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Giocatori aggrediti: è caos-Toro

(foto: www.corrieredellosport.it) Ormai siamo alle breaking news. Non passa più di mezza giornata senza che nuovi, incresciosi episodi turbino l’ormai invivibile ambiente del Toro. Ed il problema[...]

Ultimi giorni in granata per Di Michele
(foto: www.corrieredellosport.it)

Ormai siamo alle breaking news. Non passa più di mezza giornata senza che nuovi, incresciosi episodi turbino l’ormai invivibile ambiente del Toro. Ed il problema è che si peggiora di ora in ora: dalle dimissioni di Foschi, al giallo sul caso-scommesse fino all’aggressione ai giocatori, avvenuta nella tarda serata di mercoledì al noto ristorante “I Cavalieri” dove una decina di calciatori del Toro si erano radunati per festeggiare il compleanno del capitano Di Michele, che in mattinata aveva saltato l’allenamento per un attacco influenzale.

Dopo la sommaria ricostruzione emersa nel primo pomeriggio di giovedì, sono stati gli stessi giocatori a chiarire l’episodio nei minimi particolari durante una conferenza stampa eccezionale tenuta alla Sisport, che è in realtà consistita nella lettura da parte dello stesso Di Michele di un comunicato redatto dagli stessi calciatori. I fatti hanno visto prima una violenta aggressione consistita in schiaffi e calci alle autovetture ai danni di Bianchi e Colombo, poi anche gli altri giocatori, tra i quali Ogbonna e Zanetti oltre allo stesso Di Michele, sono stati fatti oggetto di violenza fisica e di minacce, anche con cinghie in mano. “La squadra sta meditando la possibilità di dare un segnale forte per rispondere all’accaduto” ha chiuso Di Michele, che detto per inciso è una frase di cui è quasi impossibile intuire il senso.

Purtroppo la realtà è questa, da tempo ormai il Toro va sulle prime pagine dei giornali ed occupa i primi minuti dei notiziari per motivi di cronaca nera a causa dell’esasperazione cui è giunto l’ambiente ma anche a causa di una situazione che non riguarda solo il pianeta granata: è infatti noto che simili gesti, non solo deprecabili ma perseguibili penalmente, sono compiuti da una sparuta minoranza che, oltre a non rappresentare i veri tifosi, sono noti alle forze dell’ordine oltre che alle stesse società. Magari sono gli stessi che hanno fatto scoppiare i petardi alla Sisport dieci giorni fa e magari martedì scorso hanno regolarmente assistito dallo stadio alla partita contro il Mantova, ma si sa che il calcio italiano è sotto scacco degli ultras, come ha sapientemente detto Fabio Capello poche settimane fa, eppure questa situazione sembra far comodo a molti, perchè si pensa che senza tifo organizzato non possa esistere il calcio.

Tornando al Toro, restano da chiarire alcuni punti. Prima di tutto che ancora una volta i calciatori d’oggi dimostrano di essere tanto ricchi quanto poco scaltri: come può venire in mente, in un momento così difficile, di saltare un allenamento al mattino e poi di andare in un ristorante la sera? È evidente che Di Michele è ormai da considerarsi un ex giocatore del Toro, ma stupisce come nessun compagno abbia suggerito che magari sarebbe stato meglio festeggiare il compleanno direttamente a casa dell’interessato, considerando comunque che a poche ore da una partita imbarazzante e tre giorni prima un altro match delicatissimo magari sarebbe meglio fare vita da atleti, visto che una vacanza di sette giorni completi è appena passata. Purtroppo poi non sembra ancora essersi esaurita la moda italiana di trasformare le conferenze stampa in pseudo-comunicati bulgari del tipo “ora diciamo ciò che ci preme e non accettiamo domande”. Non è accettabile assistere passivamente alla lettura (neppure impeccabile, peraltro) di poche righe senza accettare un contraddittorio, che magari avrebbe portato a qualche domanda imbarazzante.

Ma evidentemente si tratta della conferma che ai calciatori del Toro interessa pochissimo l’andamento del campionato, perchè tanto, chi prima, chi dopo, tutti sanno che lasceranno questa Caienna per trovare lauti ingaggi altrove. Detto questo, come ha giustamente osservato il direttore sportivo in pectore Petrachi in conferenza stampa, avanti di questo passo non c’è il baratro ma un burrone senza fondo: “Si rischia anche di lottare per non retrocedere”, ha detto il dirigente che ha mostrato molto più buon senso e realismo di quanto abbiano saputo usare Cairo e tutti i suoi precedenti ds. Petrachi ha anche affermato senza mezzi termini che “Di Michele ha fatto il suo tempo, pertanto verrà sicuramente ceduto“, dichiarazione che forse non aiuterà a spuntare un prezzo alto in sede di contrattazione ma che almeno presenta la realtà dei fatti, evitando imbarazzanti arrampicate sugli specchi.

Abitudine che invece sembra non aver perso il presidente, che in merito al presunto caso-scommesse (sono attese per venerdì novità importanti dalla Federazione) non si è limitato a negare ogni coinvolgimento ma ha deciso di attuare una delle strategie maggiormente in voga nel pallone italiano, quella della sindrome da accerchiamento: “C’è qualcuno che vuole destabilizzare il Toro” le parole di Cairo in sala stampa. L’unica speranza è che domani pomeriggio non si debba tenere una nuova conferenza dopo aver scoperto che magari i complottisti erano all’interno dell’ambiente ed andavano pure in campo…

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