
(foto: www.torinofc.it)
Tre settimane di corse, ripetute, lavoro tattico e soprattutto di conoscenza, reciproca e con i metodi di lavoro del nuovo tecnico. Il ritiro 2009 del Torino Fc, svoltosi per la prima volta a Folgaria, si è concluso lo scorso 30 luglio (l’ultima seduta si è in realtà svolta nel vicentino venerdì 31): il dado è tratto, verrebbe da dire, molti dei destini futuri dipenderanno da come si è lavorato tra le montagne trentine.
Perchè se è vero che nessun campionato è mai stato vinto in estate, è altrettanto innegabile che la fase della preparazione è fondamentale per capire come si possa sviluppare la stagione: soprattutto se bisogna affrontare un torneo come quello di serie B, dove la condizione atletica è importantissima ed andrebbe mantenuta, senza grandi picchi, su un buon livello per il maggior numero possibile di giornate, evitando magari di scadere di forma nel finale.
Se c’è da promuovere qualcuno in questo ritiro non si può che partire proprio da lui, dal tecnico romano. Stefano Colantuono è sembrato la vera marcia in più in questi venti giorni trascorsi tra il caldo e le sempre deluse speranze che il mattino dopo arrivasse qualche certezza dal mercato. L’ex allenatore del Palermo è parso più che mai concentrato sulla missione che lo attende: meticoloso dal punto di vista tattico e della preparazione, motivatore eccezionale, Colantuono ha dovuto anche fare da team manager (ruolo da sempre scoperto nell’era Cairo) quando è stato chiamato a rintuzzare contestazioni fuori luogo da parte dei tifosi presenti agli allenamenti, anche quando nell’occhio del ciclone era finito Rosina, giocatore che Colantuono sapeva benissimo non avrebbe allenato durante la stagione.
Dal punto di vista tattico, l’idea consolidata è quella di affidarsi ad un rombo: diciamo un 4-3-1-2 per parlare con i numeri. Per mettere in pratica questa idea di gioco, tuttavia, manca un giocatore che sappia giostrare davanti alla difesa: preferibilmente un regista, ma anche un mediano più specializzato nella protezione della retroguardia non sarebbe male, anzi forse sarebbe preferibile considerando che la spinta offensiva sarà già garantita dal trequartista, che in partenza dovrebbe essere Gasbarroni, e dalla coppia di attaccanti, formata sulla carta da David Di Michele e Rolando Bianchi.
Ma questi ragionamenti sono del tutto parziali per il semplice fatto che la rosa è in divenire: da Pratali a Barone, da Calderoni ad Amoruso, tanti sono i giocatori che dovrebbero lasciare la maglia granata nelle prossime due settimane, senza ovviamente parlare di Dzemaili, sicuro partente. Solo quando inizierà a sbloccarsi il mercato in uscita si penserà a completare l’organico che dovrà essere allenato da Colantuono: Loviso è il favorito per fare da “volante” davanti alla difesa, ma poi? Le idee latitano sia per quanto riguarda il centrale difensivo che dovrà affiancare Loria sia per quanto riguarda altri necessari innesti che andranno effettuati in tutti i reparti.
Facendo un bilancio del ritiro, tra i promossi svetta Di Michele, parso un altro giocatore rispetto a quello di due anni fa: se sarà sempre così motivato potrà davvero togliere molte castagne dal fuoco. Complessivamente da valutare positivamente anche la fase di pre-stagione di Pratali e Diana, sul mercato ma parsi anch’essi ben concentrati sulla realtà che li potrebbe attendere. Ed i nuovi? Sono solo tre ed i giudizi divergono: ha sopreso la personalità di Gorobsov, anche se un campionato di serie B con la maglia del Toro sarà ben diverso dalle amichevoli estive, è andato tutto sommato bene Loria mentre da rivedere è Belingheri, ancora spaesato sia come mezzala che come trequartista. Ingiudicabili i portieri, di fatto mai chiamati in causa, sono sembrati rivedibili anche Rubin ed Ogbonna, che non hanno dimenticato le ingenuità già troppe volte pagate a caro prezzo durante la scorsa stagione.
Rivediamo alcune delle immagini più significative del ritiro, dai primi giorni di allenamento basati sulla corsa alle prime amichevoli, attraverso volti di giocatori potenzialmente decisivi per il Toro che verrà, come quelli di Sereni, Gasbarroni, Bianchi e del nuovo capitano Di Michele. Come quello inconfondibile di Simone Benedetti, figlio di Silvano ed aggregato alla prima squadra fino a quelli dei nuovi acquisti, del tecnico e del suo staff. C’è anche spazio per Rosina, impegnato in un fitto dialogo con Colantuono quando il suo futuro lontano dal Toro era ormai già scritto.
Le foto sono state tratte dal sito ufficiale della società.

Davide Martini


































