Colantuono: L'arbitro non mi è piaciuto

(foto: www.torinofc.it) Constatato che le colpe dei mancati successi non sono da attribuire alla presenza dei tifosi e caduto il debole velo costituito dai due mesi d’imbattibilità esterna, non[...]

Colantuono e Salvioni prima di Ancona-Torino
(foto: www.torinofc.it)

Constatato che le colpe dei mancati successi non sono da attribuire alla presenza dei tifosi e caduto il debole velo costituito dai due mesi d’imbattibilità esterna, non resta che prendersela con l’arbitro. C’è tutto l’italico modo di vedere il calcio nelle dichiarazioni post-partita di Stefano Colantuono, ancora una volta l’unico a parlare in regime di un silenzio stampa sempre più imbarazzante. L’allenatore romano è costretto a commentare la decima sconfitta stagionale del suo Toro, un pugno nello stomaco da cui sarà difficilissimo riprendersi non solo perchè ha dimostrato l’attuale stato di inferiorità dei granata rispetto a chi sta davanti in classifica ma perchè giunto dopo un inizio di girone di ritorno rivelatosi illusorio. Questo Toro non sa proprio svoltare, segno della presenza di evidenti limiti strutturali ma anche psicologici. Eppure, la colpa è sempre dell’uomo in nero, pardon in giallo.

Detto questo, sicuramente Mazzoleni non ha gestito la gara in maniera impeccabile: perchè se le tre espulsioni sono indiscutibili, la pioggia di cartellini gialli, ben dieci, non ha consentito al fischietto bergamasco di gestire la gara nel migliore dei modi nè di evitare la deflagrazione del nervosismo nel finale di partita senza contare quel sospetto intervento con il braccio in area di Mastronunzio su punizione di Leon. Ma da qui a ritenere l’arbitro il principale responsabile di una sconfitta che avrebbe potuto essere ben più cocente, ce ne corre.

Eppure Colantuono apre così il suo commento: “Siamo stati troppo nervosi, anzi lo è stata tutta la partita ma le responsabilità sono anche dell’arbitro che doveva estrarre più cartellini gialli ad inizio partita. Bianchi si è preso un bel pò di gomitate rimaste impunite“. Ma il ko brucia: “Certo che brucia, non ci voleva, ma non molliamo. Abbiamo commesso un grave errore sul loro primo gol poi nella ripresa abbiamo cercato il pareggio concdendo troppi spazi ma dopo il raddoppio abbiamo reagito bene. Abbiamo avuto anche l’occasione per pareggiare (con D’Ambrosio, ndr) ma non ce l’abbiamo fatta: dispiace tanto perchè qui anche un pareggio sarebbe tornato utilissimo, siamo stati sfortunati, ma la reazione era stata buona, per questo rimango ottimista. Ho visto lo spirito giusto. Le avversarie non corrono, ho detto tante volte che in B serve continuità, evidentemente ce l’hanno in pochi ma noi dobbiamo migliorare ed in fretta”.

Come sia possibile prendersela con la sfortuna quando gli avversari creano sette chiare occasioni da rete non è chiaro ma Colantuono non si sofferma sul perchè una squadra che cerca il pareggio debba esporsi ingenuamente al contropiede come successo durante la ripresa anche se entrambe le reti sono state subite a difesa schierata, sintomo di inaccettabili disattenzioni. Nè il tecnico fa autocritica per la formazione iniziale parsa alquanto bizzarra: “Belingheri mi serviva per avere movimento tra le linee (scelta discutibile contro una squadra che gioca sulle fasce, ndr) e poi Gasbarroni non aveva i 90′ nelle gambe”. Così, mentre è implicita la bocciatura di Arma rimasto in panchina, Colantuono non dispera in vista delle assenze per squalifica di Gasbarroni, Leon e Loria: “Abbiamo sostituti all’altezza”. Cola non lo ammette, ma la seconda trasferta consecutiva sabato pomeriggio a Modena ha il sapore dell’ultima spiaggia: attenzione, però, i canarini sono una delle magnifiche dieci ad aver già battuto il Toro in stagione. E mancano ancora tre mesi di stagione.

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