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Lecce-Torino 2-1

(foto: www.torinofc.it) Dopo aver scampato per un soffio il primo tentativo di “vendetta dell’ex” venerdì scorso contro la Triestina di Calderoni e soprattutto Riccardo Colombo il Toro[...]

Lecce-Torino: un duello tra Di Michele e Coppola
(foto: www.torinofc.it)

Dopo aver scampato per un soffio il primo tentativo di “vendetta dell’ex” venerdì scorso contro la Triestina di Calderoni e soprattutto Riccardo Colombo il Toro finisce in pieno nella trappola del Lecce di Di Michele e torna a casa con l’undicesima sconfitta stagionale, che taglia definitivamente fuori i granata dalla corsa per il primo posto. Certo non c’è solo lo zampino dell’avvelenato ex nel successo che regala un pezzo di serie A ai pugliesi, avanti ora nove punti rispetto al Toro, ma mai nello scorcio di stagione passato in granata Re David si era visto così motivato ed utile alla squadra come apparso oggi. Al resto c’ha pensato Colantuono che ha riproposto con pessimi risultati l’albero di Natale: il 4-3-2-1 non funziona, questa è ormai una certezza di cui sarà necessario tenere conto per le ultime otto giornate di campionato e per i probabili playoff. Citazione inevitabile anche per l’arbitro Morganti che concede con molta magnanimità un rigore a testa, non falsando il risultato ma commettendo comunque due errori significativi e mostrando soprattutto una severità all’interno delle aree di rigore non mantenuta nei contatti a centrocampo.

Ora il Toro è scivolato al quinto posto, sopravanzato di due lunghezze da Cesena e Brescia che hanno afficancato il Sassuolo in seconda posizione: salutato il primo posto, dunque, ci si appresta alla lunghissima volata per la seconda piazza. Saranno decisivi i due scontri diretti in programma, di cui il primo già sabato prossimo in casa contro il Cesena, ma non solo: sarà vietato anche perdere punti nelle altre sfide, a cominciare da quella che si preannuncia complessa martedì sera in casa contro il Piacenza. Proprio il movimento di Di Michele su tutto il fronte dell’attacco alle spalle della coppia offensiva Corvia-Marilungo ha mandato in tilt un Toro mal disposto, che ha pagato la pessima giornata dei terzini, Rubin e soprattutto D’Ambrosio, costantemente messi in inferiorità numerica dai rivali grazie al movimento di Di Michele e Marilungo ed al lavoro delle mezzali Giacomazzi e Munari, sempre pronte ad allargarsi senza lasciare solo in mezzo Vives. I due trequartisti Gasbarroni e Leon hanno galleggiato per tutta la partita nella terra di nessuno, incapaci di dare una mano in difesa e di assistere Bianchi mentre l’inedito trio in mezzo con Coppola attorniato da Barusso e Genevier non ha fatto filtro.

Toro dunque inferiore, tatticamente e fisicamente, per almeno 70′, ovvero fino a quando il Lecce ha giocato a calcio: poi, complice la stanchezza ed il primo caldo, la squadra di De Canio si è rintanata troppo offrendo agli avversari, che comunque erano passati al più canonico 4-3-1-2 con Pià al posto di Gasbarroni, un paio di opportunità per strappare un pareggio che sarebbe stato comunque del tutto immeritato. Una sola conclusione nello specchio della porta, rigore a parte, e due tiri fuori sono il magro bottino dei granata al “Via del Mare” in un brutto pomeriggio che riporta tutti sulla terra: questo Lecce, pur non essendo uno squadrone, si è mostrato superiore. Punto e basta.

Sembra buono l’avvio del Toro ma il Lecce passa già all’11′: Marilungo si beve Loria sulla destra e mette in mezzo, l’assist per Di Michele però sembra lungo, l’attacante è infatti anticipato da Barusso che tuttavia è in ritardo e calcia il pallone adddosso all’ex, ne esce una carambola fatale a Sereni. Il colpo tramortisce il Toro che balla a lungo, stordito dalla corsa e dai cross del Lecce, irresistibile sulle fasce. Al 25′ un leggero fuorigioco di Di Michele costa l’annullamento della doppietta dell’attaccante, servito da una sponda aerea di Marilungo mentre due minuti più tardi Corvia e Marilungo sono in leggero ritardo su un cross di Mesbah dalla sinistra.

Al 36′ il rigore del raddoppio: da Marilungo a Corvia, il centravanti entra a contatto con Rubin in area, l’azione è poco chiara e non meriterebbe alcun fischio ma Morganti concede il penalty trasformato dallo stesso Corvia che prima spiazza Sereni ma poi nella ripetizione ordinata dall’arbitro quasi si fa parare il tiro dal portiere granata che sfiora solamente il pallone. Solo adesso il Toro prova a scuotersi, la reazione è di puro orgoglio più che frutto del gioco: due calci d’angolo, sul primo dei quali Barusso di testa costringe Rosati alla respinta, poi il dubbio rigore che riapre la partita in pieno recupero quando Mesbah cerca l’intervento in scivolata su Gasbarroni che lo anticipa e poi cade, forse toccato dal difensore leccese che tocca comunque anche il pallone. Altro episodio controverso ma comunque rigore meno discutibile del precedente, Bianchi spiazza Rosati e fa ventidue in campionato.

Nella ripresa ti aspetti un Toro caricato dall’episodio che lo ha rimesso in partita ma non è proprio giornata, il Lecce riprende a macinare gioco ed ancora Di Michele sfiora il gran gol al 6′ con una mezza girata di destro respinta da Sereni. Raddoppi costanti sulle fasce, squadra corta e compatta, questo Lecce ha anche più gamba del Toro così la ripresa si trascina stancamente tra una mossa tattica e l’altra in seguito alle sostituzioni: Gorobsov per Coppola e poi Pià per Gasbarroni le mosse di Colantuono che torna al 4-3-1-2 ma la giornata stralunata del Toro è tutta in un calcio d’angolo che Leon mette direttamente sul fondo al 78′. Ma De Canio si copre troppo avvicendando l’applauditissimo Di Michele con Belleri, Colantuono risponde con Arma per Barusso ed un 4-4-2 d’assalto. È il momento migliore del Toro, il Lecce si chiude come impaurito e concede due opportunità ai granata: all’84′ bella palla filtrante di Leon per Bianchi ma il centravanti calcia alle stelle dal limite dell’area, un minuto dopo ci prova Pià che calcia di un soffio sul fondo dai venticinque metri. La reazione tardiva frutta solo qualche rimpianto, ma occorre mettersi subito alle spalle questo ko. Il Piacenza non promette sconti.

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