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Secondo giorno di lavoro per il Toro nella quiete di Folgaria. Si è trattato in realtà della prima vera giornata di fatica per i granata che nel tardo pomeriggio di giovedì si erano limitati ad un allenamento leggero per togliersi di dosso il peso di oltre un mese d’inattività. In mattinata Colantuono ha sottoposto la truppa per circa due ore, trascorse sotto un caldo sole, a sedute di corsa uniti ad esercizi fisici mentre nel pomeriggio si è dato spazio al lavoro tattico, esercizi con la palla e poi per concludere una partitella: Colantuono ha diviso i suoi in due squadre ed occorre dire che tutti i giocatori, dagli ultimi arrivati ai (presunti) big, non hanno lesinato impegno e corsa. Sicuramente un buon segno considerando che per alcuni di questi il ritiro potrebbe finire da un momento all’altro se la società ricevesse importanti offerte. Per la cronaca, la partita si è chiusa sul 2-2.
Prima, però, si era avuto il momento di Nicolas Gorobsov, il giovane regista argentino (ma di origini russe per parte di padre) prelevato in comproprietà dal Vicenza presentato ufficialmente alla stampa. Un’occasione per sapere qualcosa di più sulla sua vita e sulle sue prospettive:
“La trattativa con il Toro è stata velocissima: io ero in vacanza in Argentina, due settimane fa mio padre mi ha telefonato dicendomi che era tutto fatto. È un sogno, ma tutta la mia carriera finora sembra una favola: sono arrivato in Italia nel 2004, ho cominciato a giocare in una società di Eccellenza della provincia di Vicenza poi sono stato acquistato dai biancorossi. E già questo mi è sembrato incredibile. Poi sono arrivati l’esordio in B e la scorsa stagione ho disputato quindici partite: so che con la maglia del Toro farò un ulteriore salto di qualità, spero di andare subito in A e poi di rimanere in granata”.
Idee chiare sui modelli da seguire: “Ho iniziato la carriera da trequartista, ruolo che ho svolto in Argentina, poi a Vicenza sono stato impiegato da regista: Gregucci mi diceva che devo migliorare in fase difensiva. Mi ispiro a Pirlo ma il mio idolo è De Rossi, un giocatore davvero completo”.
E mentre la squadra suda ed inizia ad assimilare le idee del nuovo tecnico, il ds Foschi prova a portare avanti le trattative di mercato per completare lentamente la rosa. Nonostante le dichiarazioni dello stesso direttore sportivo granata nella conferenza stampa di giovedì, il rooster attuale è ben lontano da quello che si affaccerà il 22 agosto all’esordio nel campionato di B: tanti saranno i big che lasceranno la squadra per alleggerire il monte ingaggi e per concedere a giocatori di categoria superiore la vetrina loro più congeniale così come altri acquisti arriveranno a rimpolmpare la rosa, soprattutto in attacco. Per quanto riguarda le trattative in uscita, se per Dzemaili c’è solo l’imbarazzo della scelta tra le offerte ricevute ed anche per Rosina e Sereni c’è solo da attendere che il mercato si sblocchi definitivamente, sono altri i giocatori a “preoccupare” Foschi. Su tutti Simone Barone, legato al Toro fino al 2010 ma prigioniero del suo ingaggio da 1.100.000 euro che fa scappare quasi tutte le squadre che provano a fare timidi sondaggi per acquistare le prestazioni del centrocampista campione del mondo: nei tre anni in granata il suo valore è sensibilmente sceso pertanto non è il prezzo del cartellino a spaventare i potenziali acquirenti quindi non è escluso che il Toro sia costretto a concedere al giocatore la lista gratuita per liberarsi di un ingaggio insostenibile in serie B.
Sul fronte acquisti, invece, non trova conferme la voce che vorrebbe Vincenzo Italiano ad un passo dal Padova: i rapporti tra il Chievo e la società biancoscudata sono ottimi ma il giocatore è ormai in parola con il Toro, la trattativa sembra destinata a sbloccarsi a breve, non appena il direttore sportivo clivense Sartori si convincerà delle condizioni fisiche di Saümel, la contropartita offerta dal Toro che avrebbe così anche la possibilità di realizzare un’importante plusvalenza dal momento che il centrocampista austriaco arrivò un anno fa a parametro zero. Ancora tutto fermo invece per quanto riguarda gli attaccanti: prima di agire bisognerà capire il destino di Rosina e Gasbarroni, che attaccanti non sono ma che nel 4-3-3 che Colantuono dovrebbe battezzare come modulo base sembrano destinati ad avere poco spazio. Servirebbero pertanto degli esterni ma Lanzafame è finito al Parma e Cerci non vuole scendere in serie B.

Davide Martini








