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C'è la Triestina degli ex, obiettivo poker

(foto: www.torinofc.it) Benedetto calendario. Gli impegni ravvicinati che fino alla metà di aprile terranno sulla corda tutto l’ambiente granata sembrano essere uno degli elementi positivi da[...]

Colantuono punta alla quarta vittoria consecutiva
(foto: www.torinofc.it)

Benedetto calendario. Gli impegni ravvicinati che fino alla metà di aprile terranno sulla corda tutto l’ambiente granata sembrano essere uno degli elementi positivi da annoverare verso la rincorsa alla promozione: perchè giocare quasi ogni tre giorni rappresenterà il deterrente migliore contro il rilassamento e l’esaltazione, pericolo sempre in agguato quando si parla di Toro, una situazione che già in avvio di stagione portò a calcoli trionfalistici sulla media punti da record, sulla coppia Bianchi-Di Michele che avrebbe dovuto sfondare quota quaranta reti e via di questo passo.

Così, poche ore dopo la bella ma fortunosa impresa di Reggio Calabria, per i granata è già tempo di pensare alla trentatreesima giornata, tutta di scena il Venerdì Santo con inizio alle ore 19 in cui il Toro cercherà la quarta vittoria consecutiva, impresa che non riesce dalla primavera 2006 quando la squadra di De Biasi seppe ottenere sei successi consecutivi nelle ultime giornate di regular season prima dei playoff. Ospite all’”Olimpico” la Triestina, formazione allenata dall’ex Daniele Arrigoni e fin qui protagonista di una stagione tribolata ma che pare avviata ad una salvezza abbastanza tranquilla. Ovviamente la necessità di rimanere sul pezzo non può cancellare quanto di buono fatto dal Toro nel girone di ritorno: non c’è solo casualità nella conquista di ventitre punti in undici giornate, non tutte le vittorie sono state fortuite come quella di Reggio. Si pensi alle partite contro Grosseto e Frosinone o anche alla stoica resistenza ad Empoli in dieci uomini: il Toro versione 2010 è meno glamour ma più solido e pare ben avviato sulla strada di costruire degli eroi per caso, come da tradizione in casa granata. Ieri Ardito e Brevi, oggi Garofalo e Pestrin: solo qui onesti pedatori diventano idoli, ma in fondo è un’ulteriore dimostrazione che per entrare nel cuore del popolo granata spesso la grinta conta più della tecnica.

Con i playoff quasi in tasca perchè all’orizzonte non si vedono squadre capaci di significative rimonte, l’obiettivo dunque non può che essere quello di migliorarsi: ma per questo bisognerà aspettare gli scontri diretti contro Lecce e Cesena, in programma nell’arco di due settimane, dopo i quali il panorama sarà più chiaro. Vietato illudersi perchè chi sta davanti ha ancora qualcosa in più, ma vietato anche rilassarsi venerdì sera perchè la Triestina formato Arrigoni ha dimostrato, a differenza della gestione Somma, di saper vincere anche fuori senza contare che un pericolo in più verrà dal primo incrocio con due degli avvelenati ex venduti a gennaio, Calderoni e Colombo, quest’ultimo a segno sabato contro il Padova con una spettacolare mezza girata. E sabato prossimo ecco il rendez vous con Di Michele (e Loviso).

Sarà comunque una Triestina compatta e prudente quella che si giocherà a Torino un altro pezzo di salvezza: 4–1-1, linee strette e gioco offensivo affidato all’imprevedibilità di Pasquato. Di contro sarà invece l’emergenza-infortuni a rappresentare un ostacolo in più nel venerdì granata: fuori per venti giorni Zoboli, Ogbonna recupera ma non è al meglio così al fianco di Loria dovrebbe agire Rivalta mentre Gasbarroni ha smaltito la contusione al ginocchio che l’ha costretto a Reggio ad uscire nel primo tempo. In mezzo torna Genevier, al cui fianco agirà Pestrin. Nulla da fare invece per Antonelli, che, ancora alle prese con il fastidio al flessore che lo fermò un mese e mezzo fa contro l’Albinoleffe, non compare neppure tra i convocati. Quindi la formazione sarà ancora rivoluzionata con il Gas schierato a sinistra ed uno tra Scaglia e Leon a sinistra, con il primo favorito ed il secondo (”non si allena bene da un pò” ha dichiarato Colantuono in conferenza stampa) pronto alla staffetta mentre meno probabile pare la soluzione vista in Calabria, con Garofalo davanti a Rubin come da escludere è il modulo con tre mediani, una soluzione attuabile solo in presenza di ali vere come Antonelli e che porterebbe all’automatica esclusione di Pià.

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