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Torino-Modena 0-1

(foto: www.torinofc.it) La storia del Torino non è mai stata contraddistinta dalla presenza della buona sorte: senza tirare in ballo i lutti che hanno ripetutamente colpito il popolo granata, ogni[...]

Diagouraga salva su Diana
(foto: www.torinofc.it)

La storia del Torino non è mai stata contraddistinta dalla presenza della buona sorte: senza tirare in ballo i lutti che hanno ripetutamente colpito il popolo granata, ogni obiettivo stagionale è stato sempre raggiunto in modo sofferto. Per questo quando le due salvezze in serie A del Torino di Cairo sono state accompagnate (eufemismo) da un pò di fortuna i tifosi del Toro sono apparsi un pò straniti, ed anche preoccupati, temendo che prima o poi l’incantesimo potesse finire. Ebbene, dopo la retrocessione dello scorso anno, arrivata, è bene specificarlo, essenzialmente per limiti tecnici e dirigenziali ma anche con il contributo della sfortuna, anche quest’anno la sfiga sembra vederci benissimo ogni volta che in campo c’è il colore granata.

Perchè il Toro che cedendo in casa per 0-1 contro il Modena colleziona la terza sconfitta stagionale entrando ufficialmente in crisi non ha sicuramente lo stellone (con la “s” minuscola) dalla sua parte, leggi gol all’ultimo minuto degli avversari, come successo anche contro l’Ancona. Detto questo, però, gli alibi, già di per sè piuttosto deboli, finiscono qui.

La creatura che il trio Cairo-Foschi-Colantuono ha creato in estate sta mostrando miseramente tutti i propri limiti con largo anticipo rispetto al previsto: quattro partite senza vincere, seconda sconfitta interna. Se infatti lunedì sera contro l’Ancona gli errori dei granata potevano essere stati mascherati dall’organizzazione dell’avversario, il catenaccio a tratti anche confuso messo in piedi dal Modena all’”Olimpico” ha impietosamente messo a nudo che questo Toro non ha nè capo nè coda, non ha un’idea di gioco e non può neppure affidarsi alle intuizioni dei singoli, perchè da qualche settimana anche i presunti big hanno spento la luce.

Con già un terzo di partite perse sul totale degli incontri giocati, ora per tecnico e presidente non ci sono più alibi: dopo appena nove partite è stato messo in cantina il modulo col trequartista sul quale era stata impostata la stagione ma i mali di questo Toro non dipendono dallo schieramento tattico, bensì da un gruppo di giocatori non all’altezza di sostenere un campionato di B da vertice. I mali partono da una linea mediana estremamante povera di qualità e pertanto incapace di produrre gioco: il risultato è che i palloni agli attaccanti arrivano solo attraverso lanci lunghi o al termine di manovre troppo articolate che danno il tempo alle difese avversarie di piazzarsi. Senza contare che i giocatori di maggior classe, invece di prendere per mano i compagni, sprofondano nelle difficoltà. Contro il Modena Di Michele è stato ancora il peggiore in campo: nervoso, inconcludente e sempre incapace di far valere il suo superiore tasso tecnico. Addirittura imbarazzante Bianchi, che si conferma un giocatore inutile se non dannoso quando è chiamato a partecipare alla manovra, così in una giornata di scarsa vena di Gasbarroni il risultato è stato zero tiri in porta nella ripresa. Si aggiunga a questo che per la terza partita consecutiva la squadra ha subito gol negli ultimi cinque minuti dopo aver evidenziato un chiaro calo di condizione atletica nell’ultimo quarto di match, i due infortuni muscolari che hanno bloccato Sereni e Pratali e la distorsione alla caviglia di Zanetti: insomma, il futuro è sempre più nebuloso.

Il nuovo 4-4-2 non ha prodotto nulla di buono, nonostante un inizio di partita confortante in cui finalmente la squadra aveva approcciato bene la partita: il 5-3-2 del Modena lasciava presagire una partita d’assalto da parte del Toro che in effetti parte bene ma ci vuole poco per capire che oltre la buona volontà questa squadra non sa andare. Una collezione di calci d’angolo ma anche tanta frenesia e numerosi cross sbagliati, questo il primo tempo del Toro che per creare la prima occasione aspetta il 16′ quando un colpo di testa di Bianchi su cross di Pisano è parato da Narciso. Per la successiva bisognerà aspettare il 38′ con la solita azione personale di Gasbarroni che costringe il portiere degli emiliani ad una respinta mentre al 42′ sembra fatta su incornata di Zoboli (sostituto dell’acciaccato Loria) da azione d’angolo ma la palla esce di pochissimo. In mezzo, dopo un inizio contratto, s’era visto tanto Modena, una squadra capace di coprirsi senza rinunciare a provarci fino al punto di creare tre occasioni da rete tra il 22′ ed il 29′, fallite da Catellani e Bruno, anticipato quest’ultimo alla disperata da Zoboli a tu per tu con Sereni.

Insomma, il solito Toro che non sa creare gioco anche con il cambio di modulo ma nella ripresa se possibile va ancora peggio. Si comincia con Calderoni al posto di Sereni fermato dal mal di schiena mentre l’azione del 6′ illude: bella combinazione Di Michele-Bianchi, palla filtrante per Diana anticipato di un soffio da Narciso, che poi perde il pallone ma viene salvato da Diagouraga (nella foto). Rimarrà l’unica sortita offensiva dei granata nella ripresa: la manovra infatti si fa sempre più lenta ed involuta, Gasbarroni non riesce ad inventare calcio, Di Michele litiga con il mondo intero e Bianchi col pallone, così la sensazione è quella di impotenza. Si fa male alla caviglia Zanetti in uno scontro con Di Michele, entra Belingheri mentre a Pratali cede l’adduttore e si rivede Loria. Ma il Toro si spegne lentamente come una candela concedendo metri di campo ed il finale di gara con il Modena più pimpante è un amaro presagio: a due minuti dalla fine la beffa con la punizione di Troiano e la difesa a zona che si squaglia lasciando solo Tamburini che insacca con un colpo di testa imparabile.

Finisce tra i fischi ed i “vergognatevi” delle curve: serie A, serie B, la musica non cambia. Senza programmazione e seri investimenti non si va da nessuna parte. Sabato prossimo dura trasferta ad Ascoli, il pericolo è sprofondare.

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