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Torino-Brescia: pagelle ed highlights

Grande impegno e grande corsa per tutti i granata nella finale d'andata playoff. Ottima la prova di Ogbonna, Scaglia ed Antonelli fuori ruolo. Superlativo Morello nell'unico intervento compiuto.

Lo dicono gli highlights, lo dice l’applauso convinto che lo stadio ha rivolto alla squadra a fine partita: c’è poco da recriminare sulla mancata vittoria nella finale d’andata playoff. Almeno per quanto visto sul campo: le occasioni ci sono state, anche se magari frutto di azioni individuali e soprattutto di tiri da fuori. Ma non c’è un giocatore che si sia risparmiato, che abbia lesinato una goccia di sudore o un anelito di fiato: tutti hanno dato il massimo. Anche fuori ruolo. Ed è proprio questo il rammarico più grande del giorno dopo: cosa sarebbe successo se in campo fosse sceso un Toro più ordinario, magari schierato con un prudente 4-4-1-1 ma senza costringere Antonelli e Rubin a correre come pazzi fino a quando non sono scoppiati o Scaglia a galleggiare fuori posizione addirittura come seconda punta? Ma ormai è andata e bisogna cominciare a pensare al ritorno, alla partita senza futuro: dare tutto come all’”Olimpico” potrebbe non bastare, bisognerà attingere anche a quello che non si ha. Ma comunque vadano le cose ci sarà ben poco da rimproverare a questi ragazzi. Analizziamo intanto la partita d’andata giocatore per giocatore attraverso le pagelle.

Morello 7.5: che voto dare a chi se ne sta tranquillo per tutta la partita pur di fronte ad una squadra molto forte prima di effettuare un solo, strepitoso intervento come quello su Budel al 16′ della ripresa? Forse a Brescia siederà in panchina, ma è una delle sorprese stagionali.

D’Aiello 7: nuovo ruolo anche per lui, quello di centrale di destra di una retroguardia a tre. Dalla sua parte gioca Caracciolo ma il ragazzo non s’intimidisce. Entrate anche decise ma in generale la sua prova è pulita e senza sbavature.

Loria 6.5: prova due volte il gol, lui che di reti ne ha sempre segnate tante ma che quest’anno ha infilato i portieri avversari solo due volte. Una volta il suo colpo di testa si perde alto, nell’altra circostanza Arcari è attento. Pasticcia su un pallone pericoloso a centrocampo ma è in ripresa dopo la doppia brutta partita contro il Sassuolo.

Ogbonna 7: impeccabile. Sta crescendo partita dopo partita l’Angelo granata. Attento in marcatura, pulito negli interventi pur contro avversari esperti e temibili, sta eliminando anche quel paio di distrazioni che contraddistinguevano le sue partite.

Antonelli 6.5: cosa si può rimproverargli? È il più sacrificato da quest’impostazione tattica che lo costringe a coprire tutta la fascia: cento metri di campo, terzino ed ala. A fine stagione e dopo essere anche stato fermo per guai muscolari. Gli viene chiesto un superlavoro che comunque svolge con dedizione, non mancando (quasi) mai in fase di ripiegamento e provando a scatenarsi davanti con le sue sgroppate. Dal suo piede parte una pericolosa azione a fine primo tempo. E non protesta quando viene sostituito.

(dal 62′) Statella 6: prova a rendersi utile sfrutando la freschezza e ci riesce. Caparbio a recuperare un paio di palloni a destra, mette in mezzo una bella palla per Gasbarroni a tre dalla fine.

Genevier 6: si sa che il gioco passa da lui e che non è il piè veloce del gruppo. La superiorità numerica del Brescia a centrocampo ne limita ulteriormente il raggio d’azione. Fatica a carburare ed a far girare la squadra, nella ripresa prova anche il tiro da fuori senza fortuna.

Barusso 7: è un ex, e sente la partita. Preferito al diffidato Pestrin, è nervoso all’inizio ma dà il suo solito contributo in fase di interdizione non disdegnando, a differenza del compagno, le puntate offensive. Suoi i due tiri più pericolosi del primo tempo. Poi cala inesorabilmente alla distanza ma non fa mancare il suo apporto.

Rubin 7: da terzino a uomo tuttocampo. Soffre meno rispetto ad Antonelli il cambio di modulo ma comunque è sottoposto ad un lavoro massacrante anche perchè dalla sua parte Rispoli spinge di più di quanto faccia Dallamano. Attento in fase difensiva, puntuale negli anticipi, si fa vedere anche in avanti ed arriva al tiro a metà ripresa. Ma ormai è esausto e lascia il campo spompato.

(dal 71′) Garofalo 5.5: mandato in campo per sfruttarne la frechezza negli ultimi venti minuti, si propone con puntualità ma non azzecca un dribbling. Mette solo una bella palla in mezzo. Da ricaricare in vista di Brescia.

Gasbarroni 6.5: lui trequartista lo è di natura, quindi non si trova male alle spalle di Bianchi. Piuttosto dover condividere la stessa zona di campo con Scaglia lo limita un pò tra continui interscambi e rientri. Sono suoi i due tiri più insidiosi per Arcari anche se nel secondo tempo gioca quasi da fermo pur essendo sempre nel vivo del gioco. Dovrebbe uscire per stanchezza ma c’è chi è messo peggio di lui in quanto ad acido lattico nei muscoli.

Scaglia 5.5: lotta e s’impegna, ma non basta. Tre giorni dopo la notte più bella della carriera Colantuono lo scambia per un supereroe costringendolo ad agire quasi da seconda punta al fianco di Bianchi. Il risultato è aver tolto un giocatore dal suo regno, la fascia, per consegnarlo alle grinfie della morsa dei centrali del Brescia. Agganci mancati, incomprensioni con i compagni: peccato non averlo sfruttato per quello che sa fare.

(dall’82′) Arma 6: ha “rischiato” di ritagliarsi un posto di primo piano dopo una stagione nell’ombra. Ultimo attaccante rimasto, Colantuono lo manda in campo (troppo tardi) come mossa della disperazione. Il 93′ è il minuto del destino ma la trattenuta su Martinez è ingenua e vanifica il bel gol che realizza subito dopo. Ma a Brescia potrà tornare utile.

Bianchi 5.5: pronti via e dopo dieci minuti ha già subito due gomitate in faccia da Mareco che lo innervosiscono e ne condizionano la partita. Partita che per altro era difficile fin dall’inizio, isolato com’è in attacco: prova a fare reparto ma fatica in mezzo ai tre centrali bresciani, troppo spesso è costretto a decentrarsi. Proverà a riscattarsi ancora in trasferta.

Colantuono 5.5: l’idea era buona, togliere il respiro al Brescia fin dalla sua area, andare a prenderli alti. Ma la mossa era troppo rischiosa perchè costringeva a schierare troppi giocatori fuori ruolo e ad un pesante dispendio delle poche energie rimaste. Tarda troppo ad effettuare i cambi, soprattutto quello di Arma. A Brescia si auspica un ritorno alla normalità.

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