Questo sito contribuisce alla audience di

Un altro ex sulla strada del Toro

(foto: www.gallipolicalcio.com) E poi si dice che il calendario è casuale, che bisogna incontrarle tutte, eccetera eccetera. È difficile credere a tutto questo se sei del Toro e se al temine di una[...]

Ezio Rossi, allenatore Gallipoli
(foto: www.gallipolicalcio.com)

E poi si dice che il calendario è casuale, che bisogna incontrarle tutte, eccetera eccetera. È difficile credere a tutto questo se sei del Toro e se al temine di una settimana in cui ti sei immerso nel passato ed alla vigilia della Ricorrenza con la R maiuscola della storia granata ti ritrovi di fronte un vecchio amico sull’impervia strada che dovrebbe portare ai playoff. Un vecchio amico che dal canto suo non si può permettere altri passi falsi, che sfida il suo passato, la sua infanzia, per la prima volta dopo un amaro esonero.

Cinque giorni dopo aver fatto gli auguri a Paolo Pulici e settantadue ore prima di rinnovare il doloroso ricordo della strage di Superga, ecco una nuova mozione degli affetti per il popolo granata: uno degli ultimi treni per i playoff passa dalla necessità di battere Ezio Rossi, ex giocatore, bandiera ed allenatore di un Toro che fu, oggi alla guida di un Gallipoli alla deriva. Dopo Lerda e più di Lerda, ecco un altro figlio del Filadelfia che vorrebbe tanto prendersi una bella rivincita verso un passato che non è stato come avrebbe voluto. E pazienza se a certi tifosi Ezio non è mai piaciuto, d’altronde lui non è un ruffiano, non sa vendersi e quella frase pronunciata dopo una partita poco brillante corredata da fischi: “Se vogliono lo spettacolo, vadano a vedere il Real Madrid” non gli è stata mai perdonata. Eppure è stato uno dei pochissimi allenatori ad aver saputo dare un gioco ed un anima al Toro negli ultimi dieci anni, perchè lui l’anima granata ce l’ha dentro e perchè quelli erano anni di stenti ma di vero attaccamento alla maglia.

Ma per il Toro non c’è tempo per i ricordi, bisogna battere i pugliesi per non sprofondare in crisi, per non dover già pensare alla prossima stagione, con il rischio che essa sia già in partenza un grosso punto interrogativo. Per questo la partita contro il Gallipoli rappresenta davvero l’ultima spiaggia: non vincere sabato, considerando poi che le ultime quattro partite s’annunciano davvero difficili per il valore o il grado di disperazione degli avversari, potrebbe voler dire addio a qualsiasi speranza di aggancio almeno al sesto posti. Anche perchè la squadra di Rossi si presenta all’appuntamento in condizioni quasi disperate: la situazione societaria dei giallorossi è infatti ben oltre il limite dell’accettabilità, tra stipendi non pagati da dicembre fino alla quasi impossibilità di potersi pagare la trasferta, se non fosse stato per l’intervento del fratello del tecnico, imprenditore, che si è offerto di sponsorizzare la squadra nelle ultime partite e di pagare il viaggio. È sconcertante come nel calcio di oggi fatto da tanti milionari si possano ancora incontrare storie del genere, storie di giocatori che quasi non riescono nemmeno più a pagare l’affitto: eppure la squadra non ha ancora mollato del tutto, la sofferta vittoria contro la Salernitana ha riacceso la speranza di salvarsi anche se è il futuro prossimo a preoccupare di più.

Quasi nessuno comunque tra gli addetti ai lavori crede che il Gallipoli possa realmente salvarsi, ed ecco perchè questa per il Toro dev’essere una partita da vincere, possibilmente anche senza troppe difficoltà: perchè i pugliesi daranno sicuramente tutto, con il loro 4-3-1-2 spregiudicato, ma il morale dei giocatori ed il netto divario tecnico non offrono alternative ai granata alla conquista dei tre punti. Per farlo, Colantuono recupera quasi tutta la rosa, ovvero i quattro squalificati assenti a Crotone ma non i due infortunati storici, Antonelli e Garofalo, che potrebbero tornare disponibili sabato prossimo nella bollente trasferta contro il Sassuolo, dove invece sarà con ogni probabilità assente Pià, bloccato per altre due settimane da uno stiramento all’adduttore. E per la prima volta in assenza del brasiliano, Colantuono (che, squalificato, sarà sostituito in panchina dal vice Gabriele Matricciani) varerà il 4-4-2 con Salgado, all’esordio da titolare, al fianco di Bianchi: una scelta dettata non solo dai guai fisici di Arma, che non figura neppure tra i convocati, e dalla squalifica di Leon, le altre punte in organico, ma perchè le caratteristiche da seconda punta del cileno sembrano sposarsi bene con quelle del capitano. Gli esperimenti delle settimane precedenti, tra alberi di Natale e centrocampo muscolare, non hanno inoltre portato alcun beneficio, così si tornerà al modulo base con D’Ambrosio e Gasbarroni sulle fasce ed in mezzo la coppia Genevier-Pestrin anche se Gorobsov scalpita per avere una chance. Dietro Rivalta agirà da terzino destro.

Ultimi interventi

Vedi tutti