
(foto: www.torinofc.it)
Dopo due annate soddisfacenti in cui il Toro era riuscito a qualificarsi rispettivamente per gli ottavi e per i quarti di finale della Coppa Italia, l’avventura dei granata edizione 2009-’10 nella seconda manifestazione nazionale si chiude al secondo turno: troppo arduo da superare si è rivelato l’ostacolo Livorno, che si è imposto per 2-0 al termine di una partita giocata in maniera poco brillante dai ragazzi di Colantuono, in grado comunque di tenere tutto sommato dignitosamente il campo nel primo tempo prima di crollare malamente nella ripresa. Era dalla stagione 2006-’07 che il Toro non usciva dalla Coppa Italia al secondo turno: allora, dopo il 3-0 all’Ivrea del primo turno, fu il Crotone ad eliminare soprendentemente la squadra allenata da Gianni De Biasi in quella che si rivelò poi essere la sconfitta fatale al tecnico di Sarmede esonerato pochi giorni dopo per la prima volta dal presidente Cairo a vantaggio di Alberto Zaccheroni.
Al di là della scarsa importanza che può essere attribuita alla Coppa, c’è comunque amarezza per essere stati sconfitti da una squadra che non è parsa irresistibile, soprattutto alla luce di un primo tempo durante il quale sembrava di assistere ad una partita di bassa serie B. Le indicazioni che escono dalla serata del “Picchi” per Colantuono non sono dunque incoraggianti ad una settimana dall’inizio del campionato: e non è tanto questione di organizzazione di gioco, rombi o simili, piuttosto di materiale umano. Una serata storta può capitare a tutti, ma Belingheri si ricorderà a lungo del Livorno dopo essere stato autore di una pessima prestazione, ma d’altronde non si scopre oggi che Loviso non era certamente il miglior regista su piazza. A preoccupare maggiormente è il centrocampo, che dovrebbe fornire palloni agli attaccanti e proteggere una difesa tutt’altro che impermeabile: ma il dato di due miseri tiri in porta in 90′ non fa stare tranquilli. Chi pensa ad una serie B da vincere in carrozza farebbe bene a scendere sulla terra al più presto: questo Toro dovrà lottare alla pari con tante altre squadre, la qualità media dell’organico, attacco a parte, non consente voli pindarici. La speranza è che la brutta serata toscana possa aprire gli occhi a Cairo e Foschi: con questi giocatori a Grosseto di punti se ne faranno pochi.
Primo tempo poco spettacolare al “Picchi”: nel Livorno oltre a Diamanti non c’è neppure Lucarelli, mentre nel Toro sta fuori a sorpresa Di Michele, insieme a Bianchi c’è Amoruso (nella foto), forse alla sua ultima partita in maglia granata, ed in mediana torna dopo cinque mesi Zanetti, alla prima da capitano. Dopo quindici minuti di studio, il Livorno prende in mano il gioco e Sereni è subito chiamato in causa al 15′ per respingere una violenta conclusione di Tavano, azionato da uno sciagurato retropassaggio di Belingheri, ma il portiere rischia la papera perchè manca la presa e deve correggere in angolo. Poche altre cose da ricordare nella prima frazione, in cui il Toro soffre a centrocampo denunciando una preoccupante difficoltà a produrre gioco: Loviso dovrebbe fare da frangiflutti davanti alla difesa per far ripartire l’azione ma non riesce a svolgere al meglio nessuno dei due compiti, Belingheri è totalmente spaesato mentre Zanetti risente della lunga assenza. La luce in casa granata l’accende solo Gasbarroni e ad intermittenza, troppo poco per alzare il baricentro della squadra.
Nella ripresa il predominio del Livorno si fa più marcato anche se paradossalmente l’occasione migliore per i labronici arriva in contropiede al 6′ quando l’ennesimo errore di Belingheri mette in moto Tavano il cui tiro a giro scheggia l’incrocio. Poi esce Zanetti per Dzemaili ma è ancora il Livorno a sfiorare il gol con Pulzetti: il Toro fatica ad uscire dalla propria metacampo, la squadra è lunghissima. Al quarto d’ora l’ultimo segnale di vita dei granata da parte del solito Gasbarroni ma il suo tiro a botta sicura è respinto da Diniz, poi è solo Livorno. Al 28′ arriva il meritato vantaggio amaranto: Raimondi colpisce di testa su azione d’angolo dopo essere sfuggito al controllo del solito Belingheri e batte Sereni. Le difficoltà dei granata sono davvero imbarazzanti: Danilevicius e Pulzetti costringono Sereni a due miracoli in rapida succesione. A nulla servono gli ingressi di Bottone ed Abbruscato per Belingheri ed Amoruso perchè al 36′ il Livorno chiude i conti: Sereni si supera ancora su Pulzetti ma il giovane Dionisi raccoglie la ribattuta ed insacca. Al 38′ ci prova Bianchi ma il suo colpo di testa è salvato sulla linea dalla difesa del Livorno.
Si chiude una brutta serata per il Toro, che fa molti passi indietro rispetto alla discreta prova offerta contro il Figline: qualche scelta di Colantuono (Amoruso e Zanetti) può essere discussa, così come forse è stato troppo ardito presentarsi con il tridente ma Belingheri e Loviso non li ha comprati il neo-allenatore granata. La speranza è che tra qualche mese ci si ricordi della vigilia di Ferragosto come di un campanello d’allarme rivelatosi utilissimo perchè di tempo per sbagliare non ce n’è più e si sta scontando l’inutilità di un precampionato vissuto solo su partite contro squadre dilettanti.

Davide Martini








