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Torino-Ascoli 1-0

(foto: www.torinofc.it) È da vittorie come questa che si può capire se è cambiato il vento anche della sorte, sono vittorie come questa a rappresentare una vitale iniezione di fiducia. Il Toro batte[...]

Gael Genevier ha deciso Torino-Ascoli
(foto: www.torinofc.it)

È da vittorie come questa che si può capire se è cambiato il vento anche della sorte, sono vittorie come questa a rappresentare una vitale iniezione di fiducia. Il Toro batte in extremis l’Ascoli grazie ad un colpo di testa di Gael Genevier, il più insospettabile dei bomber e fino a quel momento uno dei meno brillanti, e dopo tre mesi e mezzo torna trionfalmente in zona playoff: scavalcate Ancona e Cittadella ma soprattutto Brescia e Grosseto sono ad un punto e la promozione diretta dista solo quattro lunghezze.

Visto come sta questo Toro, anche atleticamente, e visti i continui inciampi di chi sta davanti bisognerà davvero prepararsi a due mesi di fuochi d’artificio in una B mai così incerta ed imprevedibile. Intanto, però, a prescindere da come andranno le cose a maggio, si esulta sugli spalti dell’”Olimpico” perchè il Toro è tornato: è questa l’unica certezza inoppugnabile quando se n’è ormai andata metà del girone di ritorno. Voglia di lottare su ogni pallone, giocatori che si sacrificano l’uno per l’altro, nessuno che si lamenta se viene sostituito nè se viene inserito a gara in corsa: il miracolo si è materializzato, lo spirito Toro è tornato e con esso anche i risultati.

Ma sarebbe sbagliato pensare che l’Ascoli sia stato battuto solo grazie al cuore: dopo un primo tempo stralunato ed abulico, il Toro nella ripresa c’ha messo generosità ma anche tecnica e grazie a qualche sostituzione ha di fatto cinto d’assedio l’area marchigiana per quaranta minuti, trovando una rete vitale, di quelle che, si spera, a fine stagione verranno ricordate alla voce “svolta”, e pazienza se questa parola a Colantuono non piace. Come preannunciato alla vigilia, Colantuono limita al minimo il turn-over, anzi non lo fa proprio: gli unici cambi rispetto a Modena sono i ritorni di Loria al posto di Zoboli e di Pià al posto di Barusso. Si torna dunque al 4-4-2, sinonimo di una partita da vincere e da approcciare nel migliore dei modi: ed in effetti l’avvio della gara è incoraggiante, la squadra è aggressiva e attacca bene sulle fasce. Ma dopo un tiro sul fondo di Pestrin al 10′, entra in partita anche l’Ascoli: come previsto Pillon, forte di una classifica abbastanza tranquilla, non è salito a Torino per fare le barricate così nella parte centrale del primo tempo si vede un bell’Ascoli, corto, aggressivo e capace di portare un discreto pressing.

Tanto basta per inaridire il gioco granata e, pur non tirando mai in porta, i bianconeri riescono a condurre in porto la prima frazione senza troppi rischi anche se dal 20′ in poi il Toro torna ad essere più determinato. Ma la circolazione di palla è troppo lenta, il gioco passa sempre dai piedi di Genevier che è troppo compassato: appena viene raddoppiato dagli ascolani, perde il pallone o al massimo guadagna falli lontani dall’area. Così gli unici pericoli portati dal Toro vengono proprio da palle ferme: al 24′ su assist del francese Pià incoccia di testa ma la palla esce sfiorando il palo, poi allo scadere Pestrin si ritrova il pallone tra i piedi a cinque metri da Guarna ma tira alto. Al 27′ Pià ci aveva provato con un assolo sulla trequarti, ma il tiro si spegneva sul fondo.

Bastano due minuti della ripresa per capire che in campo c’è un Toro diverso: cross di Antonelli e deviazione aerea maldestra di Bianchi con palla alta. Ma la squadra deve ancora carburare, Genevier e soprattutto Pestrin sbagliano troppi passaggi anche banali a centrocampo: ci vuole l’ingresso di Gasbarroni per Scaglia al 9′ per far partire l’assalto. Con due ali vere, in grado di saltare l’uomo e di crossare con precisione, Colantuono scommette anche sulla doppia torre così al quarto d’ora butta nella mischia anche Arma per Pià, dopo che tre minuti prima l’ex napoletano si era fatto anticipare malamente da Silvestri sprecando un bell’assist di Pestrin.

Il Gas ci mette poco a carburare: al 59′ pennella per Ogbonna il cui colpo di testa esce di pochissimo ma l’Ascoli non esce più dalla sua metacampo, il Toro attacca con una continuità ed una qualità mai viste prima in stagione. Dieci minuti dopo ci prova anche Bianchi ma il suo destro dal limite dell’area scheggia il palo e si spegne sul fondo. Arma non si vede mai ma tiene impegnata la difesa ascolana sui palloni aerei sebbene proprio l’abuso di lunghi traversoni sembri limitare nel cuore della ripresa l’offensiva granata. Entra anche Zoboli per un esausto D’Ambrosio ma all’84′ esplode l’Olimpico: cross di Gasbarroni, Bianchi è sorpassato ma spunta la testa di Genevier che batte Guarna in uscita. Finito? No, perchè, incredibile ma vero, il Toro subisce un black-out finale ed al 93′ ci deve pensare Sereni, al primo intervento della partita, a mettere il sigillo sui tre punti deviando di piede in angolo un maligno sinistro al volo di Amoroso. Poi scatta la festa sulla panchina e sugli spalti: la rincorsa è finita. O forse è appena cominciata, perchè ora nessuno vuole più mettere limiti ai sogni.

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