
(foto: www.torinofc.it)
Con un presidente così superstizioso, state tranquilli che il silenzio stampa continuerà ad essere uno sgradito compagno di viaggio per un bel pezzo, almeno fino a quando i risultati saranno questi. Una settimana di allenamenti a porte chiuse e le bocche cucite fruttano la miglior prestazione stagionale dopo a quella contro il Grosseto: “Olimpico” di nuovo espugnato e zona playoff mai così vicina da tre mesi a questa parte.
Ovviamente il merito è dell’impegno e dell’abnegazione di tutti, non di mosse della disperazione che non fanno altro che allontanare i tifosi, ma così è se vi pare ed al termine della partita, come successo a Padova, parla solo Colantuono. Dunque il mutismo dei tesserati continuerà al pari degli allenamenti segreti: decisione grave, incomprensibile e quasi offensiva considerando tra l’altro che la squadra uscita rivoluzionata dal mercato invernale non è stata mai contestata dai tifosi, neppure dopo la sconfitta contro la Salernitana.
Il volto del tecnico di Cinecittà non è tirato e sofferto come dopo la vittoria di Padova, ma i toni rimangono bassi nonostante la distanza dalla zona playoff si sia più che dimezzata: “Non mi interessa niente della classifica, prima di guardarla dobbiamo fare almeno altre due o tre vittorie consecutive. Io penso solo all’Ancona“. Entrando poi nell’analisi della partita, scatta però la difesa della squadra: “Era difficilissimo giocare contro il Frosinone, sul contropiede è forse la migliore squadra del campionato. Abbiamo concesso qualcosa di troppo? Abbiamo creato palle-gol a valanga, qualcosa bisognerà pure concedere agli avversari, se non volete neppure che ci tirino in porta una volta, fateci costruire un muro davanti a Sereni! E poi ritengo che il gol del Frosinone sia stato un episodio, siamo stati bravi a ripartire subito. Penso che non si possa mettere in discussione la legittimità della nostra vittoria, tutti i ragazzi hanno dato il massimo fino alla fine, peccato solo non essere riusciti a chiudere la gara prima”.
È una giornata di grazia se è vero che Cola si spende addirittura per qualche singolo. Per difenderli: “Pià non meritava di essere fischiato al momento della sostituzione, lui lotta e si sacrifica per la squadra, avrebbe bisogno di un gol per vedere valorizzato il suo lavoro, spero che arrivi al più presto. Dobbiamo anche tenere presente che fisicamente non era al meglio, così come D’Ambrosio che non è stato brillante come in altre circostanze a causa dei crampi e della febbre avuta in settimana”. O per esaltarli: “Leon stava bene nonostante l’impegno in nazionale, per questo ha giocato dall’inizio confermando di essere molto importante per noi. Anche Genevier sta crescendo: la condizione migliora e con essa la personalità, non mi stupisco dei suoi miglioramenti”.
Musica completamente diversa nello spogliatoio del Frosinone dove non mancano le frecciate al veleno. Moriero addirittura pare aver visto un’altra gara: “La partita l’abbiamo fatta noi, anche il pareggio ci stava stretto, il Toro ha dei ragazzetti interessanti ma tutti hanno visto che in campo c’era solo il Frosinone”, ma c’è anche chi va oltre come Santoruvo, in gol ad inizio ripresa pochi minuti dopo aver comicamente accentuato le conseguenze di un contrasto aereo con Loria: “Lo dicano che gli arbitri vogliono riportare il Toro in A. Oggi sono stati solo fortunati negli episodi: dopo la parata di Sereni nel finale hanno chiuso la partita in contropiede ed il rigore sbagliato su Bianchi è poi tornato sui suoi piedi”. Brutte pagine della solita Italia del pallone, faziosa ed avvelenata.

Davide Martini








