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Ufficiale lo scambio Bernacci-Rubin. Arriva anche Zavagno

Cotto e mangiato. Marco Bernacci è un giocatore del Torino: arriva in prestito secco dal Bologna, che in cambio riceve con la stessa formula Matteo Rubin. Ecco dunque l'alter ego di Bianchi, già pronto per scendere in campo lunedì contro il Varese. La seconda mossa in ventiquattr'ore rinvigosrisce il mercato del Toro, che ora attende Milanetto. Al posto di Rubin, sarà Luciano Zavagno, svincolato dall'Ancona, il vice-Garofalo.

Marco Bernacci: ecco il vice Bianchi
(foto: www.calciomercato.it)

Un’altra promessa mantenuta, anche se appena in tempo. Il mercato del Toro entra come previsto, e come tradizione, nel vivo negli ultimi dieci giorni di trattative e, stanti le non ottimali condizioni fisiche di Rolando Bianchi e la cessione di Abbruscato al Vicenza nell’affare Sgrigna, Petrachi aveva annunciato l’imminente arrivo di un attaccante in grado di rappresentare una valida alternativa al capitano.

Detto fatto ed ecco, in tempo per la gara col Varese di lunedì, l’ufficializzazione dell’arrivo in granata di Marco Bernacci, centravanti di quasi ventisette anni, che giunge al Toro in prestito secco dal Bologna. Con la stessa formula lascia il granata, per ora solo momentaneamente, Matteo Rubin, che fa il percorso inverso ritrovando così la serie A, dopo aver constatato che, con il ritorno di Garofalo, gli spazi per lui erano davvero minimi: per ora il suo è un arrivederci al granata, ma sa di addio. Trattativa veloce ma non immediata: da Tulli a Plasmati, erano tante le idee nella mente di Petrachi ma Bernacci era già stato sondato nei giorni scorsi, quando però il Bologna chiese in cambio proprio Bianchi: l’affare sembrò saltare, poi le parti hanno ricomposto.

Lungi dal pensare che il mercato in entrata possa ritenersi concluso, di certo gli acquisti di Sgrigna e Bernacci cambiano abbastanza il panorama alla vigilia del debutto in campionato. Ed anche Lerda non potrà che aver gradito la parziale sistemazione di una rosa che comunque aspetta ancora un centrocampista centrale di consolidata esperienza, molto probabilmente Milanetto, dopo che si stanno appianando gli ultimi dissidi riguardo all’ingaggio del giocatore, in grado di non far cadere unicamente sulle giovani spalle di Gorobsov i compiti di costruzione del gioco. Dovrà anche essere acquistato un difensore centrale che completi la batteria, ma in questo senso manca davvero poco all’ufficializzazione del ritorno in granata di Rocco D’Aiello.

Bernacci, nato a Cesena il 15 dicembre 1983, era anche nelle mire del Livorno, allenato da Bepi Pillon che lo aveva valorizzato lo scorso anno ad Ascoli, dove l’attaccante era ritornato al termine della prima deludente stagione in serie A con la maglia del Bologna, quando aveva segnato il finora unico gol in serie A proprio contro il Toro, su rigore, nel disastroso 5-2 del 13 dicembre 2008 che segnò il primo passo verso la caduta in B dei granata. A Livorno Bernacci avrebbe avuto più chances di lottare per una maglia da titolare, ma evidentemente ha prevalso il fascino della maglia granata, sebbene il giocatore sia destinato ad essere solo un’alternativa a Bianchi.

Un’alternativa, ma alquanto di lusso, almeno per quanto riguarda la categoria. Il bottino di cinquantatre reti segnate in cinque campionati nella categoria rappresenta infatti un ottimo biglietto da visita per un giocatore in cerca del definitivo salto di qualità, anche se il treno buono per il grande calcio sembra essere passato. Quindici i gol realizzati lo scorso anno nelle Marche, sedici due stagioni fa, prima del fugace passaggio a Bologna dove, da cesenate purosangue, non era stato accolto benissimo e dove ha disputato una stagione altamente negativa. L’Airone delle Vigne era il suo soprannome coniato ai tempi del Cesena, squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta e che lui ha trascinato, con dieci reti al primo anno di B nel 2005, alla semifinale playoff, poi persa proprio contro il Toro. Si parlava di lui come del nuovo Toni, ma il passaggio al Bologna lo ha trasformato in un nemico dei tifosi bianconeri e si può dire che da quel giorno la carriera di Bernacci ha subito una parziale involuzione.

I suoi 193 centimetri uniti ad un fisico molto asciutto lo rendono molto abile nel gioco aereo: una classica prima punta, insomma, capace di aprire varchi per i compagni ma anche di finalizzare l’azione, un giocatore che potrebbe trovarsi molto bene in coppia con Iunco, ma anche con Sgrigna, veloce ed abile nello sfruttare gli spazi creati da Bernacci. Ma alla base della sua ancora mancata esplosione c’è anche un carattere a volte troppo spigoloso: non proprio una testa calda, ma uno che non le manda a dire. Non poche le espulsioni rimediate in carriera, nè i rimbrotti soprattutto da parte di Pillon. Il Toro è la sua ultima occasione per sfondare: forse avrà poco spazio, ma già da lunedì dovrà cominciare a sfruttarlo al meglio.

Contestualmente alla partenza di Rubin, è stato messo sotto contratto anche Luciano Zavagno, terzino sinistro argentino di trentatre anni, svincolato dopo il fallimento dell’Ancona. Sarà lui la riserva di Garofalo, di certo un giocatore meno ingombrante del più giovane Rubin. Si è trattato di un acquisto fortemente voluto da Petrachi, che conosce bene Zavagno per averlo avuto ai tempi del Pisa.

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