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Salta lo scambio Pratali-De Vezze?

De Vezze-Pratali, non s'ha da fare. Il direttore sportivo del Bari Angelozzi chiude la porta ai granata per colpa del terzo incomodo, Galasso, che i pugliesi avrebbero voluto inserire nell'affare ma che il Toro non vuole. Salgono così le quotazioni di Milanetto ma non tramonta l'idea Genevier.

De Vezze si allonana dal Toro
(foto: www.puntonet.org)

Il calciomercato è il grande gioco dell’estate. Tra affari possibili e poi smentiti, tra intrighi e trattative segrete, ha il potere di appassionare anche chi durante l’anno di calcio ne mastica poco. Come un gioco di società, alla fine vince chi sa bleffare meglio, chi riesce a giocare le magari poche carte che ha in mano. In nessun altro paese, del resto, ci sono trasmissioni televisive interamente dedicate alle trattative più o meno note, anche quando queste languono, come succede nel pallone italiano negli ultimi anni. Il problema principale risiede nell’eccessiva durata della fase di compravendita: tre mesi sono troppi ed inducono fatalmente a ragionare con calma, a volte troppa, sulle migliori mosse da attuare. Al punto che gli affari più importanti si portano a termine o nella prima fase, nella prima decade di giugno, o nelle battute finali, dopo Ferragosto. Per non parlare dell’anomalia che vede il mercato ancora aperto dopo che si sono disputate una, o anche due giornate nel caso della serie B, di campionato. Ma come: hai tre mesi per pensare a mettere in piedi una squadra e poi butti all’aria tutto se i primi risultati sono deludenti? Follie del calcio italiano.

La serie B non si discosta da questa consuetudine, anzi ne è la dimostrazione più lampante. Si parla, si nega ma poi non di rado ci si rimangia tutto. Chissà se sarà così anche per le parole pronunciate da Guido Angelozzi, direttore sportivo del Bari, che pare aver chiuso definitivamente le porte allo scambio Pratali-De Vezze col Toro: “Non se ne fa nulla - ha detto Angelozzi. Eravamo ormai giunti ad un accordo con De Vezze e Galasso al Torino e Pratali da noi ma poi Petrachi ha cambiato le carte in tavola volendo solo De Vezze. Per noi l’affare è saltato“.

Ipse dixit. Sarà davvero così? Forse, anche se la lunga esperienza di Angelozzi sul mercato consiglia la prudenza. Ma questa volta le dichiarazioni di un addetto ai lavori potrebbero anche rappresentare la pura verità, dal momento che già da un paio di giorni la trattativa sembrava essersi arenata proprio davanti a Gianluca Galasso, ex punta riciclato a terzino destro che al Toro non interessa, puntando su Filipe Oliveira in arrivo dal Parma come riserva di D’Ambrosio. Un ulteriore ostacolo è rappresentato anche dal fatto che il contratto di De Vezze col Bari è in scadenza nel 2011, pertanto i granata non si potrebbero limitare ad ereditare l’accordo che il centrocampista romano ha coi biancorossi. E si inseriscono in questo ambito anche le voci sempre più insistenti sull’arrivo in granata di Omar Milanetto, regista torinese doc di 35 anni che potrebbe dunque coronare il sogno inseguito per un’intera carriera, quello di vestire la maglia della sua squadra del cuore. Chiuso dai tanti arrivi nel centrocampo rossoblù, potrebbe pure accettare di lasciare la serie A ed una squadra ambiziosa per una scelta di vita, Gasperini permettendo considerato che nelle ultime stagioni il tecnico si è sempre opposto alla partenza del cervello di centrocampo, che tutti gli anni è sempre riuscito a ritagliarsi un posto in prima squadra.

L’idea c’è ed intriga parecchio Petrachi, Lerda ed i tifosi anche se in società non si sono ancora arresi sul fronte Genevier: c’è l’assenso del giocatore ma convincere il Siena non è facile ed i giorni passano. Quella di Milanetto sarebbe una deroga al piano-giovani che sta contraddistinguendo la campagna acquisti del Toro ma ne varrebbe la pena: nonostante gli anni, Milanetto è un lusso per la serie B. Come un anno fa, dunque, il mercato del Toro s’arena sul regista: la speranza è che finisca diversamente dal caso-Italiano, quando si fu costretti a ripiegare su Loviso. Il problema è che la trattiva Milanetto potrebbe non essere breve mentre Lerda ha bisogno al più presto di interpreti per il suo centrocampo a due. L’ha detto senza mezzi termini dopo l’amichevole col Casarano: “Va bene aspettare qualche giorno, ma ora stanno passando le settimane ed abbiamo bisogno di giocatori, soprattutto in mezzo”. Su come e dove piazzare Pratali, non è compito suo pensarci: e se alla fine restasse?

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