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Modena-Torino 0-2

(foto: www.torinofc.it) Più che la sostanza, la forma. Più che il risultato, di portata comunque storica perchè il Toro non vinceva a Modena da sessantun anni, è il modo in cui è stato conquistato a[...]

Barusso porta in vantaggio il Toro dopo 2'
(foto: www.torinofc.it)

Più che la sostanza, la forma. Più che il risultato, di portata comunque storica perchè il Toro non vinceva a Modena da sessantun anni, è il modo in cui è stato conquistato a rappresentare il vero motivo capace di far sorridere il popolo granata e capace di far pronunciare una frase secca quanto definitiva: i granata sono pienamente in corsa per la promozione in serie A, e non necessariamente passando per i playoff.

La settima vittoria esterna stagionale, primato della categoria insieme al Sassuolo, si materializza grazie ad una nuova prova di solidità e di coraggio, di saggezza tattica e di esperienza, doti che il nuovo Toro uscito dal mercato di gennaio ha e che mancavano a quello glamour di inizio stagione. Neppure la decima espulsione del campionato ha scalfito la bella impalcatura costruita da Colantuono che, nel giorno in cui la sua squadra torna a meno uno dai playoff ed a meno cinque dal secondo posto, scopre una gran bella notizia, ovvero che il 4-4-2 non è l’unica soluzione possibile per far rendere al meglio la rosa ma che esistono altre ipotesi tattiche che danno solidità alla squadra pur non diminuendone la (potenziale) pericolosità.

Certo il 4-5-1 visto al “Braglia” andrà sottoposto ad una verifica più approfondita: perchè nonostante precedessero in classifica il Toro, i canarini di Apolloni si sono confermati, come all’andata, una squadra volenterosa ma tecnicamente modesta, senza grandi idee di gioco e quindi facilmente controllabile grazie al centrocampo di lotta improvvisato dall’allenatore granata, totalmente ripagato da una linea mediana capace di proteggere la difesa sia centralmente che sugli esterni, consentendo ai terzini, soprattutto ad uno straripante Garofalo, di sganciarsi con frequenza. Ma in avanti il Toro di Modena è stato troppo poco presente, non sempre sarà possibile vincere segnando due gol su tre tiri in porta, Bianchi è rimasto troppo isolato e la totale assenza di pressing del Modena ha notevolmente facilitato la vita dei granata. È stata così vendicata la sconfitta dell’andata, sicuramente la più immeritata delle dieci subite dal Toro insieme a quella contro il Sassuolo.

E proprio come contro i neroverdi, anche a Modena si era messo in mezzo l’arbitro: allora non vedendo un clamoroso fuorigioco di Noselli in occasione del gol ed un chiaro rigore su Bianchi, oggi con la severa espulsione di Barusso. Velotto ha espulso il mediano granata allo scadere del primo tempo per doppia ammonizione: il secondo giallo arriva per una presunta gomitata a Diagouraga ma le immagini chiariscono che l’ex bresciano non colpisce l’avversario nè tenta di farlo, anche se è vero che in fase di salto il gomito destro è un pò troppo teso. Il fischietto grossetano aveva appena ammonito Barusso per un fallo commesso sul portiere Narciso al termine di una mischia quando il colored granata, perso il pallone, aveva colpito l’estremo difensore avversario già in possesso della sfera.

L’episodio poteva compromettere una gara fin ad allora gestita benissimo dal Toro, passato già al 2′ grazie allo stesso Barusso che realizzava di testa da centro area (nella foto) su cross dalla sinistra di Garofalo, deviato da Gozzi. Segnato per la prima volta in stagione un gol nei primi cinque minuti (il “record” precedente era proprio di Barusso, in gol all’8′ contro la Salernitana), la squadra piace per la gestione del vantaggio: linee compatte e strette, il terzetto dei centrocampisti che sovrasta i tre omologhi avversari, Genevier che, adeguatamente protetto dai due scudieri, è più libero di impostare. Ma il lavoro di Pestrin e Barusso serve anche ai terzini, liberi di sganciarsi perchè sempre ben coperti: Garofalo domina la sua fascia, il tutto mentre gli esterni d’attacco, invertiti a sorpresa con Antonelli a sinistra e Scaglia a destra, non disdegnano le sovrapposizioni. Ed al 25′ proprio Scaglia, ricevuto un lungo cross da Garofalo, cerca il gol d’autore: stop ed immediata volèè mancina dai quindici metri che Narciso alza in angolo. Il Modena non trova sbocchi, è lento e prevedibile ed in tutto il primo tempo crea un solo pericolo, al 31′, quando un liscio di Ogbonna, per il resto autore di una prova maiuscola, libera Troiano che elude Sereni ma viene chiuso in angolo da Zoboli.

Nella ripresa, subito dopo l’espulsione, Colantuono sostituisce Scaglia con Coppola, al rientro dopo cinque mesi esatti (17 ottobre) dalla frattura del perone subita ad Ascoli. Il 4-3-1-1 con Antonelli alle spalle di Bianchi regge bene la prevedibile offensiva del Modena, che prende in mano il gioco: ma il Toro c’è, ha il pregio di non chiudersi troppo e non disdegna i contropiede. Il tecnico comunque si munisce in vista dell’assalto finale ed al 65′ fa esordire Rocco D’Aiello al posto di Antonelli: il cambio sembra troppo conservativo, il rischio è di arretrare troppo e di concedere le fasce al Modena ma il nuovo 5-3-1 con D’Ambrosio e Garofalo terzini con licenza d’offendere è pronto alla lotta. Tra il 68′ ed il 71′ il Toro trema: Cortellini manda alto di testa su angolo di Pinardi, poi Catellani fugge sulla destra e mette in mezzo ma Bianco manca l’aggancio infine lo stesso Catellani servito da Troiano calcia incredibilmente alto un rigore in movimento da non più di dodici metri.

Passata indenne la buriana, al Toro basta una mezza occasione per chiudere la gara, al 74′: Diagouraga pasticcia il disimpegno a causa anche del pressing di Bianchi, il centravanti s’invola verso la porta ma si decentra riuscendo comunque a servire l’accorrente D’Ambrosio che controlla e batte Narciso in uscita per il primo gol in B e con la maglia del Toro, undicesimo granata a segno in stagione. Poi c’è solo il tempo per permettere a Sereni di esaltarsi deviando una punizione di Cortellini: il Toro è pronto per la volata e cercherà già martedì sera in casa contro l’Ascoli il ritorno in zona playoff dove manca da più di cento lunghissimi giorni: l’ultima volta fu il 5 dicembre dopo la vittoria contro il Gallipoli.

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