Di Michele: "Dobbiamo svegliarci"

(foto: www.torinofc.it) Sarà pure spontaneo e genuino, Stefano Colantuono, ma non allena da ieri così sa quando è il caso di abbozzare e quando invece occorre alzare la voce. Gli effetti della dura[...]

Dure critiche di Di Michele dopo Piacenza
(foto: www.torinofc.it)

Sarà pure spontaneo e genuino, Stefano Colantuono, ma non allena da ieri così sa quando è il caso di abbozzare e quando invece occorre alzare la voce. Gli effetti della dura ramanzina rivolta al gruppo mercoledì pomeriggio per provare a toccare le corde giuste dopo il karakiri contro il Lecce non si sono ancora visti perchè a Piacenza il Toro è stato ancora molle e deludente, ma davanti ai microfoni il tecnico granata si controlla e non dà sfogo all’amarezza per l’ennesima prestazione deludente. Ci sarà modo e tempo nei prossimi giorni per affrontare il momento delicato con i giocatori, il direttore sportivo ed il presidente, che dal canto suo ha provato a mascherare la delusione prima di rientrare a casa in macchina (”Ha ragione il mister, la B è difficile ma è chiaro che dobbiamo migliorare in fretta” - ha detto Cairo scuro in volto).

Negli spogliatoi del “Garilli” Colantuono si limita a mostrare un pò di delusione e di sorpresa per la prestazione dei suoi: “Abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla partita contro il Lecce, in cui secondo me ci eravamo espressi bene. Non mi aspettavo una partita così scialba, ma va detto che affrontavamo una squadra che aveva appena cambiato allenatore e che ci ha messo in difficoltà con il pressing anche se questo non dev’essere un alibi. Siamo stati poco veloci in fase di costruzione e non abbiamo creato nulla in attacco”.

Le perplessità di Cola riguardano soprattutto l’oscillazione nelle prestazioni dell’ultimo mese e mezzo: “Non riesco a spiegarmi questa intermittenza: benissimo contro Ascoli e Reggina, molto male a Trieste, bene a Lecce e poi ancora una pausa. Abbiamo invertito la tendenza di inizio stagione, quando faticavamo ad esprimerci in casa mentre fuori mostravamo un bel calcio. Dobbiamo lavorare intensamente per capire il motivo di tutto ciò”.

Sfuggente riguardo ai possibili rischi che corre la sua panchina (”Fa parte del gioco”), Colantuono non ha dovuto rispondere a domande su una formazione che ha tolto equilibrio alla squadra semplicemente perchè non gli sono state fatte. Inspiegabilmente. Dell’argomento parla invece senza reticenze capitan Di Michele che non risparmia critiche ai compagni: “L’allenatore aveva preparato la partita in un certo modo per farci sfondare sulle fasce invece ci siamo incaponiti centralmente senza riuscire a trovare varchi: non è possibile - l’attacco del numero dieci -. È inutile negare che ci sono dei problemi, non mi pesa dirlo, il guaio è che non riusciamo più a vincere con continuità. E non si dica che dobbiamo tornare umili, ciò di cui abbiamo bisogno è di rimanere uniti e compatti ma anche di essere meno ingenui in campo, come successo contro il Lecce ed anche oggi, quando, con tutto il rispetto per il Piacenza, ci siamo fatti mettere sotto in una partita che bisognava solo vincere”.

Le uniche scusanti Di Michele le trova sulla sua prestazione: “Non avevo iniziato male, così come tutta la squadra, ma quando non mi sono più arrivati palloni giocabili e non ho più potuto provare l’uno contro uno mi sono perso anch’io come tutti i miei compagni. Dobbiamo tornare a pensare al collettivo, non ai singoli”. Detto che certe critiche non andrebbero spese in pubblico, fa specie come al termine di una partita si possano esprimere concetti così originali: viene da dire che dal campo si deve davvero vedere un’altra gara, perchè in realtà a Piacenza il Toro non ha mai giocato bene, e tanto meno lo ha fatto il suo capitano e soprattutto fa sorridere che parli di collettivo proprio un giocatore che da tempo ormai sembra giocare da solo, contro gli avversari ed anche contro il mondo intero. Diteci se siamo su Scherzi a parte o se è tutto vero.

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