
(foto: www.torinofc.it)
Se l’obiettivo era mettere a tacere i critici, come ha fatto capire Colantuono nella conferenza stampa della vigilia, il grigio pareggio di Cesena rappresenta un buon risultato. Se invece si voleva vedere un pò di luce nel gioco granata, siete pregati di ripassare più avanti. Il Toro torna dalla Romagna con un pareggio che allunga a sei punti il distacco dal primo posto e non cancella le perplessità su una squadra che non riesce ad imporre il proprio gioco. Attenta in fase difensiva, contro un avversario comunque decimato in attacco, la squadra di Colantuono non ha prodotto quasi nulla in attacco eccetto il fortunoso gol ed ha confermato ancora una volta le solite difficoltà di personalità nella gestione del vantaggio, durato appena sei minuti e naufragato al primo vero affondo avversario.
Discutibili le sostituzioni del tecnico, la squadra non è comunque mai sembrata in grado di cambiare passo lasciando l’iniziativa ad un Cesena stanco e spuntato: insomma, un brodino che non toglie e non dà nulla ad una stagione che non vede il salto di qualità. Benino l’esordio da titolare di Gorobsov, non male l’inizio di Vantaggiato che si è poi perso con il passare dei minuti, ancora confortante la prestazione di Rubin che aveva di fronte un brutto cliente come Schelotto.
C’è una novità nella formazione granata rispetto alle previsioni della vigilia con Belingheri preferito a Bottone come mezzala destra al posto di Saümel. Nel Cesena invece tutto confermato con l’ex Malonga punta centrale: e proprio la contemporanea assenza di Bucchi e Djuric, centravanti di ruolo, condiziona la partita dei romagnoli almeno nel primo tempo. Chi infatti si aspettava un match a viso aperto ed a ritmi vertiginosi rimarrà deluso: la squadra di Bisoli fatica a ritrovarsi anche perchè il Toro inizia la partita con il piglio giusto facendo valere la superiorità numerica a centrocampo. Corti ed attenti in difesa, i granata mettono fuori la testa già al quarto minuto ma il tiro di Bianchi è debole e bloccato in due tempi da Tardioli.
Il Cesena fatica dunque ad entrare in partita ma si fa vedere al quarto d’ora con un cambio di campo che libera Schelotto il cui cross, deviato, è preda, dalla parte opposta, di Giaccherini che tira ma trova la deviazione di Sereni. È il segnale che i bianconeri ci sono e da quel momento in avanti sarà la squadra di Bisoli a menare le danze ma il Toro, pur non proponendosi mai al tiro, non starà a guardare grazie alla mobilità di Vantaggiato che lavora molti palloni ed alla vivacità di Zanetti sulla fascia destra. Al 32′ il Cesena passa con Giaccherini ma l’arbitro giustamente annulla perchè il piccolo trequartista di Bisoli è in fuorigioco sull’assist di Do Prado. La partita si surriscalda ma la prima frazione si chiude senza altri sussulti.
Tutto il contrario di quanto accade ad inizio ripresa quando il Cesena alza i ritmi trasformando il primo quarto d’ora in una sofferenza per il Toro: già al 1′ il solito Giaccherini sugli sviluppi di un’azione d’angolo si libera sulla stretto sulla sinistra e con un diagonale ravvicinato costringe Sereni ad una difficile parata a terra. All’undicesimo altro rischio per il Toro quando Do Prado fugge sulla sinistra a Diana e mette in mezzo per Malonga ma l’assist è troppo lungo ed il diagonale dell’ex granata è respinto coi piedi da Sereni. La spinta del Cesena comunque si spegne presto così la partita scorre senza sussulti eccetto le sostituzioni di Colantuono che avvicenda due dei migliori tra i granata, Vantaggiato e Zanetti, con Leon e Bottone passando ad una sorta di 4-3-3 pur senza trarne particolari benefici perchè la partita sembra incanalarsi sullo 0-0 fino a quando non arriva arriva il botta e risposta a metà ripresa.
Al 71′ Toro in vantaggio, seppur casualmente: Rubin si guadagna una punizione dai trentacinque metri, batte Leon il cui tiro è senza pretese ma rimbalza in area, la difesa del Cesena si ferma credendo in fuorigioco Zoboli che segue l’azione ma il difensore scatta in posizione regolare e comunque non tocca il pallone che s’insacca beffardamente alla sinistra di Tardioli per il secondo gol stagionale dell’honduregno (nella foto l’esultanza). Battuta seppur fortunosamente la miglior difesa del campionato, il più sembra fatto per il Toro perchè i romagnoli non sembrano avere le idee lucide in fase offensiva limitando la reazione ad uno sterile possesso palla. Eppure al primo affondo arriva il pareggio appena sei minuti dopo: cross di Lauro dalla sinistra e Malonga brucia Pratali insaccando in scivolata.
Potrebbe essere un duro colpo per il Toro, all’ennesima rimonta subita, ma il Cesena conferma l’appannamento delle ultime gare casalinghe non riuscendo a creare altri pericoli eccetto qualche insidioso cross che non viene raccolto dagli attaccanti. Dal canto loro i granata non rischiano e portano a casa il punto cercato che allenta la cappa di pessimismo ma non fa evaporare i dubbi: sabato pomeriggio in casa contro il Crotone di Franco Lerda bisognerà fare gioco, non limitarsi a difendersi, ed i nodi potrebbero tornare al pettine.

Davide Martini








