
(foto: cache.daylife.com)
“Non ci ridurremo più a svolgere le ultime operazioni nei minuti finali del mercato” e “Nell’ultima settimana ci saranno almeno due operazioni in entrata ed altrettante in uscita”. Sono due affermazioni pronunciate da Urbano Cairo, la prima all’inizio del mercato estivo, la seconda solo domenica scorsa. Si poteva sospettare che almeno una delle due promesse fosse destinata a rimanere tale ma che alla fine entrambe rischiassero di venire cancellate dai soliti giorni caotici di fine agosto che accompagnano il Toro da tre anni, era più difficile da immaginare.
Eppure la (triste) realtà del mercato granata è proprio questa: a quattro giorni dalla chiusura non solo giocatori come Diana ed Amoruso sono ancora agli ordini di Colantuono, per non parlare dell’imbarazzante situazione creatasi attorno a Dzemaili, il cui caso è stato gestito a dir poco maldestramente dal duo dirigenziale granata, ma alla voce acquisti si è ancora fermi a Loviso, arrivato in granata ormai venti giorni fa. Era stato amaramente predetto che la rotonda vittoria di Grosseto avrebbe potuto essere pericolosa perchè potenzialmente capace di illudere la dirigenza che il più fosse stato già fatto: i fatti hanno purtroppo confermato questo sospetto ma se possibile si è andati oltre.
Partiamo da una certezza: entro il 31 agosto più di qualcosa si muoverà in casa granata. Sicura appare la partenza di Amoruso, molto probabile quella di Diana ed alla fine anche Dzemaili dovrebbe lasciare Torino per la soddisfazione del giocatore che avrà così la possibilità di giocarsi in serie A, anche se non è ancora dato sapere se a Palermo, a Napoli o a Firenze, le sue carte per partecipare al prossimo Mondiale ma anche per il bene delle casse sociali del Toro, che di una cessione sostanziosa hanno quasi più bisogno quanto Colantuono di una vittoria lunedì contro l’Empoli.
I problemi vengono quando si comincia a parlare delle operazioni in entrata: con Amoruso e Diana indirizzati verso il Parma, Foschi sta imbastendo un maxi-scambio con i ducali che porterebbero al Toro il mediano Manuel Coppola e la mezzapunta honduregna Julio Cesar Leon (nella foto). Ebbene questi due pur onesti lavoratori del pallone rappresentano l’esatta negazione del modo in cui il Toro avrebbe dovuto condurre il mercato estivo: certamente con un occhio all’allestimento di una rosa in grado di tornare subito in serie A ma pensando anche al futuro per evitare di trovarsi (si spera tra un anno) nella stessa situazione di tre stagioni orsono quando, artigliata la serie A ai playoff, si dovette difatto rifare da capo una rosa che non era all’altezza della massima serie.
Ma se allora la scusante di aver dovuto assemblare un anno prima un’intera squadra in una settimana agli albori del Torino Fc, gli errori di quest’anno sono assai meno perdonabili: perchè Coppola ed ancor di più Leon sono i classici giocatori da “instant team“, che sanno dare un valido contributo nella serie cadetta ma che non sono all’altezza di un organico ambizioso in serie A. Se in fondo il mastino romano Manuel Coppola potrebbe anche dare una mano a Colantuono, il cui reparto di centrocampo oltre a Dzemaili sta anche per perdere Vailatti destinato al Cesena, l’acquisto di Leon è davvero difficile da concepire: già l’interesse per Eder pareva inspiegabile considerando l’affollato reparto di mezzepunte che popola la rosa del Toro ma almeno si sperava che potesse essere un’operazione in prospettiva.
Ma Leon al Toro che ci farebbe? Chiuso da Gasbarroni e Di Michele e persino da Belingheri, il suo arrivo rischierebbe solo di far dilatare il monte ingaggi di Cairo che di tutto ha bisogno meno che di nuovi ingaggi extra-lusso senza contare che il ragazzo appare tutt’altro che entusiasta nel dover scendere ancor di categoria, quindi avere in rosa un altro scontento non rappresenterebbe l’ideale in una stagione in cui c’è poco tempo per mugugnare. Nulla contro il giocatore ma la sua verve pare ormai esaurita da anni ed anche in B, lo scorso anno nel Parma, ha sostanzialmente deluso trovando sempre meno spazio con il passare delle giornate. Non resta che aspettare e tra pochi giorni sarà tutto finito, per fortuna di Colantuono e dei tifosi, che almeno smetteranno di illudersi.

Davide Martini








