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Torino-Grosseto 4-1

(foto: www.torinofc.it) Più che dai quattro meravigliosi gol e dal ritorno al successo dopo cinque partite bisogna ripartire da un grido, udito in lontananza dall’anello inferiore dello stadio:[...]

Squadra e panchina esultano dopo l'1-1
(foto: www.torinofc.it)

Più che dai quattro meravigliosi gol e dal ritorno al successo dopo cinque partite bisogna ripartire da un grido, udito in lontananza dall’anello inferiore dello stadio: “Toro, Toro” hanno urlato flebilmente a risultato ormai acquisito i pochi tifosi che non hanno rispettato lo sciopero indetto dai gruppi organizzati delle curve, quelli che si sono limitati ad esporre lo striscione Siamo tutti pseudo tifosi, ironica risposta alla definizione data dal presidente Cairo riguardo gli aggressori della notte dell’Epifania ma anche ai più incalliti contestatori della società. Così mentre la maggioranza dei tifosi granata ha trascorso il pomeriggio al Filadelfia, chi proprio non se la sente di perdersi una partita del Toro si è gustato un pomeriggio d’altri tempi. Quattro gol ad uno al Grosseto, ex quarta forza del campionato, ritorno alla vittoria in casa dopo ottantaquattro giorni ma soprattutto un’aria nuova attorno e dentro alla squadra: chissà se chi è voluto essere presente all’Olimpico un giorno potrà dire Io quel giorno c’ero. Significherebbe che la data del 16 gennaio sarebbe entrata nella piccola grande storia di questo campionato come quella della rinascita, tecnica ma anche psicologica perchè basta poco al tifoso granata per riaffezionarsi alla squadra ed oggi quel poco si è visto.

Certo non è stato fatto ancora nulla, ne servono altre e possibilmente ravvicinate di vittorie così per poter guardare al futuro con un certo ottimismo: non tanto in chiave promozione o alta classifica, cui ora non bisogna pensare, ma per ritornare quantomeno a poter chiamare Toro una squadra che sembra finalmente crederci, che lotta su ogni pallone anche quando le cose non vanno bene. Si potrebbe anche obiettare che è il Grosseto il vero talismano del Toro e di Colantuono, che bagna il suo debutto-bis in panchina con la seconda vittoria su due sui maremmani per sette reti segnate complessivamente ma sarebbe un giudizio superficiale perchè ciò che i granata hanno lasciato intravvedere in nuce soprattutto nella ripresa è anche superiore agli illusori bagliori della prima giornata.

Il 4-4-2 sembra la strada giusta: dopo il fallimento nella gara contro il Crotone che segnò l’esonero del tecnico romano, Colantuono è ripartito da dove si era fermato. Anzi sarebbe meglio parlare di 4-2-4 perchè Gasbarroni ed un determinato Leon hanno trascorso più tempo al fianco di Bianchi e Pià che sulla linea dei centrocampisti, motivo per cui non sarà sempre possibile utilizzare come esterni due giocatori così offensivi: il mercato porterà ali vere ma intanto i due ex parmensi hanno fatto capire che ci sono grazie a splendidi gol ed a giocate preziose. A dir la verità lo stesso spirito, la stessa voglia di non arrendersi si erano visti a Cittadella ma è chiaro che quando le cose si mettono bene si va sulle ali dell’entusiasmo: è quello che è successo contro un Grosseto che tuttavia ha sostanzialmente deluso. Reduce da due sole sconfitte nelle ultime diciannove partite i toscani, pur privi di Pinilla, sono apparsi troppo nervosi e compassati, anche se si sono arresi solo davanti a quattro eurogol buttando via nella ripresa con l’ingenua espulsione di Consonni una partita ancora aperta.

E pensare che l’inizio della partita aveva sì messo in mostra un Toro volenteroso ma anche precipitoso: bene il gioco sulle fasce ma la voglia di strafare impediva di creare vere azioni da gol mentre il Grosseto non rinunciava ad agire di rimessa; si sente l’assenza di un vero regista, Gorobsov non è nel vivo del gioco così Leon deve arretrare al centro del campo per trovare palloni giocabili. Dopo che l’esordiente Pestrin aveva impiegato appena 10′ per farsi ammonire, al 24′ il Grosseto passa con un gran gol di Pichlmann che dal limite dell’area si gira e di sinistro centra l’angolino alto lasciando immobile Calderoni. Il Toro accusa il colpo e si perde in sterili cross dalla trequarti, solo un episodio potrebbe rimettere in piedi l’incontro, ed al 29′ Bianchi s’inventa il modo migliore per spezzare il digiuno di gol che dura da sei partite: ricevuta palla sulla trequarti si gira e lascia partire un collo pieno destro che s’insacca nell’angolino alto alla destra di Acerbis per un’esultanza folle e rabbiosa (quanto il gol stesso) insieme a tutti i compagni, panchina compresa. La stessa esultanza che si ripete allo scadere del tempo quando Leon su punizione dal limite concessa per un fallo su Pià regala il 2-1 con un destro dolcissimo: e proprio da queste esultanze (nella foto) si nota che c’è voglia di ripartire, di mettersi alle spalle il passato.

Nella ripresa il Grosseto inserisce l’argentino Alfageme passando al 4-4-2 ed il gioco si fa più veloce da entrambe le parti: dopo un’occasione per parte con lo stesso Alfageme che non sfrutta un’uscita a vuoto di Calderoni e Pià che mette a lato di testa un invitante cross di Leon, al 60′ il brasiliano decide di incidere sul match partendo in slalom dal limite dell’area grossetana e liberandosi di due avversari prima di battere Acerbis in uscita con un bel tocco sotto. Prestazione finalmente convincente e volitiva per Pià, la cui condizione fisica comincia a decollare. Al 64′ Consonni si fa espellere per proteste facendo di fatto calare il sipario sulla partita che però regala altre emozioni, come la traversa scheggiata su punizione al 71′ da Gorobsov, cresciuto alla distanza, ma soprattutto il primo attesissimo gol in granata di Gasbarroni che arrotonda il punteggio ancora su punizione al 75′. Spazio anche per l’esordio in granata (ed in serie B) di D’Ambrosio, per la prima da capitano per Rivalta quando Bianchi lascia il posto ad Arma prima che Loria si faccia espellere per fallo su Alfageme lanciato a rete: diffidato e già ammonito nella ripresa, avrebbe comunque saltato la trasferta di Empoli di venerdì sera dove si presenterà un Toro nuovo. Non solo perchè arriveranno altri rinforzi sul mercato ma soprattutto perchè si è respirato qualcosa di nuovo, oggi all’Olimpico. Per chi c’era.

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