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Torino-Cittadella 1-0

(foto: www.torinofc.it) Aveva proprio ragione Colantuono: perchè parlare di turn-over e di rincalzi, quando anche le presunte riserve si comportano esattamente come i loro colleghi più famosi? Il Toro[...]

Belingheri e D'Aiello esultano: il Toro ha battuto il Cittadella
(foto: www.torinofc.it)

Aveva proprio ragione Colantuono: perchè parlare di turn-over e di rincalzi, quando anche le presunte riserve si comportano esattamente come i loro colleghi più famosi? Il Toro fa il minimo sindacale nell’ultima giornata della stagione regolare e superando per 1-0 il Cittadella sale al quinto posto in classifica scalando una posizione nella griglia playoff proprio a danno dei veneti: difficile pensare a priori se si tratta di un reale vantaggio perchè in ogni caso la promozione bisognerà andare a conquistarsela in trasferta e partendo sfavoriti.

Come è difficile dare giudizi precisi su una partita che alla fine entrambe le squadre hanno giocato fino al 90′ (anzi, molto oltre…) ma con qualche pausa di troppo, una partita insomma in cui le gambe erano in campo ma la testa era già a mercoledì, con la non lieve differenza che il Citta arriverà agli spareggi con la testa sgombra mentre il Toro avrà l’obbligo di vincerli come nessun’altra, o meglio come solo il Brescia potrà avere. Perchè l’ultima giornata ha regalato al Cesena la meritatissima promozione diretta in A dopo diciannove anni relegando le rondinelle ai playoff per il terzo anno consecutivo. Ed in ottica granata, a dispetto di cosa pensi Colantuono, è meglio così: perchè contro i romagnoli, che hanno gambe e testa per giocare non altre quattro ma altre venti partite, sarebbe stato difficilissimo spuntarla, troppo grande è il divario fisico ed organizzativo tra le due squadre, mentre il contraccolpo psicologico e l’incubo di fallire per il terzo anno di fila anche quando tutto sembrava pronto per la festa potrebbero essere degli ostacoli insormontabili per il Brescia.

Ma comunque prima il Toro dovrà pensare di battere il Sassuolo: appuntamento mercoledì all’”Olimpico”, ore 18.30, ritorno domenica 5 giugno alle 21 in quello stadio “Braglia” dove quest’anno il Toro è già passato due volte. Ce la si può fare, ma a patto di essere concentrati ed all’altezza fisicamente fino alla fine: perchè è questo il messaggio inquietante lasciato dall’ultima giornata. Con i titolari o con le riserve, questa squadra ha troppe pause e soprattutto nel finale delle partite lascia troppo spazio alla reazione avversaria, specie se in vantaggio. Contro i neroverdi, assai più temibili in trasferta che a Modena, bisognerà rimanere sul pezzo e provare a non subire gol: anche un successo di misura potrebbe valere mezza finale.

Come promesso Colantuono lascia a riposo tanti titolari: tutti i diffidati e qualcuno che ha bisogno di rifiatare riproponendo il 4-4-1-1 con Belingheri alle spalle di Salgado. Niente esordio dunque per Comi jr. Ne è uscita la solita partita in cui il Toro ha regalato qualche spunto, è passato in vantaggio grazie al terzo gol stagionale del ricomparso Belingheri per poi vivacchiare per tutta la ripresa affidandosi nel finale alle solite super-parate di Morello. Comunque qualche nota incoraggiante c’è, su cui Colantuono può riflettere in vista di mercoledì: Gorobsov non ha nulla da invidiare a Genevier, Statella è ormai pronto per un impiego più continuo e soprattutto Simone Benedetti è una certezza, a dispetto dei 18 anni. All’esordio in serie B, il figlio del grande Silvano non ha sbagliato quasi nulla (eccetto un passaggio dopo pochi secondi…), chiudendo sempre con puntualità e proponendosi anche in avanti, sui calci d’angolo e pure in impostazione: Zoboli sarà squalificato, Ogbonna è infortunato e pensare a Simone per la partita contro il Sassuolo non è un’eresia. Ma alla fine giocherà Rivalta.

È proprio di Gorobsov il primo spunto con una punzione al 9′ respinta da Pierobon, poi al 18′ è già tempo di gol-vittoria: bel lancio di Scaglia per Belingheri che s’inserisce alla perfezione, stoppa di petto e batte il portiere veneto in uscita prima di lasciarsi andare ad un’esultanza rabbiosa (nella foto, complimentato da D’Aiello). Il Cittadella potrebbe pareggiare subito ma Morello è attento a respingere una punizione dal limite di Dalla Bona, poi i ritmi si abbassano prima del pericolo corso dal Toro allo scadere quando Iunco, fuggito sulla destra, mette in mezzo per Volpe che di controbalzo centra la traversa.

Si spera che si sia trattato solo di un rilassamento ed invece nella ripresa i granata lasciano pericolosamente l’iniziativa agli avversari, per l’occasione in maglia gialla. Dopo il primo dei cambi preventivati con Arma per Salgado, e dopo l’ammonizione di Zoboli per fallo di mano che crea non pochi grattacapi al tecnico in vista del Sassuolo, il Toro prova a controllare la partita, senza evidentemente aver capito che non è proprio la specialità della casa: privo di contropiedisti, e soprattutto senza il fiato per ripartire, gli ultimi venti minuti sono un pericoloso assedio del Cittadella, dopo un colpo di testa di Arma sopra la traversa. Non serve a molto neppure il doppio cambio con Antonelli ed il rientrante Garofalo per Coppola e Benedetti, con il varo del 4-2-3-1, perchè gli ultimi minuti sono tutti per Morello che prima, uscito in modo un pò incerto, ringrazia Iunco che mette sul fondo poi sale in cattedra respingendo una botta da fuori di Oliveira e soprattutto, al 99′ dopo che Romeo aveva concesso sei minuti di recupero (stucchevole, e preoccupante se veritiera, la serie di crampi che hanno assalito i giocatori del Toro nel finale), si supera bloccando un destro a botta sicura di Manucci da distanza ravvicinatissima. Alla fine il sorpasso in classifica non vale alcuna esultanza: testa e cuore sono ai playoff, sfide senza futuro.

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