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Ascoli-Torino 1-2

(foto: www.torinofc.it) Se bisogna proprio trovare un motivo per ringraziare il presidente Cairo per la sua decisione di aver comprato il Torino, allora tutti i tifosi saranno d’accordo: per aver[...]

Positiva la prova di Rubin ad Ascoli
(foto: www.torinofc.it)

Se bisogna proprio trovare un motivo per ringraziare il presidente Cairo per la sua decisione di aver comprato il Torino, allora tutti i tifosi saranno d’accordo: per aver portato in dote un pò della sua “buona sorte”. Ad eccezione della scorsa stagione, infatti, mai come in questi quattro anni al Toro è capitato di vincere qualche partita diciamo così, con un colpo di fortuna. Così sei giorni dopo aver maledetto la dea bendata per la sconfitta contro il Modena, magari immeritata, ecco che ci si ritrova a festeggiare la vittoria per 2-1 di Ascoli che se non consente di mettersi completamente alle spalle il periodo negativo, quanto meno permette di ripartire di slancio: gli strani scherzi del calcio.

Ma nonostante la vittoria il Toro non può esultare a causa del grave infortunio di Coppola che al 19′, cadendo male dopo un contrasto aereo, subisce la rottura composta del malleolo destro: almeno un mese e mezzo di stop per il cagnaccio granata, davvero un colpo durissimo da assorbire.

Diciamo subito che i granata non hanno rubato nulla, anzi: la squadra ha nel complesso disputato una buona partita, soprattutto nel primo tempo, ma che nel finale era subentrata la solita stanchezza e che, senza l’incredibile errore del portiere Frezzolini che ricorda molto da vicino quello commesso dall’estremo difensore frusinate Sicignano che agevolò il gol di Leon, il Toro non avrebbe mai vinto, dovendo accontentarsi di un punto e di una prestazione comunque accettabile.

Minuto 77: un lancio senza pretese della difesa del Toro viene gestito male da Micolucci, che effettua uno scomodo retropassaggio di ginocchio verso il portiere. Frezzolini può prendere il pallone con le mani, ma sarebbe più comodo accettare l’angolo o rinviare di piede: scoordinato, sceglie invece di tuffarsi per bloccare il pallone che, viscido a causa della pioggia, gli scivola dalle mani proprio all’altezza della linea di fondo, così per Bianchi, bravo a credere nell’errore, è facile insaccare a porta vuota l’ottavo gol stagionale rivalutando così una prestazione che l’aveva visto, prima e dopo il gol, sbagliare l’inverosimile sotto porta.

Il ritorno al rombo, con il buon debutto di Belingheri come trequartista, ha partorito una buona partita ma, come sempre, è stato l’atteggiamento di squadra a fare la differenza: un buon approccio alla gara, come già contro il Modena, ha portato il Toro ad essere subito corto ed aggressivo, così è stato possibile effettuare giocate in velocità, spesso di prima, che hanno messo in difficoltà la retroguardia avversaria. Molto buona la spinta di Rubin (nella foto) sulla sinistra così come il contributo del rientrante Saümel in mezzo, i granata non hanno prodotto grandi occasioni ma hanno saputo stare bene in campo, in una parola hanno giocato da grande.

Il primo tempo è tatticamente impeccabile per il Toro ma da sbadigli per le occasioni: la squadra è comunque corta e riesce a mettere in suggezione fin dall’avvio l’Ascoli, costretto ad agire di rimessa. Ma al 19′ arriva il grave infortunio di Coppola, costretto a lasciare il campo a Bottone. Il Toro subisce un pò il contraccolpo e cala il ritmo, poi al 31′ c’è la grande paura per Giorgi che, dopo aver subito un colpo in testa involontario da Di Michele, sembra rialzarsi prima di cadere svenuto sul terreno di gioco. Venti secondi di terrore per tutti, poi il ragazzo si riprenderà ma dovrà lasciare il posto all’ex Di Donato.

Ma il finale di tempo è tutto del Toro: al 36′ bella discesa di Colombo sulla destra, servizio per Di Michele ma il capitano spara alto un rigore in movimento. Passano cinque minuti ed i granata passano: cross di Rubin dalla sinistra, sponda aerea di Bianchi per Belingheri che si porta avanti il pallone sempre di testa, approfitta dello scontro tra due difensori ascolani e poi batte di destro Frezzolini in uscita disperata per il gol del vantaggio, non festeggiato dal marcatore per rispetto degli ex tifosi.

La ripresa vede subito in campo un Ascoli più vivace: al 2′ Luci calcia alle stelle dal cuore dell’area non riuscendo così ad approfittare di una dormita colossale della difesa, ma tre minuti dopo il Toro potrebbe chiudere l’incontro con Bianchi che a tu per tu con Frezzolini gli consegna il pallone tra i guantoni invece di tentare un pallonetto. L’amara legge del calcio trova la sua realizzazione: così dopo che Antenucci non riesce a raccogliere un traversone di Lupoli, proprio l’ex giocatore dell’Arsenal lascia spazio a Bernacci che al 20′ trasforma il rigore della parità. Ingenua la trattenuta di Ogbonna su Portin su azione d’angolo, Romeo decreta la massima punizione trasformata dall’ex bolognese ed il Toro rivede le streghe di dieci mesi fa, quando proprio Bernacci siglò le sue prime e finora uniche reti in serie A nel 5-2 per il Bologna risultato poi decisivo per la retrocessione granata.

Ma fortunatamente l’Ascoli non è il Bologna e soprattutto questo Toro non ha scritta in faccia la rassegnazione come quello dello scorso anno, così dopo che Belingheri (dolore all’adduttore destro) lascia spazio a Diana al 23′, proprio il neo-entrato meno di un minuto dopo serve un bel pallone a Di Michele che costringe Frezzolini alla respinta in angolo. Ti aspetti un Toro rabbiosamente alla caccia dei tre punti, ed inceve arriva il solito calo atletico di cui però l’Ascoli non riesce ad approfittare prima del colpo di scena finale prima che ancora Bianchi in contropiede fallisse clamorosamente il 3-1 solo davanti a Frezzolini.

Il Toro respira, si mantiene al terzo posto e si proietta verso l’anticipo di lusso di venerdì sera contro la Reggina: doveva essere uno scontro tra regine, ed invece i calabresi sono quart’ultimi dopo il crollo casalingo contro l’Ancona. Novellino dovrà giocarsi la panchina proprio contro il suo amato ed odiato Toro: sono gli strani scherzi del calcio…

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