Precedenti Vicenza-Torino

(foto: www.repubblica.it) Dopo il giro d’Italia che l’ha portato prima in Emilia Romagna, con due trasferte consecutive, e poi a Lecce per la prima assoluta contro il Gallipoli, il 2009 del[...]

Marazzina, attaccante Torino Fc 2004-'05
(foto: www.repubblica.it)

Dopo il giro d’Italia che l’ha portato prima in Emilia Romagna, con due trasferte consecutive, e poi a Lecce per la prima assoluta contro il Gallipoli, il 2009 del Toro si conclude su un campo “storico”, quello di Vicenza. L’obiettivo è migliorare l’andamento esterno, parzialmente riassestato dall’inizio del campionato cadetto ma responsabile in massima parte della retrocessione in B: si pensi che in diciasette partite esterne dell’anno solare considerando il solo campionato i granata hanno vinto solo in cinque occasioni, di cui quattro nel campionato in corso, a fronte di sette pareggi e ben otto sconfitte.

Stando alla cabala, però, la trasferta di Vicenza non sembra la più adatta per invertire la tendenza dal momento che storicamente per il Toro non c’è mai stata vita facile in terra berica nonostante per la seconda volta in stagione dopo il “Rigamonti” di Brescia ed in attesa di recarsi a fine stagione al “Martelli” di Mantova la squadra troverà uno stadio intitolato ad un eroe del Grande Torino, quel Romeo Menti che è stato una colonna dei successi dello squadrone granata. Nato proprio a Vicenza nel 1919, Menti, ala destra irresistibile, fu uno dei primi tasselli della squadra del presidente Novo. Arrivò in granata nel 1941 e ci mise poco per mostrare a tutti le straordinarie doti tecniche di cui era in possesso, soprattutto nell’uno-contro-uno. Ceduto al Milan nel ‘43, va poi alla Fiorentina dopo la guerra ma tornò in granata nel 1946 vincendo il dualismo con Ossola e diventando il miglior interprete del ruolo in Italia, sostenuto anche da un fiuto del gol sopra la media che lo porterà alla fine a segnare ben cinquantatre reti in 133 presenze. Suo l’ultimo gol della storia dello squadrone granata prima della tragica fine: su rigore, nell’amichevole di Lisbona contro il Benfica.

I precedenti complessivi in casa dei biancorossi sono ventotto, di cui ben venticinque in serie A, con un bilancio che vede in leggero vantaggio i veneti vittoriosi in otto occasioni contro le sette del Toro mentre in ben tredici casi si è registrato il segno X. Equilibrio perfetto anche per quanto riguarda i tre confronti diretti giocati in serie B (che curiosamente si sono tutti giocati in notturna) con una vittoria a testa ed un pareggio, quel 2-2 del 20 novembre 2003 in quella che fu la prima partita della storia giocata tra le due squadre nel torneo cadetto. La curiosità volle che quella sera a portare in vantaggio i granata sia stato il terzino Daniele Martinelli che con un preciso stacco di testa segnò il primo ed unico gol della sua militanza al Toro, lui prodotto del vivaio: quel Martinelli che dalla stagione successiva ed a tutt’oggi milita proprio nel Vicenza, di cui è ormai uno dei giocatori più esperti. Le altre reti di quella fredda serata veneta, una delle tante durante le quali quel Toro subì una rimonta, furono realizzate da Tiribocchi per il doppio vantaggio granata prima che Jeda ed una sfortunata autorete di Mariano Fernandez fissassero il 2-2: con la maglia biancorossa quella sera scese in campo anche Claudio Rivalta.

Il destino ripresentò la stessa sfida in serie B ad un anno esatto di distanza: il 22 novembre 2004 i granata ottennero una vittoria storica per 2-1 grazie alle reti di Massimo Marazzina (autore di un’indimenticabile rovesciata) ed Andrè Pinga che neutralizzarono la rete nel finale di un altro ex granata, Stefan Schwoch. Quel successo entrò di diritto nella storia del Toro perchè la precedente affermazione granata in terra vicentina era datata addirittura 2 febbraio 1967 quando fu un gol di Giorgio Puja a decidere l’incontro.

Il precedente più fresco risale invece a poco meno di tre anni fa: il 7 febbraio 2006 fu il Vicenza ad imporsi per 3-2, al culmine del lungo letargo invernale del Toro di De Biasi che quella sera concluse il mini-ciclo nero fatto di quattro partite consecutive senza vittorie. Uno dei gol più belli con la maglia granata di Alessandro Rosina, la punizione del 3-2, non servì ad evitare la sconfitta, arrivata al termine di una partita combattuta ed aperta da un dubbio rigore trasformato dall’ex Benny Carbone, proseguita dal momentaneo pareggio di Raffaele Longo, al primo dei suoi tre gol in maglia granata (l’unico ininfluente), prima che Sgrigna e Cavalli realizzassero il break decisivo.

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