
(foto: www.torinofc.it)
Il passato glorioso. Non si finirà mai di ringraziare Valentino Mazzola ed i suoi compagni per quello che a più di sessant’anni di distanza stanno continuando a fare per il Toro: perchè non sono bastate sei retrocessioni, umiliazioni in serie e continui cambi di allenatore per cancellare il ricordo e la fama del Toro che fu. Il “passato glorioso” torna anche nelle prime dichiarazioni di Mario Beretta da allenatore del Torino, durante la presentazione avvenuta in mattinata al centro Sisport.
Affiancato da un presidente Cairo parso serio e pensieroso e dal ds Foschi, Beretta è parso subito carico sebbene consapevole delle difficoltà che lo attendono ma ha anche confermato quelle doti umane che tutto l’ambiente calcistico gli riconosce: “Voglio subito regalare un pensiero a Colantuono - ha esordito Beretta. Conosco il professionista e so che ha lavorato bene anche al Toro”.
Poi ci si concentra subito sul lavoro da svolgere: “Nella mia carriera i giocatori che ho allenato hanno sempre dato il massimo e dovrà accadere anche qui: certo il momento non è facile, le aspettative erano e sono molte ma c’è stato qualche problema”. Inevitabile l’appello ai tifosi: “Tutte le volte che ho affrontato il Toro da avversario ho toccato con mano l’importanza del pubblico del Toro, che ha sempre sostenuto la squadra. Ora l’ambiente è demoralizzato, ma non avremo bisogno di contestazioni quanto di sostegno affinchè tutte le componenti lavorino al meglio”.
Come risollevare il morale ai giocatori, parsi a terra sul piano psicologico: “È chiaro che la mancanza dei risultati attesi ha creato delusione nel gruppo, ma conosco pochi giocatori della rosa pertanto prima di giudicare anche il loro stato emotivo dovrò parlare a fondo con loro. L’unica vera medicina sono i risultati, tra sei giorni avremo già una partita pertanto non ci sarà il tempo per approfondire i problemi ma è evidente che la mancanza di vittorie crei sconforto ed amarezza”. Da qui il discorso scivola velocemente sul piano tattico: “La squadra è stata costruita per il 4-3-1-2 ma questo non vuol dire che giocheremo sempre così. Ogni giocatore va messo nelle condizioni di rendere al meglio secondo le proprie caratteristiche e l’allenamento di oggi lo dedicherò proprio a capire questo”.
E le potenzialità della rosa? Beretta mostra grande fiducia verso i suoi nuovi giocatori: “Il gruppo è molto valido per la serie B. È ancora presto per parlare di mercato, prima dovrò studiare i ragazzi e parlare con la società, ma di certo non scarterò a priori alcun giocatore, prima di acquistarne altri valuterò attentamente il materiale che ho a disposizione.
Beretta sorvola sulle difficoltà che potrà incontrare tornando in serie B dopo sette anni: “Ho lottato tanti anni per la salvezza in serie A, le tensioni sono di fatto le stesse di una squadra che deve risalire nella massima serie. Certo ci sarà da rischiare qualcosa di più, magari potremo prendere un gol in più per cercare di farne due ma tutto all’insegna dell’equilibrio di squadra ed a patto che tutti i giocatori diano il massimo”.
Chiusura sul mancato ritorno a Siena: “Sarebbe stato il terzo ritorno, forse non ero motivato a sufficienza così ho preferito aspettare altre proposte che sono arrivate”, sull’ipotesi ritiro (”Non mi piacciono molto, ne parleremo con la società ma si può lavorare bene anche qui”) e sul suo staff: “Il mio storico vice Garavaglia non ha potuto seguirmi causa problemi personali, il resto del mio staff ci sarà e rimarrà Luison”.
Alle quindici il primo allenamento aperto ai tifosi: si spera che non ci siano contestazioni, occorrerà fare capire al nuovo allenatore che la voglia di riemergere deve partire dal dodicesimo uomo.

Davide Martini








