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Sfida al Cesena tra corsi e ricorsi

(foto: www.torinofc.it) Il paragone viene spontaneo, è già stato presentato dalla stampa specializzata, e d’altronde i punti in comune sono davvero tanti. Nella partita di cartello della[...]

Matteo Rubin: quasi certo il suo forfait contro il Cesena
(foto: www.torinofc.it)

Il paragone viene spontaneo, è già stato presentato dalla stampa specializzata, e d’altronde i punti in comune sono davvero tanti. Nella partita di cartello della trentaseiesima di serie B tra Torino e Cesena sono tanti i punti di contatto con una sfida che ha fatto la storia recente dei granata. Uguale è l’iniziale dell’avversaria, quasi uguale è il periodo storico (quattro anni fa si giocò a fine marzo) e quasi uguale è anche la giornata, allora si giocava la trentacinquesima. Per chi non l’avesse capito, alla mente di tutti i tifosi del Toro la partita contro il Cesena fa venire il match contro il Catania della stagione 2005-’06. I sostenitori granata tuttavia sperano che ad essere diverso sia almeno l’esito perchè è vero che quella partita fu vinta, riaccendendo la speranza di poter riagganciare la promozione diretta ed implicitamente facendo scattare negli occhi dei giocatori quella scintilla che tornò poi utilissima in chiave playoff, ma è altrettanto vero che quel 31 marzo il 2-1 in rimonta sul Catania segnò l’inizio di un’illusione, che il secondo posto, seppur sfiorato, alla fine non arrivò e che oggi l’accedere ai playoff non avverrebbe con lo stesso entusiasmo di quattro anni fa.

Uguale sarà anche la collocazione oraria, con la partita, originariamente prevista per le ore 15.30, spostata in orario serale alle 20.45 per coprire il buco televisivo lasciato dall’anticipo di venerdì tra Inter e Juventus. Uno spazio da serie A, dunque, per una partita che si potrebbe rivedere anche l’anno prossimo nella categoria superiore. Ma perchè ciò avvenga sarà necessario puntare all’intera posta: allora il Toro aveva otto punti di svantaggio sui siciliani secondi, oggi la distanza dai romagnoli è la metà ma bisognerà comunque cercare i tre punti non solo e non tanto per la classifica quanto per sperare ancora e per provare a far calare le certezze del Cesena, rinvigorito da un periodo positivo in termini di gioco e di risultati. Se sarà pareggio la corsa alla promozione diretta non sarebbe finita (a meno di un inimmaginabile colpo del Brescia a Lecce) ma di certo bisognerà cominciare a pensare realisticamente ai playoff.

Come sempre nelle occasioni che contano il pubblico risponderà presente, ma dovrà provare a fare lo stesso anche la squadra, non sempre sintonizzata sulle frequenze giuste nelle ultime partite, anche quelle casalinghe. Contro i romagnoli infatti non si potrà ripetere la balbettante prestazione vista almeno per un tempo contro la Triestina ed occorrerà inoltre essere molto più continui nell’azione d’attacco rispetto a quanto successo contro il Piacenza: lasciare l’iniziativa al Cesena potrebbe risultare pericolosissimo, anche se ci si dovesse trovare in vantaggio, situazione che si presentò all’andata ma che durò pochissimo perchè il Toro, passato in circostanze fortunose con una punizione di Leon, venne punito al primo affondo dall’ex Malonga. Certo era un altro Toro, come è altrettanto vero che i bianconeri danno il meglio in contropiede, quando hanno spazi a disposizione, pertanto sarebbe importantissimo sbloccare la partita il più in fretta possibile, al fine di far saltare i piani tattici di Bisoli che di sicuro verrà all’”Olimpico” per vincere ma che non disdegnerà un bel pareggio.

Colantuono dovrà poi fare i conti come non mai con l’emergenza: fuori Rubin, convocato ma assente a meno di miracoli dopo essere stato toccato duro alla caviglia durante uno scontro fortuito con Moscardelli durante i primi minuti della partita contro il Piacenza, Garofalo è ancora indisponibile pertanto sulla fascia sinistra si apre un pericoloso vuoto, che sarà colmato da D’Ambrosio, un destro che dovrà sacrificarsi senza essere in grande forma (secondo Colantuono “essersi sempre allenato sul sintetico come ha fatto alla Juve Stabia” rappresenta un problema). Pertanto l’ex Rivalta, dopo aver saltato per squalifica la partita d’andata nel suo “Manuzzi”, pur non al meglio e non pronto per disputare due partite ravvicinate, sarà confermato a destra a meno che il tecnico non decida di scommettere in quella zona di campo sul recuperato Zoboli. Nulla da fare anche per Antonelli, che ha subito l’ennesima ricaduta muscolare della sua fin qui sfortunatissima esperienza al Toro: si rivedrà quindi il 4-4-2 aggressivo con Gasbarroni e Leon, una scelta obbligata ma pericolosissima stante l’aggressività dei romagnoli sulle fasce nonostante il nuovo modulo, un 4-3-1-2 che porta gli attaccanti ad allargarsi spesso, sia che uno di essi sia l’ex Malonga sia che giochi il guizzante Giaccherini, già protagonista all’andata quando, d’altra parte, il pareggio realizzato dallo stesso Malonga giunse proprio su un cross dalla destra del terzino Lauro.

In mezzo, con Pestrin fermo per l’ultima delle tre giornate di squalifica, Barusso affiancherà Genevier, davanti conferma per Pià al fianco di Bianchi. Tutti disponibili invece per Bisoli ad eccezione del febbricitante Do Prado: c’è da attendersi una squadra esperta e sorniona a dispetto dell’età media. Per spuntarla servirà un Toro d’annata, uno di quelli visti tante volte dopo la rivoluzione di mercato del ds Petrachi, fresco di rinnovo fino al 2012. Anzi, servirà un Toro formato marzo 2006.

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