
(foto: www.torinofc.it)
La cronaca nera torna ad impossessarsi dell’attualità granata. Dopo l’agguato della fine del 2009, quando alcuni tifosi lanciarono una bomba carta contro la sala stampa del campo di allenamento della Sisport durante la presentazione del neo direttore sportivo Petrachi, l’ultimo giorno di mercato si è aperto con la sgradevole sorpresa di un petardo scagliato contro la sede sociale di Via Arcivescovado nella tarda serata di lunedì, accompagnato da una scritta inquietante ma chiarissima al tempo stesso: “Game over”. Per i tifosi il tempo è scaduto da un pezzo, ma simili atti non servono a nessuno, oltre che ovviamente costituire una ingiustificabile forma di intimidazione. Certo la pazienza e la fiducia, stoicamente prolungate per un’altra estate, sono ormai terminate ed anche il tempo dei faccia a faccia sembra superato.
È dunque l’ennesima pagina deprimente della recente storia granata, che sul campo continua ad aggiornare i propri record negativi. Così ci si affaccia all’ultima giornata di mercato senza grandi illusioni anche perchè il penultimo giorno del mercato granata non ha neppure portato lo scontato ritorno di Rocco D’Aiello, che sarebbe andato completare la batteria di centrali già in emergenza in vista della sfida da non fallire di sabato contro il Crotone. Niente da fare: anche in questo caso ci si è ridotti all’ultima giornata, così anche quest’anno, per il quinto anno di fila (lasciamo fuori la torrida estate 2005) i tifosi granata dovranno aspettare gli ultimi minuti del calciomercato che chiuderà questa sera alle 19 per vedere completata la rosa. Col rischio consistente di non raggiungere tutti gli obiettivi o, malgrado Petrachi, di doversi accontentare di seconde scelte. La stessa formula legata al comunque più che probabile arrivo di D’Aiello non fa che confermare l’estate di parole, illusioni e pochi soldi vissuta dal d. s. granata: si può aprire una comproprietà col Gela per 150.000 euro, la stessa cifra con cui si poteva portare a casa il giocatore a giugno, quando si sperava in un ulteriore sconto o di prendere un difensore più forte. Senza parole.
D’altronde, si tratta di un mercato depresso, in sintonia con un inizio di stagione scioccante e con l’umore dei tifosi. Nessuno si aspetta grandi cose neppure per oggi, ultimo giorno di trattative, e la mancata cessione di Bianchi sarebbe già un buon punto di partenza. Dovranno arrivare almeno due pedine, questo è certo. Detto del difensore, vanno però registrati i rumors, a nostro parere incontrollabili ed ingiustificati, legati al ritorno di Loria dalla Roma: con già in rosa gli statuari Di Cesare ed Ogbonna, servirebbe un marcatore veloce come D’Aiello, senza contare che il rendimento offerto lo scorso anno da Loria e la sua pessima estate con i giallorossi in giro per l’Europa ne sconsigliano caldamente l’acquisto.
Per quanto riguarda l’esterno la trattativa Gabionetta è arrivata finalmente all’ultimo atto: ora o mai più, o meglio a gennaio. La querelle tra il Crotone e l’Hortolandia non si è ancora risolta, ciascuna delle due squadre ritiene di essere proprietaria del cartellino del giocatore ed il Toro non sa con chi trattare: molte società avrebbero saggiamente cambiato obiettivo, invece Petrachi si è intestardito, con la conseguenza che se la fumata sarà nera bisognerà accontentarsi di Gigi Scaglia, altro cavallo di ritorno dal Brescia ma destinato ad essere un rincalzo o comunque non un rinforzo di primo piano. Buio totale, invece, sul fronte centrocampista: forse non arriverà nessuno, o magari una scommessa sconosciuta dall’estero. Inevitabile conseguenza dopo tre mesi di ricerche affannate e confuse.
In un clima di pessimismo andante, non stupisce che siano passate quasi sotto silenzio le presentazioni di De Vezze e Pellicori, arrivati sul finire della settimana scorsa e subito calati, il primo in campo nel finale, il secondo dalla tribuna, nella nuova difficile realtà. Non è tempo di grandi parole nè di propositi, ma i due ragazzi promettono di dare il massimo, pur consapevoli di non essere finiti in una squadra ammazza-campionato: “Sono due mesi che dovevo venire qui - dice De Vezze. La trattativa col Bari si era inceppata, poi è ripresa per la felicità di tutti, soprattutto mia che avevo scelto da tempo questa piazza. Il modulo col centrocampo a due per me non è affatto nuovo, saprò dare il mio contributo provando a smentire chi non mi vede come un regista. Cittadella? Sono sceso in campo senza essermi neppure allenato, il nostro campionato comincia sabato”. Ancora più curiosità attorno a Pellicori, giunto in granata a sorpresa dopo il caso-Bernacci: “Ovviamente non mi aspettavo questa soluzione, e dispiace sinceramente per Marco Bernacci. Avevo diverse altre richieste, ma appena si è fatto sotto il Toro ho accettato subito. So che davanti a me c’è Bianchi, ma io posso anche fare la seconda punta: per me e per la squadra è una stagione fondamentale”.

Davide Martini








