Ufficiale: Rosina allo Zenit San Pietroburgo

Fugati i dubbi, superate le ultime paure: Alessandro Rosina è un giocatore dello SZenit San Pietroburgo. A renderlo noto, oltre che la società russa sul proprio sito ufficiale, è il Torino Fc che pur[...]

La pi�¹ forte squadra russa del momento

Fugati i dubbi, superate le ultime paure: Alessandro Rosina è un giocatore dello SZenit San Pietroburgo. A renderlo noto, oltre che la società russa sul proprio sito ufficiale, è il Torino Fc che pur non parlando di cifre ufficializza la conclusione di una trattativa che aveva subito neglie ultimi giorni imprevisti rallentamenti.

Tra ritardi burocratici e timori di ripensamenti dell’ultima ora da parte dei russi, sebbene ci fossero già le firme di tutte le parti sui contratti preliminari, un affare che di fatto era già stato definito all’inizio della settimana si è protratto fino a venerdì: il Torino riceverà una somma di 7,3 milioni di euro, di cui 500.000 euro dovranno andare al Parma come premio di valorizzazione, mentre il giocatore ha firmato un contratto quadriennale che gli permetterà di raddoppiare l’ingaggio percepito in granata di un milione di euro netti all’anno.

Rosina lascia dunque il Torino dopo quattro anni fatti di gioie, soddisfazioni personali ma anche amarezze nell’ultimo periodo che hanno macchiato quell’ottimo rapporto che Ale aveva saputo creare con i tifosi sin dai primi giorni in granata grazie alle sue giocate. La parte più intransigente della tifoseria ha infatti riconosciuto Rosina come uno dei principali responsabili della caduta libera del Toro, prendendolo di mira duramente sin dallo scorso dicembre. Il ragazzo purtroppo ha fatto ben poco per ribaltare la situazione, sia sul campo che fuori ma occorre dire che spesso le contestazioni sono state eccessive e fuori luogo, come nel caso dei fischi che hanno fatto da pessima colonna sonora alla lettura dei nomi dei caduti di Superga, lo scorso 4 maggio, che Rosina stava effettuando in qualità di capitano.

Ed anche le ultime dichiarazioni rese dal giocatore (”Mancherò al Toro, mi sono sacrificato per il bene della società”), sono sembrate quantomeno inopportune finendo per cancellare anche le lacrime sincere versate dopo la sconfitta di Roma del 31 maggio durante l’ultima partita ufficiale di Rosina in granata coincisa con la retrocessione. In fondo, dati e prestazioni alla mano, tutto l’ambiente granata ha forse in questi quattro anni sopravvalutato il giocatore, che troppo spesso è mancato soprattutto sul piano del carattere.

Il fantasista calabrese comunque se ne va dopo essersi issato al settantesimo posto della classifica all time delle presenze con 149 gettoni conditi da 39 gol, di cui 22 in serie A, seppur undici di questi siano stati realizzati su calcio di rigore, specialità nella quale Alessandro vanta un’invidiabile percentuale del 100% di realizzazione, cifre da far impallidire anche un infallibile cecchino dal dischetto della storia granata come Marco Ferrante.

Durante la sua permanenza in granata alcuni momenti difficili sono stati legati anche a qualche commento un pò troppo disinvolto comparso sul sito ufficiale del giocatore: nel febbraio 2007 giudicò con eccessiva leggerezza il lavoro dell’allenatore Zaccheroni attraverso pagelle goliardiche che gli costarono tuttavia l’esclusione per motivi disciplinari dalla formazione per la partita contro il Chievo, l’ultima vissuta sulla panchina granata dall’ex tecnico del Milan. Pochi mesi fa, poi, avvicinò pericolosamente il presidente Cairo ad una maschera di Carnevale. Lui si è sempre giustificato dicendo che i contenuti del sito dipendevano da chi lo aggiornava quotidianamente, che non era lo stesso giocatore: indubbiamente si è trattato però di leggerezze evitabili per un ragazzo che mostra ancora larghi margini di miglioramento sia in campo che fuori.

Ora per Rosina inizia una nuova pagina della carriera, ma non sarà una passeggiata: innanzitutto perchè il campionato russo è già arrivato al giro di boa, con lo Zenit solo sesto a cinque punti dalla capolista Rubin Kazan. Poi perchè a gennaio l’attuale tecnico Dick Advocaat, che pare non abbia fatto salti di gioia per l’arrivo di Rosina, diventerà ct del Belgio pertanto quella che va a concludersi sembra una stagione di transizione per quella che solo un anno e mezzo fa fu la rivelazione del calcio europeo. Il campionato poi si concluderà a novembre per riprendere a marzo pertanto Rosina dovrà lavorare intensamente da subito per calarsi nella nuova realtà: a queste difficoltà si aggiungono quelle legate al clima ed alle diverse abitudini della civiltà russa. Tutti problemi che per essere superati necessiteranno di una forte personalità, quella che non sempre Alessandro ha mostrato in maglia granata.

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