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Precedenti Torino-Brescia

(foto: www.digilander.libero.it) A distanza di venti giorni dalla catartica vittoria contro il Grosseto, il Toro torna a giocare all’”Olimpico”: è il terzo impegno casalingo del 2010[...]

De Sousa, attaccante Torino Fc 2005-'06
(foto: www.digilander.libero.it)

A distanza di venti giorni dalla catartica vittoria contro il Grosseto, il Toro torna a giocare all’”Olimpico”: è il terzo impegno casalingo del 2010 dopo il pareggio contro il Mantova ed il rotondo successo ai danni dei maremmani e per l’occasione i granata tornano ad esibirsi davanti al pubblico amico al venerdì sera, cosa accaduta una sola volta in questa stagione, lo scorso 23 ottobre contro la Reggina per quella che, a causa delle difficoltà successive, rimane tutt’ora la penultima vittoria casalinga stagionale. Di tutto rispetto l’avversario, quel Brescia che all’andata inflisse alla squadra di Colantuono la prima sconfitta stagionale e che sopravanza di quattro punti in classifica i granata, occupando l’ultima posizione utile in chiave playoff: va da sè l’importanza dell’incontro e la necessità quantomeno di non perdere per non fare distanziare eccessivamente una rivale pericolosissima in ottica promozione.

Le rondinelle rappresentano un avversario storico per il Toro, in A come in B: per la salvezza o per la promozione, i confronti tra le due squadre hanno quasi sempre rappresentato sfide di cartello se non veri scontri diretti. I precedenti con i lombardi sono in tutto ventidue con un bilancio complessivo in netto favore del Toro che vanta quindici vittorie a fronte di quattro pareggi e solo tre sconfitte. Se però si prendono in esame gli ultimi cinque precedenti, la musica cambia per i colori granata: solo una volta infatti il Toro ha saputo ottenere l’intera posta in palio contro un pareggio e ben tre sucessi biancoazzurri, di cui gli ultimi due consecutivi in serie A, il 9 settembre 2001, un 1-3 con la firma illustre di Roby Baggio ma anche il primo, inutile, gol in granata di Cristiano Lucarelli, ed il 2 novembre 2002 quando furono Tare ed Appiah a fissare il 2-0 finale nel debutto di Renzo Ulivieri sulla panchina del Toro.

Il computo si fa leggermente più equilibrato se si considerano le sole cinque gare giocate in B nelle quali il Toro ha ottenuto due successi con, a completare il quadro, altrettanti pareggi ed una vittoria lombarda, registratasi il 23 marzo ‘97 quando il Brescia di Edy Reja, che sarebbe diventato l’allenatore del Toro appena sette mesi dopo, violò il “Delle Alpi” grazie alle reti di Cristiano Doni al 29′ e Girolamo Bizzarri, ex granata, al 56′.

Fu quella una vittoria che lanciò le rondinelle verso il ritorno in serie A ma neppure per i colori granata si trattò di una partita qualunque: non solo fu la terz’ultima della gestione Sandreani, che due settimane dopo fu esonerato all’indomani della sconfitta interna contro il Padova, ma fu soprattutto la prima gara del dopo-Calleri, quella che segnò il debutto della presidenza Vidulich che dopo aver fatto il saluto di rito sotto la Maratona si presentò con una frase chiarissima: “Non mi piacciono gli allenatori zonaioli”, di fatto un’anticipazione dell’esonero di Sandreani.

Detto che il pareggio si registrò, in serie B, in occasione del primo confronto assoluto tra i cadetti, l’11 ottobre ‘59 quando le reti di Dante Crippa, solo omonimo del Carlo allora in forza al Toro e padre di Massimo, e di “Pecos Bill” Virgili fissarono la parità, è impossibile dimenticare la gara del 30 maggio ‘99 che di fatto consegnò la serie A al Toro di Mondonico: quello contro il Brescia di Silvio Baldini era un autentico spareggio-promozione ed alla fine il Torino la spuntò per 2-1 grazie alle reti di Sommese nel recupero del primo tempo e di Ferrante che trasformò un rigore contestatissimo dallo stesso Baldini, che finì la gara espulso. Il sigillo di Dario Hübner a sei dalla fine non guastò la festa.

Ad un carneade granata è invece legato il ricordo dell’ultimo precedente in assoluto: 16 dicembre 2005, il Toro di De Biasi dopo una sorprendente partenza-sprint è in chiaro debito d’ossigeno, comprensibile considerando che non era stata svolta la preparazione estiva. Ma a quattro dal termine ci pensa Claudio De Sousa (nella foto), attaccante di colore ma italianissimo di scuola Lazio, a levare le castagne dal fuoco con un gol in mischia che pareggiò la rete su punizione segnata da Strada allo scadere del primo tempo: resterà il suo unico significativo atto di presenza con la maglia granata con la quale collezionerà in tutto appena undici gettoni, di cui uno solo per 90′, ma per la quale è rimasto tesserato fino alla scorsa stagione. Attualmente è svincolato.

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