In bocca al lupo, Blerim!

(foto: www.goal.com) È stato l’ultimo a lasciare il Toro, la scorsa estate, il 31 agosto in cambio di Vantaggiato. Aveva fatto capire a chiare lettere che lui in B non voleva starci, per timore di[...]

La sfortuna si accanisce ancora contro Dzemaili
(foto: www.goal.com)

È stato l’ultimo a lasciare il Toro, la scorsa estate, il 31 agosto in cambio di Vantaggiato. Aveva fatto capire a chiare lettere che lui in B non voleva starci, per timore di perdere il Mondiale in Sudafrica, il suo primo mondiale. Per questo motivo Blerim Dzemaili è passato dal ruolo di idolo dei tifosi, conquistato sul campo nella scorsa stagione, a mercenario da attaccare e offendere, solo per aver manifestato un’umana volontà di fare carriera. Arrivato in sordina e tra mille dubbi a causa della quasi inattività dei due anni precedenti, lo svizzero di origini macedoni ha saputo conquistarsi lentamente i favori non solo dei supporters granata ma anche della stampa oltre che ovviamente dei suoi allenatori, che non hanno potuto che affidargli subito, appena le sue condizioni fisiche lo hanno reso possibile, le chiavi del centrocampo granata.

Sabato Blerim Dzemaili ha visto ancora una volta il mondo cascargli addosso: un maledetto contrasto a centrocampo al 30′ di Palermo-Parma, un movimento innaturale del ginocchio sinistro che rimane sotto, la smorfia di dolore, la corsa dei medici del Parma. Un film già visto per lui, un calvario da ricominciare: già l’esperienza inglese con il Bolton nel 2007-’08 gli era stata negata da un infortunio analogo, capitato in allenamento proprio alla vigilia del suo approdo in Inghilterra dallo Zurigo, un maledetto infortunio che però non doveva, non poteva ricapitare proprio a quattro mesi dai Mondiali.

Il referto medico successivo agli accertamenti ha solo in parte rasserenato gli animi: lesione parziale e non totale del legamento crociato, comunque troppo per poter sperare di partire a giugno per il Sudafrica, a meno di miracoli. Qualche tifoso granata sicuramente starà pensando ben gli sta, così impara a lasciare la nave che affonda, noi invece ci sentiamo in dovere di mandare un sincero in bocca al lupo ad un ragazzo troppo sfortunato che ha visto ancora una volta svanire un sogno. L’età è dalla sua parte, verranno altri Mondiali e magari altre coppe da alzare, il suo talento non gli nega almeno di sognare ma in momenti come questi è difficile pensare al futuro, ci si può rialzare solo grazie ad una grande forza di volontà, come quella che Blerim ha avuto per riemergere dal precedente infortunio e per lasciare una traccia indelebile nel cuore dei tifosi granata.

Trenta le sue presenze nello scorso campionato e tanta sfortuna anche in zona-gol: non è mai riuscito ad alzare le braccia in maglia granata, lo ha fatto solo per imprecare, come durante le partite contro Milan e Palermo, le migliori da lui giocate con il Toro, quando tre pali gli hanno detto no. Neppure quest’anno era ancora riuscito a segnare con la maglia del Parma, pur divenendo presto un punto di forza del centrocampo di Guidolin.

Il suo cartellino appartiene ancora per metà al Torino, il Parma lo riscatterà definitivamente a fine anno per 3,5 milioni: anche per questo tutto il popolo granata deve stringersi attorno al miglior straniero che abbia indossato la maglia del Toro negli ultimi dieci anni. Perchè dopo la tempesta viene sempre il sereno.

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