Questo sito contribuisce alla audience di

L'ombra delle scommesse sul Toro

(foto: www.torinofc.it) Quando al termine di Torino-Mantova si è scritto che al peggio non c’è mai fine, si pensava di dover restare al seppur triste ma comunque lecito campo tecnico,[...]

L'esultanza del crotonese Petrilli dopo il primo gol
(foto: www.torinofc.it)

Quando al termine di Torino-Mantova si è scritto che al peggio non c’è mai fine, si pensava di dover restare al seppur triste ma comunque lecito campo tecnico, apprestandosi a vivere una seconda parte di stagione in sordina con tutte le conseguenze che una mancata promozione avrebbe sulle casse sociali. Ed invece nel tardo pomeriggio dell’Epifania, all’indomani dell’ennesimo passo falso che ha relegato il Toro quasi nella colonna di sinistra della classifica, arriva la notizia peggiore possibile, assai più ferale rispetto a qualunque sconfitta, a qualunque umiliazione patita sul campo: il Toro, o meglio sei suoi giocatori, sarebbero coinvolti in un caso di calcio-scommesse.

La partita incriminata è Torino-Crotone, quella che lo scorso 28 novembre costò il posto a Stefano Colantuono che, detto per inciso, non ha voluto commentare la notizia in attesa di riscontri più precisi. Perchè tali riscontri, è bene precisarlo, ancora non ci sono: nella serata di mercoledì erano infatti trapelate voci sull’apertura di un’inchiesta da parte della Figc ma tale notizia è stata smentita dalla stessa Federazione, che tuttavia non ha potuto pronunciarsi sull’eventualità che un fascicolo venga effettivamente aperto già a partire da giovedì.

Pertanto parlare di giocatori indagati è ancora prematuro, così come è fuori luogo fare congetture o iniziare a pensare male su quel match, che tuttavia presentò non pochi particolari per così dire “curiosi”. Prima di fare un breve viaggio nella memoria occorre esprimere innanzitutto il rincrescimento per una storia che, se verificata, getterebbe una macchia inqualificabile sulla storia granata (con tutte le possibili conseguenze del caso) ma soprattutto su quella dei sei giocatori coinvolti (davvero molti per far pensare ad una boutade), che stando alle indiscrezioni sarebbero di primo piano; in secondo luogo la speranza è che se inchiesta sarà questa si svolga con una certa celerità, senza i ritmi lentissimi tipici della giustizia sportiva italiana che rischierebbero di falsare il campionato in corso.

Fu un pomeriggio strano quello che costò il posto a Colantuono: l’improvviso mal di schiena che tolse dalla gara Sereni pochi minuti prima del via (ed i sospetti sarebbero puntati anche su giocatori che non presero parte alla partita anche se nessuno per ora fa il nome del portiere granata tra i possibili indagati) fu solo il primo episodio “curioso”; i due gol del Crotone, originati da altrettante clamorose topiche della difesa granata (uno scivolone di Zoboli sulla rete di Petrilli, un inopinato errore di Calderoni al rinvio su quella di Bonvissuto) ed il fatto che i granata, riaperta la partita con Bianchi al 40′, non siano quasi mai riusciti neppure ad andare vicini al pareggio nel secondo tempo sono tutti elementi che non contribuiscono a placare i sospetti ma l’eventuale apertura di un’inchiesta si baserebbe su indizi più solidi, ovvero la mole di scommesse effettuate sul risultato esatto 1-2, dato dagli scommettitori ad uno contro venti.

Cosa possa spingere plurimiliardari a perdere volontariamente una partita per poche migliaia di euro rimane un fatto incomprensibile per noi comuni mortali ma ora la parola passa agli organi inquirenti: ai tifosi granata resta solo l’incredulità. E resta un dirigente in meno perchè Rino Foschi ha rassegnato le dimissioni: ma in fondo, anche su questo, c’avrebbero scommesso in molti.

Ultimi interventi

Vedi tutti