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Giovanili: Allievi e Giovanissimi eliminati

Se c’era bisogno di una conferma della capacità del calcio di regalare gioie e dolori anche a distanza di poche ore, il turbinio di emozioni che la scorsa domenica ha fornito al settore[...]

Per le Giovanili granata Ã?¨ stata un'altra stagione deludente Se c’era bisogno di una conferma della capacità del calcio di regalare gioie e dolori anche a distanza di poche ore, il turbinio di emozioni che la scorsa domenica ha fornito al settore giovanile del Toro è paradigmatico. Da una parte una delle pià grandi soddisfazioni che allenatori o gestori di un vivaio possono avere, ovvero l’esordio in prima squadra di un ragazzo come Simone Benedetti, nato e cresciuto con la maglia granata indosso fin dai Pulcini: come ha detto il tecnico Asta, che lo ha allenato fin dai tempi degli Allievi, “è un grande vanto vedere uno dei nostri ragazzi approdare in prima squadra con concrete speranze di rimanerci in pianta stabile, è questo che dà un senso al nostro lavoro”. E figurarsi che emozione potrà aver vissuto papà Silvano che insieme all’inseparabile amico Antonio Comi guida il settore giovanile granata.

Ma i due capi del vivaio granata non hanno potuto assistere al grande evento perchè contemporaneamente al stavano assistendo al campo “Agnelli” all’ultimo atto della Caporetto granata: neppure i Giovanissimi infatti sono riusciti a superare l’ostacolo degli ottavi di finale, fermandosi di fronte al Livorno, come in mattinata avevano fatto gli Allievi stoppati dalla clamorosa rimonta del Padova. Così, dopo la stagione senza infamia e senza lode della Primavera, nessuna rappresentativa granata arriva alle fasi finali dei rispettivi campionati, dopo le due belle stagioni degli Allievi che negli anni scorsi avevano tenuto alto l’onore di un settore sempre più trascurato, economicamente parlando.

Addirittura drammatiche le modalità che hanno visto uscire di scena gli Allievi, scesi in campo nella mattinata di domenica dopo lo 0-0 dell’andata in Veneto: avanti di due reti, quelle realizzate da Fiumana al 12′ e da Quartsin al 5′ della ripresa, i granata si sono visti rimontare il doppio vantaggio negli ultimi quattro minuti dalle reti di Radrezza al 41′ e di Gianetti due minuti dopo. Beffa ancor più atroce se si pensa che fino a quel momento il Toro aveva dominato il match, costruendo non poche occasioni per chiudere il conto. Seppur in inferiorità numerica dal 33′ della ripresa per l’espulsione di Isoardi e volendo anche considerare come attenuante la stanchezza per una partita giocata in gran parte all’attacco, è comunque imperdonabile uscire in questo modo, tali cali di concentrazione non dovrebbero verificarsi ma siamo certi che servirà come lezione per il futuro. Intanto, però, le final eight di Chianciano Terme, e con loro anche l’approdo alle semifinali sembravano un traguardo alla portata ed invece svaniscono miseramente.

Nel pomeriggio va molto peggio ai Giovanissimi, ancor più attesi ed annoverati tra i favoriti per il successo finale. Ed invece, dopo la sconfitta per 2-1 a Livorno, gli amaranto passano per 1-0 anche all’”Agnelli” grazie ad un gol al 63′ del neo-entrato Frati che ha chiuso i conti rendendo impossibile una rimonta che sembrava nelle corde dei granata ma che in campo non è invece quasi mai parsa fattibile. Troppo stanca e prevedibile la squadra di Fogli, lontanissima parente di quella che aveva dominato la stagione. Poche le occasioni create, il talento di Aramu non si è acceso e non è servita neppure la mossa di schierare titolare Guidi Colombi, che aveva riacceso le speranze con il gol del 2-1 all’andata. Il Livorno ha meritato la qualificazione ed al Toro, che ha chiuso in dieci per l’espulsione di Berteina, resta tanta amarezza per un’occasione gettata al vento.

Si tratta sicuramente di un brutto colpo per tutti non solo perchè inaspettato, dal momento che entrambe le selezioni erano tra le favorite per il successo finale e che gli avversari non erano di primissimo livello, ma anche perchè fa volgere verso il segno negativo il bilancio di una stagione che in effetti si deve ancora concludere, considerando che i Giovanissimi parteciperanno a luglio alla fase finale della Manchester United Premier Cup in Giappone (di cui non si potrà non tenere conto nel bilancio della stagione che faremo prossimamente) ma che pone seri interrogativi sul futuro dei giovani granata: quando arriva il momento del dunque, scollinati i gironi semi-dilettantistici, ci si perde troppo presto. Insomma: è ora di dare una svolta, di Benedetti ne nasce uno ogni vent’anni quindi servono più investimenti, altrimenti è inutile lamentarsi della mancanza di risultati.

Ora è tempo di amarezze e di esami di coscienza, non da parte dei giocatori, nè da parte dei tecnici o dei responsabili ma del padrone del vapore e dei suoi collaboratori. Il Petrachi in versione faccio tutto io visto in conferenza stampa avrà le competenze per mettere mano ad un settore giovanile che necessita di rinforzi in campo e non solo? E Comi e Benedetti potranno lavorare finalmente con un progetto pluriennale? La risposta la si avrà solo dopo i playoff ma ci si ricordi che un’eliminazione in più o in meno cambia la vita di un ragazzo molto meno di doversi allenare nell’incertezza.

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