Toro, ultimo atto di un triste 2009

(foto: www.tuttosport.com) Trascorrere in ritiro anche l’ultima vigilia del 2009 non era esattamente ciò che la squadra si aspettava in estate, in particolare dopo l’inizio sprint che illuse[...]

Beretta osserva perplesso il Toro del futuro
(foto: www.tuttosport.com)

Trascorrere in ritiro anche l’ultima vigilia del 2009 non era esattamente ciò che la squadra si aspettava in estate, in particolare dopo l’inizio sprint che illuse giocatori e l’ambiente tutto di poter vivere una stagione in discesa. Ma in fondo l’esilio da casa presso le strutture federali di Coverciano rappresenta la conclusione migliore di un anno tutto da dimenticare, aperto con la triste sconfitta in casa del Genoa, caratterizzato dalla retrocessione maturata di fatto proprio dopo l’harakiri interno contro il Grifone e che vede attualmente la squadra boccheggiare anche in serie B, chiaro segno che evidentemente non si è scesi di categoria per un disegno occulto ma perchè questo è attualmente il valore della squadra.

Nessuno si aspettava neppure di vivere l’ultima partita dell’anno solare come una tappa quasi decisiva verso quello che sarà il futuro ed un 2010 fondamentale per gli equilibri tecnici ma soprattutto economici del club: si è già detto delle possibili ripercussioni economiche che potrebbe avere il mancato ritorno in serie A, ma adesso i giocatori, dimostratisi finora tutt’altro che cuor di leoni di fronte alle difficoltà, sono chiamati a non pensare a questo ma a fare mente locale sulla trasferta di Vicenza che sabato pomeriggio farà calare il sipario sul 2009 con la diciannovesima giornata, terz’ultima d’andata: dopo la partita scatteranno le vacanze natalizie per tutti, seppur più brevi rispetto alle ultime due stagioni (il ritorno al lavoro è fissato per il 27 dicembre) dal momento che si ritornerà in campo già il 5 gennaio con la sentitissima gara interna contro il Mantova.

Vacanze per tutti, un pò meno per Foschi e Beretta che saranno chiamati a programmare il mercato di gennaio; vacanze che per qualcuno potrebbero anche coincidere con un addio alla maglia granata (Loviso, Belingheri, Diana solo per fare alcuni nomi). Ma è presto per parlarne e comunque molte cose passeranno dal risultato e dalla prestazione di Vicenza, dove i granata affronteranno una squadra che in classifica ha solo quattro punti in meno e che in casa è ancora imbattuta, seppur abbia pareggiato otto gare su nove.

I ragazzi di Beretta, che si è detto soddisfatto della settimana in Toscana (”Ho visto molta voglia di lavorare” ha detto il tecnico) affronteranno questo delicato impegno dal “basso” di un’ottava posizione in classifica davvero impensabile ad inizio stagione ma non sono i punti nè il distacco dalle prime a preoccupare maggiormente tifosi ed allenatore, quanto il fatto che si è ancora alla ricerca dei necessari equilibri di gioco nonchè di un approccio alle partite più consono al valore tecnico di cui la squadra è in possesso, non eccelso ma comunque superiore all’attuale classifica: durante il ritiro, utile anche, Beretta dixit, per cementare l’unione del gruppo, il tecnico ha insistito sui concetti che aveva già tentato di insegnare alla squadra, possesso palla, cambi di gioco e schemi sulle palle inattive.

Per affrontare una formazione che solo sabato scorso non ha affatto demeritato al cospetto del lanciatissimo Empoli, Beretta non sembra intenzionato a variare di molto l’undici sconfitto ma non franato contro il Sassuolo: anzi, l’idea del tecnico milanese è quella di confermare in blocco la formazione vista sabato scorso, con l’unico ballottaggio tra Saümel, Belingheri e Zanetti. Sarà dunque confermata la coesistenza di Loviso e Gorobsov, con l’ex vicentino (atteso al “Menti” da un tumulto di emozioni davanti alla squadra dove è cresciuto) impiegato come mezzo destro, un ruolo che l’italo-argentino fatica a digerire, tanto che Beretta in ritiro non ha lesinato rimproveri ed esortazioni.

Il Vicenza degli ex Bernardini (assente per infortunio), Martinelli e Bjelanovic adoterrà l’ormai consueto 4-4-2: grande attenzione andrà prestata alle volate sulla destra di Alessio Sestu, sul quale serviranno i raddoppi dell’interno sinistro a supportare Rubin. Le sovrapposizioni dei terzini e la possibile superiorità numerica sulle fasce potrebbero essere l’arma in più del Vicenza, ma il Toro non potrà permettersi altri passi falsi, pena non solo un Natale amaro ma un inizio 2010 tutto in salita. Arbitrerà Brighi di Cesena che ritrova il Toro dopo quasi tre anni: l’ultima volta fu in serie A il 27 gennaio 2007, sconfitta casalinga per 2-1 contro l’Udinese. In tutto per il fischietto romagnolo sono quattro i precedenti con il Toro: una vittoria, due pareggi ed una sconfitta.

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