
(foto: www.vivereultras.net)
Chi crede alla cabala può già mettersi le mani nei capelli: arrivato alla partita forse decisiva della sua strampalata stagione, il Toro si ritrova a giocarsi molte delle residue speranze di agganciare l’alta classifica in una trasferta storicamente non fausta, almeno per quanto riguarda i precedenti in serie B. Sarà l’”Alberto Braglia” di Modena a dire se non l’ultima parola almeno un verdetto quasi definitivo sul destino che attende i granata nello scorcio finale di campionto. Una nuova sconfitta infatti rischierebbe non solo di veder scappare a sette punti il treno playoff ma potrebbe acuire quel nervosismo e quel senso di sfiducia che troppe volte si sono impossessati della truppa granata.
Vincere, invece, rappresenterebbe anche una svolta anche dal punto di vista statistico che permetterebbe di passaare in vantaggio nel computo complessivo dei precedenti giocati sul campo emiliano (dove i granata torneranno a fine aprile per sfidare il Sassuolo) dal momento che il bilancio delle quindici gare fin qui giocate tra le due squadre vede sei vittorie a testa e tre pareggi. Ma a veder bene sono passati ben sessantuno anni dal giorno dell’ultima vittoria del Toro in casa dei canarini: il 5 dicembre ‘48 fu un gol di Luigi Giuliano al 76′ a regalare ai compagni un successo pesantissimo in chiave scudetto, anche se per i noti e tragici fatti gli Invincibili non riuscirono poi a festeggiare sul campo il quinto titolo consecutivo. Fu quella, anzi, la terz’ultima vittoria in trasferta nella storia del Grande Torino che nelle undici gare esterne successive fino al tragico 4 maggio vinse solo contro Pro Patria e Roma pareggiando ben otto volte con una solta sconfitta in casa del Genoa.
Si evince dunque che quasi tutte le sei vittorie raccolte in casa del Modena sono state conquistate ai tempi di Valentino Mazzola & c. (spettacolare il 2-4 che chiuse trionfalmente il 2 luglio il campionato 1946-’47) e che dopo quell’imbattibile gruppo per il Toro la musica sul prato modenenese è stata diversa. È pur vero che le due squadre si sono incontrate da quel giorno solo cinque volte ma il mini-bilancio parla di due vittorie gialloblù e tre pareggi, comprendendo ovviamente anche i recenti tre confronti diretti giocati in serie B.
Tra i cadetti dunque il Toro non solo non ha mai violato il “Braglia” ma ha segnato un solo gol e vi ha sempre giocato in momenti strategicamente importanti della stagione: così se lo 0-0 che chiuse il 31 gennaio 1960 il girone d’andata della prima volta in B del Toro fu sostanzialmente indolore, molto più amaro fu lo stesso risultato strappato il 30 aprile 2005 quando della serata emiliana si ricorda soprattutto un incredibile gol sbagliato da Fabio Quagliarella per un pareggio rivelatosi poi decisivo sulla strada della mancata promozione diretta. In quel Toro sedeva in panchina anche Sasà Bruno, attuale centravanti del Modena.
La stagione successiva, in quello che rimane l’ultimo precedente tra le due squadre, andò anche peggio con i granata usciti sconfitti per 2-1 l’8 aprile 2006 (nella foto la folta rappresentanza granata in quel caldo pomeriggio). Si trattava di una partita delicatissima e decisiva nella rincorsa al secondo posto che s’era aperta sei giorni prima dopo la vittoria in rimonta sul Catania così la squadra di De Biasi, andata in svantaggio al 16′ a causa di una punizione di Graffiedi e di una mezza papera di Taibi, una volta raggiunto il pareggio con Abbruscato a cinque dal termine si riversò in attacco per cercare i tre punti ma fu beffata in contropiede in pieno recupero da Asamoah Gyan, visto in Italia anche con la maglia dell’Udinese e recente protagonista in Coppa d’Africa con la maglia del Ghana.

Davide Martini








