Questo sito contribuisce alla audience di

Torino-Grosseto: interviste ed highlights

Quarantanove giorni fa, alla sua ultima panchina della prima fase, Colantuono addusse un mal di testa come motivo per evitare le interviste di fine partita: troppo forte la delusione per l’inopinata[...]

Quarantanove giorni fa, alla sua ultima panchina della prima fase, Colantuono addusse un mal di testa come motivo per evitare le interviste di fine partita: troppo forte la delusione per l’inopinata sconfitta interna contro il Crotone che stava per costargli la panchina. Così era addirittura dal 9 novembre che il tecnico granata non affrontava un post-partita casalingo: anche allora una delusione dopo il rocambolesco 2-2 contro il Lecce. Oggi si riparte: è successo tutto in fretta, domenica scorsa il ritorno in panchina ed appena sei giorni dopo un successo dominante che se non riporta ancora il sorriso e l’ottimismo quantomeno permette di preparare in maniera più serena il doppio delicato impegno contro Empoli e Brescia potenzialmente in grado di rilanciare le ambizioni di alta classifica. In attesa che il mercato porti ciò che serve.

Stefano Colantuono è finalmente felice dopo il 4-1 al Grosseto che ha aperto il girone di ritorno del Toro: “Abbiamo fatto una buona partita, questo è chiaro: quando questa squadra è libera di testa può finalmente mostrare le proprie qualità tecniche. Comunque non abbiamo fatto ancora nulla, ci serve ritrovare continuità, solo allora potremo guardare in alto”. La partita non si era messa bene, tra lo sciopero del tifo e l’ennesima partenza ad handicap: “Secondo me non è giusto parlare di sciopero perchè gli incitamenti io li ho sentiti: certo, lo stadio era semivuoto ma i tifosi hanno diritto di esprimere civilmente il loro disagio. Tornando alla partita, per fortuna abbiamo pareggiato subito: al loro gol ho pensato ad un’altra partita stregata poi Rolando si è inventato una prodezza”. Il 4-4-2 è la strada giusta? “Credo di sì, anche nella mia ultima partita contro il Crotone avevo provato questa soluzione tattica che avevo in mente da un pò ma quel giorno fummo sfortunati”.

In un pomeriggio in cui tutti sono stati abbondantemente sopra la sufficienza, impossibile non parlare di alcuni singoli: Pestrin (”Ha fatto bene, considerando che era all’esordio e che non ha ancora la miglior condizione”) ma soprattutto Leon, che però, stando alle parole di Cola, è in partenza: “Leon è un grande giocatore, non si discute: nella mia prima parentesi al Toro non l’ho quasi mai avuto a disposizione tra infortuni ed impegni con la nazionale, quando sta bene fa la differenza. Se rimarrà? Ad Empoli ci sarà, poi vedremo”.

Bianchi si è sbloccato: dopo sei gare di digiuno, ha scelto il modo migliore per tornare alla rete, aggiungendo un’altra perla alla sua collezione di gol in maglia granata (ora sono ventidue). Per commentarlo sceglie un’immagine… alla Pulici: “Ho sentito la porta dietro di me e mi sono lasciato prendere dall’istinto, è andata bene”. Come Colantuono il bomber non s’illude: “Comunque la strada è ancora lunga, non possiamo essere tornati campioni in 90′”. Una frecciatina ai contestatori? “No, credo che ognuno sia libero di fare ciò che crede ma per noi sentire gridare Toro, Toro quando eravamo in svantaggio è stato importantissimo, penso che sia proprio nel momento del bisogno che i tifosi devono stare vicini alla loro squadra. L’impegno noi l’abbiamo sempre garantito, poi si può anche perdere”.

Anche Andrea Gasbarroni ricorderà la partita contro il Grosseto: finalmente è tornato al gol dopo quasi due anni di attesa. Le ultime due reti proprio in questo stadio in Torino-Parma 4-4 del 23 febbraio 2008 quando vestiva la maglia crociata: e quella partita fu anche l’ultima volta in cui il Toro aveva segnato quattro reti in 90′. E che gol, quello del Gas: “Sì, sono contento di aver segnato ma per me non era un’ossessione. Sono più felice della larga vittoria, della bella prestazione di squadra e del fatto che abbiamo rimesso in piedi un’altra partita che si era messa male: certamente dobbiamo ancora lavorare tanto ma era importante sbloccarci”. Dal fantasista una lettura particolare dello sciopero del tifo: “La situazione ambientale ci ha caricati: avevamo una grande voglia di far bene e l’abbiamo dimostrato, anche se i tifosi per noi sono importantissimi”.

Continua invece il silenzio del presidente Cairo: assente alla presentazione-bis di Colantuono, a quella dei due giovani acquisti ed a quella di Pestrin, il numero uno della società granata non parla più ed ha pure cambiato numero di cellulare senza contare che il suo annunciato presenzialismo in sede di mercato per ora non si è visto. Disimpegno o attesa di tempi migliori?

Ultimi interventi

Vedi tutti