
(foto: www.torinofc.it)
Due meno uno più tre. Dopo aver guadagnato un punto sulla zona playoff nella notte tra venerdì e sabato grazie al secondo punto di penalizzazione inflitto all’Ancona (poi si discuterà sulla tempestività di certe decisioni alla vigilia di una giornata di campionato), il Toro ne perde tre uscendo sconfitto dal confronto diretto nelle Marche, molto più nettamente di quanto dica il 2-1 finale. Così la distanza dal fatidico sesto posto rimane limitata a quattro punti ma questo, insieme alla seppur confusa reazione negli ultimi venti minuti, rimane l’unica nota positiva dell’ennesimo pomeriggio da dimenticare, quello che segna la sconfitta numero dieci in campionato.
Il giorno in cui i granata cadono in trasferta dopo due mesi è anche quello in cui la squadra fallisce per l’ennesima volta la terza vittoria consecutiva ma d’altronde sarebbe stato ingeneroso chiedere a questo gruppo nuovo e mediamente qualitativo di essere il primo a violare il “Del Conero” tanto più nel giorno che ha messo a nudo i limiti dell’organico, privo di seconde punte di ruolo in assenza di Pià. Proprio l’infortunio del brasiliano ha costretto Colantuono ad abbandonare almeno all’inizio il 4-4-2 a favore di un 4-4-1-1 con il ripescato Belingheri alle spalle di Bianchi e con Antonelli e Leon sulle fasce: ma nella giornata in cui ci si è fatti ancora tradire dal nervosismo con due espulsioni, è riemersa la mancanza di personalità in trasferta perchè con i ripiegamenti di Leon e la timidezza di Belingheri, mai in partita, Rolando è stato troppo isolato con il risultato che il Toro ha tirato in porta due sole volte in 90′ concedendo invece sette nitide occasioni da rete all’Ancona.
Di contro la squadra di Salvioni, che ha schierato due ali come terzini, è stato tutto ciò che il Toro non è: pressing asfissiante, movimenti senza palla, combinazioni in velocità, come all’andata il divario di organizzazione tra le due squadre è apparso evidente ma a tradire i granata sono state ancora le troppe disattenzioni difensive e la mancanza di filtro di un centrocampo travolto dal dinamismo della linea mediana marchigiana. La rabbia dell’Ancona, punto nell’orgoglio dalla penalizzazione, ha avuto la meglio sulla forza dei nervi distesi del Torino, arrivato allo scontro diretto forse troppo sereno sulla scorta degli ultimi risultati positivi: eppure la reazione degli ultimi 20′ poteva anche fruttare il pareggio, che non avrebbe però spostato l’analisi sui difetti di crescita di una squadra che non ha battuto nessuna, Grosseto a parte, delle otto squadre che la precedono in classifica. Un dato inquietante.
L’inizio della partita vede in campo un Toro corto ed aggressivo ma l’Ancona risponde con un pressing a tutto campo che in 20′ raffredderà l’impeto granata. La gara si sblocca al 29′: combinazione in velocità al limite dell’area cui la difesa del Toro assiste impotente, da Surraco a Mastronunzio a Miramontes, la palla torna a Surraco che infila Sereni con un sinistro che s’adagia sul palo prima di insaccarsi. È Ancona-spettacolo: al 35′ Mastronunzio duetta con Colacone ed impegna Sereni con una mezza rovesciata mentre al 37′ c’è il primo mezzo squillo del Toro con un tiro di Genevier dal limite deviato in angolo. Al 9′ della ripresa Colantuono abroga il cambiamento di modulo e torna al 4-4-2 con Gasbarroni per Belingheri ma la musica non cambia e l’Ancona rimane padrone del campo: un minuto dopo un tiro da fuori di Miramontes impegna Sereni in angolo, sugli sviluppi del quale Ogbonna rischia un comico autogol ma questo Toro alle corde rischia persino di subire gol in contropiede quando, al 62′, Rubin salva sulla linea una morbida conclusione di Mastronunzio destinata al gol.
L’Ancona capisce che può controllare la partita anche giocando di rimessa così dal quarto d’ora lascia l’iniziativa al Toro che però comincia a giocare solo dopo il raddoppio arrivato al 67′ con Colacone che riprende una respinta corta di Sereni su tiro ravvicinato di Miramontes. Al 73′, al primo vero tiro in porta, i granata riaprono la partita con Bianchi che realizza di testa (nella foto) il ventesimo gol stagionale su cross di Leon ma quattro minuti dopo Loria si fa ammonire per la seconda volta per aver interrotto un contropiede avversario. Il Toro passa al 4-4-1 ma ci crede: è una reazione di puro orgoglio ma efficace ed al 92′ su punizione di Leon smorzata dalla barriera l’occasionissima capita in mischia a D’Ambrosio ma il terzino conclude debolmente e Da Costa respinge. L’Ancona era appena rimasto in dieci per l’espulsione di Gerardi, ma pochi secondi dopo una folle reazione di Leon su Miramontes costerà il rosso anche all’honduregno. È la nona espulsione stagionale per il Torino, ulteriore sintomo dell’incapacità di affrontare le difficoltà. Ora in quattro giorni la trasferta di Modena e l’impegno interno contro l’Ascoli diranno forse l’ultima parola sulle ambizioni di una squadra rossa d’imbarazzo.

Davide Martini








