
(foto: www.lastampa.it)
La nuova stagione è alle porte: il 10 luglio, da Norcia, prenderà il via il ritiro estivo del Toro in vista dell’undicesimo campionato di B della storia granata. Ma, complici i ritmi sempre più insostenibili del calcio italiano, quella passata è finita appena dieci giorni fa. Ed allora chiudiamo i conti col passato con l’inevitabile pagellone. Buoni e cattivi di fine anno tra i quasi quaranta giocatori che sono scesi in campo nel campionato appena concluso. Perchè tra delusioni e speranze, paure ed illusioni non è proprio tutto da buttare. E qualche buon punto di ripartenza c’è. Alla fine ci sarà spazio anche per voi che eleggerete il Granata dell’anno. Cominciamo da portieri e difensori.
Portieri.
Calderoni (3 presenze) 5.5: è possibile giudicare un calciatore da tre partite e neppure intere. Sì, se si tratta di un portiere e se lo stesso riteneva stretto per sè il ruolo di secondo in serie B. Senza colpe contro il Modena, quasi disoccupato contro il Grosseto, la partita degli incubi rimane quella in casa contro il Crotone, quella del pasticciaccio combinato con Zoboli. In scadenza a giugno se n’è andato senza rimpianti a gennaio direzione Triestina: ma la sua stagione fantozziana si è conclusa con la retrocessione in Prima Divisione.
Morello (10 presenze, 7 gol subiti) 7: arrivato tra lo scetticismo a gennaio, dopo sei mesi da disoccupato, pescato da Petrachi che l’aveva avuto a Pisa. Chiamato in causa dopo poche settimane a causa dell’indisponibilità di Sereni, ha stupito tutti rivelandosi un portiere affidabile e tecnicamente molto dotato. Ed i due rigori parati contro Albinoleffe e Padova sono solo le ciliegine sulla torta di dieci presenze senza macchia, condite da interventi prodigiosi fino alla finale di ritorno contro il Brescia, quando su Cordova e Rispoli ha provato a tenere in piedi il sogno più a lungo possibile. È stata una delle più belle sorprese della stagione: il rinnovo del contratto in scadenza a giugno è una formalità, la titolarità una possibilità.
Sereni (35 presenze, 29 gol subiti) 8: dopo una stagione tra alti e bassi, è tornato il baluardo di sempre. Dove sarebbe finito il Toro senza le prodezze dei suoi portieri è una domanda che Petrachi e Cairo dovranno farsi in sede di calciomercato. Innumerevoli le parate che hanno contribuito a salvare risultati ed in qualche caso anche a limitare il passivo. Ha saputo sintonizzarsi subito sulla serie B, lui che dovrebbe difendere i pali di una delle prime cinque squadre della massima serie. Le partite esterne contro Gallipoli e Sassuolo i picchi più alti, con sei-sette interventi decisivi. Incertezze? Mezza, sempre contro il Sassuolo, sul gol di Quadrini. Il suo futuro è tutto da scrivere, Morello è una garanzia ma la sua conferma varebbe forse più di quella di Bianchi.
Difensori.
Colombo (10 presenze, zero gol) 5: dopo aver dimostrato di patire la serie A si pensava che potesse essere all’altezza almeno di una serie B di vertice. Da gennaio in poi, a Trieste, ha dimostrato di poterci stare in categoria e di poter anche segnare qualche gol. Ma Torino proprio non era il suo ambiente ed in società si sono accorti di quanto sia stato sbagliato non venderlo in estate. Utilizzato come terzino destro ha sofferto enormemente fin dalla prima giornata, a Grosseto. Un paio di infortuni muscolari lo hanno ulteriormente penalizzato ma non ha mai convinto, finendo per perdere il posto. Poi l’aggressione subita il 6 gennaio dopo la partita col Mantova ed un divorzio al veleno: tornato all’”Olimpico” con la Triestina ha fatto di tutto per farsi fischiare, provocando Pestrin fino all’espulsione. Tornerà per fine prestito, ma verrà ovviamente ceduto.
D’Aiello (6 presenze, 0 reti) 6: è stato l’ultimo ad esordire. Per debuttare in maglia granata ha dovuto aspettare fine marzo, a Modena. Lo abbiamo visto pochissimo ma il finale di stagione è stato tutto per lui che ha disputato tre partite su quattro dei playoff. Favorito dal passaggio alla difesa a tre ha messo in mostra buone doti fisiche ed uno spiccato senso dell’anticipo. Grave però la svista, condivisa con Loria, che ha permesso il gol del Sassuolo nella semifinale d’andata. Non certo il riscatto dal Gela, ma è pronto per giocare con continuità in serie B.
D’Ambrosio (22 presenze, 1 rete) 7: la più bella delle scommesse di gennaio. E la più riuscita. Arrivato in comproprietà dalla Juve Stabia come esterno alto ha saputo ritagliarsi uno spazio come terzino, complici anche le ormai storiche difficoltà nel ruolo che al Toro durano da anni. Esordio coi fiocchi ad Empoli e da quel giorno una titolarità quasi mai in discussione, almeno fino a quando le condizioni fisiche gliel’hanno consentito. Non abituato a ritmi così sostenuti, infatti, ha pagato caramente il sovrautilizzo calando alla distanza ma non è quasi mai sceso sotto la sufficienza. Nei primi due mesi le sue discese sulla destra hanno stupito tutti per potenza e precisione nei cross al punto di suscitare l’interesse di squadre di A. Si è pure tolto la soddisfazione di un gol, a Modena. Scontato il suo riscatto dalla Juve Stabia, sarà un punto fermo per Lerda.
Garofalo (12 presenze, 1 gol) 6.5: ha esordito ad Empoli meno di ventiquattr’ore dopo essere stato acquistato, a dimostrazione di quanto servisse al Toro uno così. Intraprendente in fase di spinta, ottimo anche come difensore, è stato protagonista di un ottimo inizio, culminato col gol su punizione contro la Reggina. A Pasqua la svolta: lo stiramento subito contro la Triestina lo toglie di mezzo per due mesi e quando torna non è più lui. Ottocentomila euro per il riscatto dal Siena sono troppi ma la possibile partenza di Rubin potrebbe valergli la conferma.
Loria (33 presenze, 2 reti) 5.5: doveva essere l’anno del riscatto dopo la stagione da incubo vissuta a Roma. Il suo mentore Colantuono garantiva per lui, ma non ha convinto appieno. Leader indiscusso della difesa ha tradito più di una volta salendo in ritardo nei fuorigioco (Sassuolo all’andata in campionato) o con clamorose sviste in fase di marcatura. Addirittura disastrosi i suoi playoff quando da due suoi errori sono venuti i gol del Sassuolo in semifinale e quello di Possanzini in finale. Da sempre tifoso granata ma non è stato profeta in patria ed ha pure segnato meno del solito, due soli gol, seppure decisivi, contro Mantova e Triestina. Non verrà riscattato dalla Roma e forse tornerà all’Atalanta con Colantuono.
Ogbonna (31 presenze, 1 rete) 6.5: prima fase della stagione da cinque, seconda da sei più. Siamo stati un pò larghi nella media, ma andiamo in fiducia: prima o poi Angelo dovrà fare vedere le doti che tutti gli accreditano. E nel girone di ritorno qualcosa si è visto, almeno riducendo al minimo le distrazioni e le ingenuità che costellano le sue partite: rimane pur sempre un prodotto del vivaio che torna a far parlare di sè ed a suscitare interesse anche all’estero. Appetito dalla Premier League, la sua esperienza in granata potrebbe essersi conclusa con quell’ingenuo rigore procurato a Brescia: c’è ancora tanta strada da fare, ma il futuro è suo.
Pisano (4 presenze, 0 reti) 5: doveva scontare altre quattro giornate di squalifica dopo la rissa contro il Genoa dello scorso campionato. Ma, all’esordio assoluto in B, è naufragato: ricorderà come un incubo la trasferta di Frosinone, quando Colantuono lo dovette sostituire nel finale dopo una partita disastrosa contro le ali di Moriero. Ma non giocava da cinque mesi e forse qualche attenuante l’aveva. Pochi altri spiccioli di granata poi fu uno dei più scossi dall’aggressione dei tifosi a Moncalieri e da quel giorno per lui il Toro non è più esistito. Ma a Bari non ha mai giocato: rientrerà alla base per ripartire.
Pratali (11 presenze, 2 reti) 6: dal punto di vista strettamente tecnico non ha demeritato. Due gol, pesanti, realizzati contro Empoli ed Albinoleffe ed un rendimento sufficiente, almeno nelle prime giornate quando ha dovuto tenere in caldo il posto ad Ogbonna al punto da costringerlo poi a giocare da terzino perchè la coppia con Loria funzionava bene. Ma ha finito col pagare le difficoltà della squadra, ed è stato uno dei protagonisti della partitaccia contro il Crotone. Finito via via ai margini, a gennaio se n’è andato al Siena, in prestito, ma ha costellato di errori la seconda parte della sua stagione. Potrebbe tornare per restare.
Rivalta (26 presenze, 0 reti) 6: semi-titolare, ha quasi sempre risposto presente quando è stato chiamato in causa. Terzino o centrale, ha provato a supplire con la velocità e l’esperienza ad un fisico non eccezionale. Titolare della fascia destra fino all’arrivo di D’Ambrosio, è poi retrocesso in panchina senza lamentarsi. Fatale l’errore nel controllo che gli è costato l’espulsione contro il Brescia. In scadenza tra un anno, potrebbe rimanere.
Rubin (38 presenze, 1 rete) 7: era atteso alla stagione del riscatto dopo il promettente avvio non ripetuto nell’anno della retrocessione. E la risposta è stata positiva. Pur al debutto in un campionato difficile come la serie B ha mostrato di aver recuperato brillantezza in fase di spinta e puntualità in difesa. Provato da un dramma familiare è sempre rimasto concentrato, non finendo minimamente coinvolto dal turbillon di gennaio. La concorrenza con Garofalo nella seconda parte della stagione non ne ha scalfito il rendimento e c’è pure la ciliegina del gol-capolavoro al Gallipoli. Ha offerte dalla serie A, che merita: potrebbe essere sacrificato.
Zoboli (20 presenze, zero reti) 5.5: arrivato all’ultimo giorno di mercato in prestito dal Brescia, dopo aver inseguito la serie A per due anni con le rondinelle l’ha mancata anche quest’anno, proprio a favore dei suoi ex compagni perdendo il terzo playoff consecutivo. Ma lui gli spareggi li ha visti dalla tribuna o al massimo dalla panchina. Stagione sfortunata: arrivato come primo rincalzo difensivo non sempre si è fatto trovare pronto, disastro col Crotone a parte. Rimarrà una meteora granata perchè non sarà riscattato.
(1- continua)

Davide Martini








