È passata poco meno di mezz’ora da quando il sinistro telecomandato di Agostino Garofalo ha dato al Toro la vittoria sulla Reggina con annesso il quarto posto in classifica e Stefano Colantuono non ha ancora smaltito l’adrenalina di una partita matta ed imprevedibile, giocata dalla Reggina e vinta dai granata. Sarà per l’orario insolito, ma il tecnico granata è, come spesso gli succede a dir la verità, restio a parlare con la stampa. Purtroppo per lui, però, almeno fino a quando continuerà questo assurdo silenzio stampa, retto ormai solo da ragioni scaramantiche, la voce del tecnico granata sarà importante perchè è l’unica che permette di capire il termometro dello spogliatoio e di vivere le emozioni di una rimonta insperata. Peccato, sarebbe stato bello capire le emozioni di Garofalo, ad esempio, ma non ci è consentito.
Solo a Padova nel recente passato il tecnico del Toro era parso così carico: sarà per la prestazione tutt’altro che convincente dei suoi? Forse, ma Cola non lo dice entrando direttamente nell’analisi della partita solo dopo essere stato costretto, suo malgrado, a sfiorare un confronto molto ravvicinato con un paio di cronisti locali particolarmente delusi ed aggressivi. Antefatto: Colantuono conferma, e non potrebbe essere altrimenti, che la fortuna e gli episodi hanno assistito il Toro, a questo punto un giornalista locale chiede provocatoriamente all’allenatore “quante altre partite pensa di vincere giocando così”, domanda che induce il tecnico a lasciare la sala stampa prima che un insulto di un altro giornalista rischi di far scoppiare una vera e propria rissa.
L’allenatore del Toro viene trattenuto a stento e riprende a parlare solo con le televisioni nazionali: “Gli episodi sono stati dalla nostra parte, è inutile negarlo: nel primo tempo abbiamo sofferto, come sapevamo di dover fare, perchè la Reggina ha giocato molto bene ma d’altronde si sa che l’organico dei calabresi vale molto di più della loro classifica”. L’autocritica finisce qui, ora c’è solo spazio per “i complimenti alla squadra, che è ripartita con velocità quando c’era la possibilità di farlo: non so quante altre squadre sarebbero riuscite a vincere qui in queste condizioni. Nella ripresa le cose sono (lievemente) migliorate: quali i motivi? “La stanchezza della terza partita ravvicinata, aumentata dal fatto che abbiamo dovuto effettuare due sostituzioni nella prima mezz’ora, aveva messo male le cose: nell’intervallo ero molto arrabbiato e l’ho detto alla squadra. Comunque non accetto che si parli di Toro fortunato: se penso ai tanti guai fisici ed alla sfortuna della prima parte di stagione siamo ancora in credito e poi nel secondo tempo la squadra è cresciuta anche sul piano fisico, i tre punti siamo andati a cercarceli, non ce li ha regalati nessuno”.
Ma secondo l’allenatore del Toro c’è anche un motivo… natuarale alla base del successo: “Nel primo tempo eravamo controvento, le cose sono migliorate nella ripresa ed infatti anche i due gol sono stati favoriti dalle condizioni atmosferiche. Certamente un pareggio non sarebbe stato scandaloso ma la squadra ha cercato la vittoria ed è stata premiata”. Ora la classifica sorride ma come da copione Colantuono non fa proclami: “Certo queste tre vittorie consecutive cambiano la nostra situazione ma ai ragazzi ho già detto che dobbiamo cercare di mantenere l’impegno preso: cerchiamo di “vincere” il girone di ritorno, poi faremo i conti. Temevo questa trasferta, ed il fatto di averla superata ci deve dare entusiasmo”. Ma l’infermeria preoccupa: Zoboli, sottoposto lunedì agli esami del caso, ha subito una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra e sarà assente per venti giorni ma preoccupa anche Antonelli, anche lui alle prese con un guaio muscolare, mentre da valutare è la contusione al ginocchio subita da Gasbarroni. Tutti e due rischiano di saltare la Triestina.

Davide Martini








