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Fotogallery: l'epopea di Orfeo Pianelli

Ultimo atto del nostro omaggio ad Orfeo Pianelli: è arrivato il momento di tradurre in immagini diciotto anni di emozioni. Un piccolo grande uomo che ha restituito il Toro alle prime pagine dei giornali: dall'Inferno al Paradiso e ritorno. Dal quasi fallimento allo scudetto prima della precoce parabola discendente. Ma qui c'è spazio esclusivamente per il Pianelli felice: solocon i suoi ragazzi e con i suoi tecnici.

Orfeo Pianelli, presidente Torino Calcio 1963-1982

Dalle parole alle immagini. Dopo aver descritto i vent’anni più belli della storia recente granata, quelli che tra gioie e dolori hanno fatto capire al popolo del Toro che si poteva tornare a sorridere anche dopo la tragedia di Superga, eccoci arrivati a concludere degnamente la settimana del novantesimo anniversario della nascita di Orfeo Pianelli, l’artefice della nuova età dell’oro granata, con una galleria fotografica che passa in rassegna i momenti più belli dei suoi quasi quattro lustri alla guida del Torino.

Dall’insediamento ai primi allenatori come Nereo Rocco, scelte che fecero subito capire come stesse per arrivare il momento della svolta, fino a Giagnoni e Radice. E poi lo scudetto, con i tanti festeggiamenti che ne hanno fatto da corollario, a partire dalla gioia sfrenata sul prato del Comunale, dopo l’1-1 col Cesena del 16 maggio ‘76, vissuta tuttavia in maniera molto composta da Pianelli, accaldatissimo nel suo gessato verde portafortuna ed incredulo di aver restituito gioia ad un popolo che aveva trovato depresso, che aveva rivisto piangere per la morte di Meroni ed arrabbiarsi per un titolo meritato ma sfuggito nel ‘72, ma un popolo che l’ha infine ringraziato per l’aver saputo creare con pazienza e denaro una squadra vincente ma anche bella. Poi gli inviti al presidente da parte dei Toro clubs: una festa insomma durata molto più che un’estate ma che solo un anno dopo era già finita, sull’onda della delusione per un secondo tricolore mancato per un’inezia, una delusione capace di spegnere inesorabilmente testa e gambe di una macchina perfetta.

Dodici rare immagini del presidente per eccellenza della storia granata, senza dimenticare la figlia Maria Cristina, fedele testimone della passione granata anche dopo la morte del padre, prima di raggiungerlo nello scorso maggio. Un uomo che anche nel percorso della vita è andato in parallelo con quella che rimarrà per sempre la sua squadra: la gloria con la sua azienda, poi il fallimento, l’arresto e l’assoluzione. Una triste parabola negativa, amaro bis di quella che l’ha portato ad essere contestato da quello stesso pubblico che lo aveva amato.


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