
(foto: www.sportitalia.com)
Da trentasette a trentanove in pochi mesi. Non è la temperatura corporea dei tifosi tra l’illusione della rimonta del girone di ritorno e la delusione della mancata promozione ma il numero dei giocatori impiegati dai due allenatori del Toro in campionato nella stagione appena conclusa. Un dato eloquente non solo della sconfessione che si è dovuta fare in inverno del mercato estivo ma anche della confusione tecnico-tattica cui è andato necessariamente incontro chi si è trovato di fronte tanti giocatori da allenare. Un dato poi che s’inserisce di diritto nella storia granata dal momento che si tratta del record assoluto di giocatori impiegati nell’arco di una sola stagione in centoquattro anni di storia.
Già a fine inverno, soffermandoci sull’incredibile numero di trentasette calciatori utilizzati quando mancava ancora un terzo di stagione più gli eventuali playoff, si era sottolineata l’eccezionalità del dato, originato da tanti fattori, su tutti quello di aver realizzato di fatto due sessioni di calcio mercato, quella estiva e quella invernale che con i suoi numeri monstre (tredici arrivi, undici partenze) non aveva nulla da invidiare alle rivoluzioni che solitamente si compiono in sede di costruzione delle squadre. Per trovare un dato storico che almeno si avvicini a quello di quest’anno bisogna andare indietro di ben dieci anni: nelle stagioni 1999-’00 e 2000-’01 furono infatti trentaquattro i giocatori in campo per almeno un minuto, un dato numericamente ancora superiore a quello di quest’anno considerando che le partite disputate in quei due campionati erano state rispettivamente trentaquattro, nel torneo di A concluso con la quarta retrocessione in B della storia, e trentotto, in quello dell’immediato ritorno in A grazie alla rimonta di Camolese.
Quest’ultimo caso ha rappresentato un’eccezione perchè solitamente, nella storia del Toro e del calcio in generale, l’impiego di tanti calciatori in un campionato è sinonimo di una stagione difficile e negativa: o perchè si sono appunto dovuti apportare tanti cambiamenti all’organico originario o perchè si è faticato a trovare una formazione titolare. È vero che il calcio di oggi non consente paragoni con gli anni ‘70, ‘80 ed anche con i primi anni ‘90, quando si poteva tranquillamente condurre una stagione con 22-24 elementi in rosa, ma non è un caso che anche nel 2002-’03 e nel 2003-’04, altre due annate tormentate per i colori granata, furono trenta i giocatori a scendere in campo mentre nel 2002, anno della tranquilla salvezza con Camolese, si scese a ventotto.
Ma dando un’occhiata alle statistiche della stagione appena conclusa balza subito all’occhio la netta separazione, una sorta di “scalino”, tra un gruppo di sette giocatori di fatto titolari o quasi, tutti sopra le venticinque presenze e capaci di resistere alla rivoluzione invernale, e tutti gli altri che, partiti o arrivati in granata a gennaio, non sono riusciti ad andare oltre le venti presenze. Inevitabile poi osservare l’inquietante classifica marcatori interna: dietro a Bianchi, con ventisei reti complessive secondo solo a Ferrante nella storia dei cannonieri in una sola stagione di serie B, c’è stato il vuoto più totale con al secondo posto addirittura Di Michele con quattro seguito da Belingheri, Leon e Pià con tre. Un dato che vale più di mille parole e spiega perchè il Toro sarà costretto anche il prossimo anno a giocare in serie B e che non può essere compensato dalla cooperativa del gol granata che ha visto andare a segno almeno una volta ben diciotto giocatori diversi, quasi la metà di quelli utilizzati. Altro dato da brividi quello delle espulsioni, tredici, altro record assoluto, con cinque giocatori, Barusso, Leon, Loria, Pestrin e Rivalta capaci di subire ben due cartellini rossi. Fa da contraltare l’unico dato positivo della stagione, il numero delle vittorie esterne, dieci, che eguaglia, seppur grazie al successo ottenuto nei playoff contro il Sassuolo, il record assoluto nella storia del Toro in B toccato nel 2000-2001.
Curiosità spicciole: Pià è stato il giocatore più sostituito con dieci cambi subìti su diciassette presenze, Gasbarroni ed Arma i “dodicesimi” uomini più utilizzati, essendo entrambi subentrati dieci volte a gara in corso. Nove i calci di rigore avuti a favore ma solo cinque realizzati, cinque quelli subìti con tre trasformazioni, grazie a Morello che ha detto di no a Cellini dell’Albinoleffe e Di Nardo del Padova. Otto infine gli esordienti in serie B schierati nel corso dell’anno, anche questo un record. Da chi la categoria l’ha appena assaggiata come Simone Benedetti, nella speranza che il prossimo anno possa moltiplicare esponenzialmente il numero di presenze, a Rubin, passando per Ogbonna, D’Ambrosio, Saümel, Arma, Marco Pisano e D’Aiello. Di seguito il dettaglio completo che comprende campionato e playoff.
Bianchi: 42 presenze, 26 gol, 1 sostituzione fatta, 6 subìte; Gasbarroni: 39,2; 10-8; Rubin: 38,1; 7-3; Sereni: 35, -29; 0-2; Loria: 33,2; 1-1; Ogbonna: 31,1; 0-3; Rivalta: 26, 0; 3-3; D’Ambrosio: 22,1; 3-7; Leon: 21,3; 8-6; Genevier: 21,1; 0-2; Zoboli: 20,0; 5-2; Belingheri: 19,3; 4-8; Di Michele: 18, 4; 2-4; Pestrin: 18,0; 0-4; Barusso: 18,2; 9-3; Loviso: 17,0; 3-4; Coppola: 17,0; 9-4; Pià: 17,3; 2-10; Diana: 15-1; 6-1; Scaglia: 15,2; 3-8; Zanetti P.: 14,0; 2-7; Gorobsov: 14,0; 5-2; Garofalo: 12,1; 2-3; Antonelli: 12,0; 3-8; Arma: 12,1; 10-0; Pratali: 11,2; 1-3; Saümel: 11,0; 4-2; Vantaggiato: 11,0; 7-4; Colombo: 10,0; 2-2; Bottone: 10,0; 7-2; Morello: 10,-7; 1-0; Salgado: 9,1; 3-5; Statella: 7,0; 2-2; D’Aiello: 6,0; 2-0; Pisano: 4,o; 1-2; Calderoni: 3,-4; 1-0; Vailatti: 2,0; 1-1; Benedetti: 1,0; 0-1; Abbruscato: 1,0; 1-0.

Davide Martini








