
(foto: www.storiedicalcio.altervista.org)
0,81. È la straordinaria media-gol di Rolando Bianchi in quest’avvio di stagione. Un rendimento sopra le più rosee aspettative che inserisce di diritto il bomber bergamasco tra i centravanti più prolifici della storia del Toro. Classico attaccante d’area che si esalta quando ci sono da girare in rete invitanti cross, Rolly lascia un pò a desiderare quando il gol è facile facile, ma anche questa è una caratteristica dei migliori attaccanti.
Se vuoi giocare di fino con lui forse hai sbagliato persona, perchè le sue staffilate da fuori area finiscono (quasi) regolarmente in tribuna, ed anche se lo metti solo davanti al portiere l’esito non è così scontato: ma poi basta un cross ben fatto per farsi perdonare, come successo contro la Reggina quando la sua rovesciata in precaria coordinazione su un angolo di Loviso ha fatto quasi venire giù l’”Olimpico”. Il ragazzo poi è educato e civile come pochi, episodio contro l’Ancona a parte, ed allora è un piacere collocarlo nella Hall of Fame degli attaccanti granata con l’augurio, che è quasi una certezza, che le sue statistiche vengano aggiornate molto presto, magari con gol più prestigiosi in un’altra categoria…
Ma anche se può sembrare incredibile c’è chi nella storia del Toro ha fatto meglio di questo strepitoso Bianchi d’inizio autunno. Si tratta di Beppe Virgili e di Ciccio Graziani che nel dopo-guerra hanno saputo ottenere una media gol superiore a quella di Rolando rispettivamente con dieci gol in undici e dieci partite giocate. Nel primo caso stiamo parlando ancora di un campionato di serie B, il primo giocato dal Toro nella sua storia: stagione 1959-’60, e la storia di Virgili ha molto in comune con quella di Bianchi. Anche “Pecos Bill” infatti ha da farsi perdonare un campionato sotto tono con solo dieci gol realizzati in venticinque presenze nell’anno della prima caduta tra i cadetti della storia del Toro ed allora decide di far vedere, seppur in una categoria inferiore, con quale bomber di razza la gente granata abbia a che fare: l’esordio in casa della Sambenedettese non è da ricordare, ne esce un grigio 0-0, ma dalla seconda giornata Virgili si scatena iniziando con una tripletta contro il Cagliari e poi andando a segno consecutivamente contro Monza, Brescia, Como, Venezia e Taranto, sempre con un gol a partita eccetto la doppietta realizzata ai pugliesi. Il gol col Lecco all’undicesima giornata dopo tre turni di “riposo” serve proprio per superare Bianchi: dieci gol in undici partite, media di 0,90 ed alla fine saranno ventuno i centri nella cavalcata dell’immediato ritorno in serie A.
Diciotto anni dopo è Francesco Graziani a fare di meglio e non solo perchè si era nella massima serie e sul petto c’era lo scudetto conquistato pochi mesi prima: della coppia-gol Pulici-Graziani è inutile parlare ma se tutti conoscono il fiuto del gol di Pupi e le sue acrobazie sotto rete (non molto diverse da alcune mostrate da Bianchi…) Ciccio Graziani è noto soprattutto per la sua generosità. Ebbene nell’anno del post-scudetto il centravanti di Subiaco si prende una licenza da goleador e, incredibile ma vero, a fine anno con ventuno reti sarà davanti a Pulici, fermo a sedici, nella classifica marcatori sebbene il secondo scudetto consecutivo svanisca a dispetto dei cinquanta punti realizzati. Con dieci gol in dieci partite Graziani trascina un Toro quasi perfetto ed ancor più bello di quello scudettato: doppiette alle prime due giornate contro Sampdoria e Bologna, reti decisive contro Fiorentina e Napoli, all’ottava ed alla decima giornata apre le marcature contro Juventus e Cesena ed in mezzo arrotonda il punteggio contro il Catanzaro con un’altra doppietta. Dopo dieci giornate la media è di un gol a partita, perchè anche Ciccio sapeva segnare…
Tra gli altri super-bomber della storia del Toro un piccolo posticino se l’è ritagliato anche Wim Kieft: l’olandese volante seppe rendersi autore di un inizio stagione da ricordare nell’autunno 1987 con cinque gol in otto partite (su tutti si ricorda la tripletta all’Avellino) a cui vanno aggiunte altre cinque reti messe a segno in Coppa Uefa. Ma proprio in Europa nella partita di ritorno contro il Raba Eto si infortuna seriamente dopo 25′ e vede compromessa la sua stagione: rimarrà fermo per tre mesi a causa della lacerazione del collaterale del ginocchio ma riuscirà comunque a tornare protagonista con un’indimenticabile tripletta all’Udinese che garantirà alla penultima giornata una soffertissima salvezza.
Bianchi non sarà riuscito a salire sul gradino più alto come media-gol in avvio di stagione, ma il tempo per scalare posizioni nella classifica dei bomber più prolifici non gli manca, meglio se in serie A.

Davide Martini








