesanti, nella folle partita di Lecce ed in casa contro l’Udinese. Terzino o centrale sia a destra che a sinistra, ha sempre giocato con impegno e risultati discreti ma poi ha pagato il passaggio alla difesa a tre con Camolese. Nella parte finale del campionato ha visto pochissimo il campo ed il suo rendimento è fatalmente sceso. Addirittura esterno destro alto nell’ultima giornata a Roma. In comproprietà col Palermo, non è da escludere una sua permanenza.

Di Loreto 6-: lui le tre stagioni da incubo se le è sciroppate tutte. Arrivato come importante rinforzo difensivo subito dopo il ritorno in A, l’ex perugino era comunque reduce da una stagione da dimenticare alla Fiorentina. Il suo rendimento al Toro è stato in lento crescendo: disastroso il primo anno, sufficiente il secondo, accettabile il terzo, peccato che siano andato in calando anche il numero delle presenze. Da titolare inamovibile a rincalzo, il suo merito è sempre stato quello di farsi trovare abbastanza pronto. Partito sulla carta come riserva, anche quest’anno ha saputo ritagliarsi un posto importante soprattutto con De Biasi. Ha giocato tutto l’anno con una spalla dolorante fino a quando nella partita contro il Siena ha subito una lussazione. In scadenza, cercherà un ingaggio in serie A.

I. Franceschini 6.5: per quante gliene avevano fatte la scorsa stagione meriterebbe dieci e lode. Inspiegabilmente messo ai margini da Novellino all’inizio della scorsa stagione, ha dovuto sopportare di tutto, ai limiti del mobbing. Un anno di inattività, di fatto, dopo che un infortunio all’ultimo giorno di mercato dell’estate 2008 aveva fatto saltare il trasferimento all’Atalanta. Idem quest’anno fino all’arrivo di Camolese, che lo conosceva dai tempi di Reggio e che l’ha rilanciato complice anche l’utilizzo della difesa a tre: il ragazzo riservato ed educato ha lasciato spazio al professionista esemplare che in campo si è impegnato al massimo fornendo anche ottime prestazioni. Certo, l’usura a tratti si è fatta sentire ma non si poteva chiedergli di più. Ha pure segnato tre gol (due validi) potenzialmente fondamentali. Umile proposta: rinnovargli il contratto in scadenza tra due settimane e farlo capitano in serie B.

Natali 6.5: quando la scorsa stagione arrivò da Udine non si sarebbe certo aspettato questa situazione. Salvezza stentata lo scorso anno ed ora il naufragio: Cesare però ha la coscienza a posto. Difensore di caratura superiore rispetto alla media dei compagni, come la scorsa stagione lui non è affondato ed ha anzi salvato non poche situazioni. Condizionato dalla frattura al piede che lo ha tenuto fermo fino ad ottobre, ha dovuto spesso convivere con altri malanni che in qualche occasione ne hanno condizionato le prestazioni ma con la difesa a tre o con quella a quattro ha sempre rappresentato una garanzia nonostante abbia dovuto spesso cambiare i compagni di reparto. Anche per lui due reti che potevano risultare pesantissime: il 3-3 a Lecce e la bellissima mezza girata contro il Catania che ha illuso tutti per diverse settimane. Ed anche per lui ci sarebbe un altro gol nel bottino, ma Saccani e l’assistente non videro che il suo colpo di testa passò abbondantemente la linea a Bologna. Sarebbe stato lo 0-2 a fine primo tempo e forse la svolta del campionato. Come logico lascerà il Toro per una squadra di A di medio-alta classifica.

Ogbonna 6+: l’ultimo prodotto del vivaio a sapersi ritagliare un posto stabile in prima squadra ed a saper anche attirare le attenzioni di club importanti (durante l’anno l’ha seguito l’Arsenal). La stagione in prestito a Crotone l’ha sicuramente fatto crescere dal punto di vista dell’esperienza: diciannove presenze non sono poche e quando è stato chiamato in causa Angelo ha quasi sempre risposto presente, nei limiti di quanto un ragazzo di vent’anni al primo vero campionato di A potesse fare in una delle peggiori difese del campionato. Ha anche sfiorato il gol in più di un’occasione (soprattutto a Firenze) ma la gioia personale non è mai arrivata: certo deve migliorare nella concentrazione (si pensi alla trasferta di Udine) e nella marcatura, ma si può contare su di lui. Potrebbe essere ceduto per fare cassa, ma molto probabilmente sarà titolare in B.

M. Pisano 5: alla prima stagione intera mostra rapidamente i suoi limiti. Lo scorso anno era arrivato a gennaio e grazie anche all’indisponibilità di Rubin aveva fatto il pieno di presenze senza neppure subire una sostituzione. In questa stagione invece non si esprime al meglio ma in sua parziale difesa ci sono i continui cambiamenti di ruolo che deve subire: esterno sinistro o centrale finisce fatalmente per non rendere al meglio in nessuno dei due ruoli: a dir la verità in mezzo non demerita ma paga la sua scarsa fisicità. Delude invece in fascia dove mostra limiti in fase difensiva non emersi lo scorso anno e scarsa precisione quando si proietta in avanti. Con Camolese fa addirittura uno dei tre centrali. Sicuro partente.

Pratali 5: doveva essere l’investimento dell’estate in difesa, il centrale veloce ideale per far coppia con Natali. Ma l’ultima stagione tra alti e bassi (querelle con la società a parte) giocata ad Empoli avrebbe dovuto far insospettire. Battuta la concorrenza della Sampdoria, per il Toro sembrava un affarone: ed invece il rendimento del difensore toscano è stato un autentico disastro sin dall’inizio della stagione. Due espulsioni ma soprattutto una generale sensazione d’insicurezza: le partite contro il Siena, quando si scontra con Barone facilitando il gol di Maccarone, e contro il Bologna segnano la sua stagione. Tredici presenze su diciasette fino a Natale, una nel resto della stagione: complice anche un infortunio Pratali finirà ai margini con Novellino mentre Camolese lo ripescherà solo nel finale, a Napoli. Sicura la sua partenza.

Rubin 5: da presunto fenomeno ad onesto mestierante. Il pane della serie A diventa duro per questo giovane terzino arrivato con grandi speranze la scorsa stagione dal Cittadella. Ottimi gli esordi, poi la rottura del crociato rimanda il giudizio definitivo alla stagione successiva. E quest’anno il ragazzo buca purtroppo la stagione. De Biasi, che lo conosce poco, gli preferisce quasi sempre Pisano, Matteo ne soffre e non riesce a confermare quanto di buono fatto nell’anno dell’esordio. Il peggio però deve ancora venire perchè il tecnico di Sarmede ad Udine lo schiera addirittura mezz’ala. Risultato: il ragazzo si perde, quando torna terzino le sue diagonali difensive sono disastrose ed in avanti spinge male e senza precisione. Poi farà anche l’esterno alto di sinistra ma ormai ha perso la sicurezza e l’entusiasmo degli inizi. Con Camolese si tocca il fondo perchè col centrocampo a cinque deve fare tutta la fascia e finisce per scoppiare. Quasi sicura la sua permanenza, è uno di quelli cui un campionato da titolare in B può servire per rinascere. Il suo gol al Cagliari rimarrà fantasma: bellissima la volée di sinistro ma un millimetrico fuorigioco di Bianchi lo vanifica: per lui e per il Toro la storia del campionato sarebbe cambiata.

Rivalta 5.5: è difficile giudicare un professionista che a gennaio si ritrova catapultato in una realtà nuova e tutt’altro che facile, che disputa dignitosamente la prima partita e che dopo mezz’ora della seconda, in casa dell’Inter, quando si stava disimpegnando bene subisce la rottura del menisco. Come se non bastasse quando torna in campo si ritrova un nuovo allenatore che punta sulla difesa a tre, peccato che lui fosse stato preso per fare il terzino destro. La sua avventura al Toro di fatto è finita nella partita contro l’Inter, per lui alla fine ci saranno solo nove presenze in cui non fa disastri ma non dà neppure solidità alla difesa. D’altronde era stato preso per chiudere la falla sulla fascia destra e quando ha giocato c’era riuscito discretamente bene: certo non gli si poteva chiedere di far fare al reparto il salto di qualità. In prestito dall’Atalanta, ricorderà con amarezza la fugace esperienza al Toro.

(-continua)

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