
(foto: www.toriseduti.it)
Per la seconda trasferta consecutiva in terra emiliana, il Torino fa un tuffo nei ricordi. Se infatti i precedenti con il Piacenza seppur numerosi risalgono tutti agli ultimi quindici anni, il confronto con il Cesena non può che far nostalgicamente immergere in un passato fatto di tanti incroci e sfide palpitanti, quasi tutte in serie A. Sfide che risalgono in gran parte agli anni ‘80, quando il calcio era assai diverso e più romantico di quello di oggi ed i confronti contro squadre come il Cesena erano prima di tutto una festa.
Ben nove dei quattordici precedenti complessivi sono infatti stati giocati in serie A e sono compresi tra il 1973 ed il 1991, anno dell’ultima apparizione in massima serie dei romagnoli. Da quel giorno Torino e Cesena hanno incrociato le loro strade solo in cinque occasioni in serie B, quando gli obiettivi erano radicalemente opposti: promozione per il Toro, quasi sempre salvezza per i bianconeri. Il bilancio complessivo fa capire quanto per il Toro lo stadio cesenate abbia sempre rappresentato un duro ostacolo da superare: i granata infatti hanno vinto solo in tre occasioni a fronte di ben otto pareggi e tre successi dei padroni di casa. Ma a guardar bene in un’occasione recente il Cesena è andato abbastanza vicino al ritorno in serie A ed a sbarrargli la strada fu proprio il Toro: stiamo parlando ovviamente della stagione 2005-’06 quando le due squadre s’incontrarono per due volte nello stesso campionato perchè la sorprendente cavalcata dei romagnoli di Castori si concluse nella semifinale play-off proprio contro i granata.
L’1-1 della semifinale d’andata del 1° giugno 2006 porta le firme di Salvetti che aprì le marcature su rigore al e di Raffaele Longo, che realizzò così la prima delle due pesantissime reti negli spareggi. Il gol di Balestri al ritorno spianò al Toro la strada verso la finale. Nella stagione regolare invece il Toro seppe aggidicarsi l’intera posta in palio con il puntreggio di 2-1 e fu un risultato pieno di significati per i granata che strapparono al “Manuzzi” tre punti pesantissimi soprattutto sul piano del morale (nella foto l’esultanza a fine partita) perchè arrivati dopo un lungo e difficile inverno: sotto 1-0 per la rete di Salvetti e più volte vicino a subire il raddoppio ad opera dello scatenato Ferreira Pinto, il 24 marzo 2006 il Toro seppe rimontare grazie a due guizzi di giocatori poco avvezzi alle realizzazioni. Ma se Davide Nicola seppe dare poche settimane dopo un altro saggio della sua vena di “bomber”, il gol di Luigi Martinelli rimane un dolce ed indimenticabile unicum nella storia granata.
La precedente vittoria del Toro a Cesena risale al 20 dicembre 1998 quando fu un gol di rapina di Marco Ferrante a far volare i granata di Edy Reja in piena rimonta mentre l’ultima affermazione bianconera è datata 13 marzo 2005 con rete al 72′ di Maurizio Ciaramitaro che costò al Toro di Ezio Rossi una sconfitta pesantissima in chiave promozione diretta anche perchè giunta al termine di una partita in cui i granata avevano costruito numerose occasioni da rete (clamorosa quella fallita da Peccarisi) tutte salvate da un giovanissimo Viviano, attuale portiere del Bologna.
E se anche l’ultimo confronto in serie A finì in parità, 2-2 il 28 ottobre ‘90 con il Toro due volte in vantaggio con Silvano Benedetti e Giorgio Bresciani ma sempre ripreso dalle reti di Silas e Costanzo Barcella, la prima vittoria assoluta del Toro a Cesena risale al 17 aprile ‘77, quando uno scatenato Ciccio Graziani firmò tutte e tre le reti del 3-0 con cui i granata provarono a volare verso il secondo scudetto consecutivo nell’incredibile stagione dei 50 punti: ma il pareggio contro la Lazio di due settimane più tardi sarebbe costato il sorpasso della Juventus per una delle beffe più atroci della storia del Toro.
In chiusura una citazione del tutto gratuita e disinteressata al folto gruppo dei tifosi granata diversamente abili, riuniti dal 2005 in un club denominato “Toriseduti” da cui è stata tratta la foto di questo post. Un club nato in seguito alla disposizione della tessera nominale imposta dal decreto Pisanu quando fu stabilito di chiedere incredibilmente anche ai disabili l’identificazione per entrare allo stadio. Grazie anche all’aiuto del presidente Cairo con il tempo questi ragazzi, dotati di una forza di volontà sconosciuta a molti più fortunati di loro, non si sono piegati a leggi assurde e sono riusciti a seguire il Toro anche in trasferta grazie ad una tessera simile ad un abbonamento che permette loro di entrare più velocemente in tutti gli stadi sebbene per lungo tempo assistere alle partite dagli spalti dell’”Olimpico” sia stato per loro difficilissimo a causa di problemi legati all’area parcheggi. Oggi sono un club regolarmente affiliato e capace di produrre belle foto.

Davide Martini








