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Petrachi fa il punto sul mercato del Toro

Alla presentazione di Di Cesare, che si dice orgoglioso e convinto della sua scelta di preferire il Toro all'Atalanta, Petrachi parla a 360° del mercato del Toro promettendo almeno cinque acquisti, due dei quali da prendere magari già in settimana. Ore decisive per Genevier.

Di Cesare e Petrachi durante la presentazione

Luglio ed agosto, si sa, sono i mesi più difficili per un direttore sportivo: persino le famiglie vengono messe in secondo piano sull’altare di un lavoro che ti può portare ad assentarti anche dodici ore al giorno, tra continui contatti telefonici ed incontri con colleghi o procuratori. Ed anche per questo d’estate i d.s. sono quasi introvabili, immersi come sono nel loro lavoro: così la presentazione di Valerio Di Cesare, ultimo acquisto del Toro, è stata un’occasione quasi irripetibile per avere un faccia a faccia con Gianluca Petrachi e chiedergli a che punto sono i lavori per l’allestimento del Toro, ad un mese dal via della stagione.

Il direttore sportivo non si è sottratto, pur rimanendo in certi casi nel vago. Ma il concetto forte è che al Toro arriveranno solo prime scelte, come Di Cesare, e non giocatori di ripiego. Se questa sia un’abile strategia per mettere le mani avanti in vista di possibili rallentamenti nelle operazioni di calciomercato non è dato saperlo, di certo però l’ambizione del dirigente è davvero molto ardita: perchè in un mercato come quello italiano ed ancor di più in serie B, dove circolano pochissimi soldi, è molto difficile poter raggiungere solo i primi obiettivi. Se poi come nel caso del Toro si è zavorrati da giocatori da cedere assolutamente attraverso scambi, la missione diventa una montagna da scalare: perchè se in linea teorica Petrachi ha ragione quando invita gli “esuberi” ad accettare una destinazione per evitare di essere messi fuori rosa, è altrettanto vero che iniziare la stagione con diversi separati in casa, e lautamente pagati, rischia di compromettere sin da settembre le ambizioni di Lerda, dal momento che i denari risparmiati dai loro ingaggi sarebbero preziosissimi in sede di acquisti.

Dopo aver lasciato la scena a Di Cesare, che ha tenuto a smentire la fama da “duro” che si è costruito nell’ultimo campionato definendosi un giocatore “abile nella costruzione ma, se c’è bisogno, pronto anche a calciare il pallone in tribuna” e che ha anche sottolineato di aver preferito il Toro all’Atalanta che lo aveva quasi preso per il “blasone di una società unica” (evidentemente i trascorsi al Mantova sono già alle spalle, ndr), Petrachi ha così risposto alle domande dei cronisti, preannunciando una settimana intensa in cui, se possibile, vorrebbe regalare due nuovi innesti a Lerda, tra i quali uno dei due centrocampisti della linea mediana titolare, in un percorso che dovrebbe portare, entro la fine di agosto, “almeno cinque nuovi acquisti”. Ne servirebbero di più, ma il d.s. è un vecchio lupo di mare e sa che non si può promettere nulla.

Ovviamente il nome cui tutti pensano è quello di Gael Genevier, ritornato per fine prestito al Siena ma fuori dai piani tecnici della società toscana. La stima di Petrachi nei suoi confronti è nota, meno lo era quella di Lerda che, a detta del d.s., si spese in elogi in tempi non sospetti per l’ex regista del Pisa. Il ricordo lasciato nei sei mesi trascorsi al Toro non è propriamente esaltante, nè la sua tendenza a rallentare il gioco, a tardare nel liberarsi del pallone sembra l’ideale per il gioco del nuovo allenatore granata ma è un fatto che sia lui il primo obiettivo per la mediana, a cui andrà affiancato un “cagnaccio” di sostanza che si possa alternare al giovanissimo Cofie. Ma la trattativa col Siena non s’annuncia semplice: Perinetti non è disposto al prestito oneroso come fatto con Garofalo nè a rinforzare una diretta concorrente, pertanto Petrachi si è dato un paio di giorni per capire se la trattativa sia fattibile, in caso contrario, per non far perdere tempo prezioso a Lerda nell’amalgama del gruppo, virerà su altre direzioni, magari sul barese Daniele De Vezze, anche se lo scambio con Pratali è complicata dai problemi contrattuali del mediano romano, in scadenza nel 2011.

Gli sforzi di Petrachi si concentreranno dunque sul centrocampo senza però dimenticare l’attacco, dove mancano ancora due dei tre giocatori deputati a giostrare alle spalle di Bianchi, e la difesa, dove Ogbonna e Rubin continuano ad essere virtualmente in vendita sebbene non decolli l’interesse delle squadre inglesi che si erano fatte avanti per Angelo mentre per il terzino si aspetta che l’asta diventi interessante. Ma la sensazione è che senza le partenze di giocatori come Diana, Pisano o Di Michele, di calciatori decisivi non se ne vedranno.

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