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Le prime parole granata di Alessandro Sgrigna

Alessandro Sgrigna si presenta: il più prestigioso acquisto del Torino Fc 2010-2011 ha varcato i cancelli della Sisport e si appresta a mettersi a disposizione di Franco Lerda già per lunedì sera. E mentre Petrachi ringrazia il presidente (assente), il giocatore si mostra già innamorato dei colori granata.

Primi scatti granata per Alessandro Sgrigna
(foto: www.torinofc.it)

Gianluca Petrachi, si sa, è un uomo orgoglioso. E sicuro di sè. Caratteristiche che sono in fondo dei pregi, soprattutto in un mondo di piranha come quello del calcio. Così, se si è dovuto assistere a toni quasi trionfalistici per le presentazioni dei giocatori acquistati fino ad oggi, figurarsi lo sguardo fiero con cui il direttore sportivo ha scortato Alessandro Sgrigna nella sala stampa (vabbè, si fa per dire) della Sisport, nelle sue prime ore granata. L’assenza del presidente Cairo ormai non fa più notizia, per quanto possa dispiacere non vederlo coinvolto neppure nel giorno del primo acquisto davvero importante dell’estate. Ma Petrachi ha parole anche per lui.

“Sgrigna è un giocatore perfetto per il modulo di Lerda: può giocare in più ruoli, come sapete lo seguivamo da tempo e per noi è un grande orgoglio aver battuto la concorrenza del Lecce, che si era interessato al giocatore già da gennaio”. Queste le prime parole del dirigente granata, che poi entra nei dettagli: “La trattativa è iniziata non appena Lerda ci ha parlato della sua stima verso il giocatore. È stato un affare lungo e difficile, ma ci tengo a dire che un ruolo decisivo l’ha giocato il presidente Cairo: è stato lui, appena tornato dalle vacanze, ad organizzare l’incontro decisivo ed a sferrare l’ultimo assalto, come è solito fare, dopo che gli avevo parlato dell’affare”. Chiusura su Abbruscato: “Per noi Elvis non era sul mercato, ma le cose sono cambiate quando si è cominciato a parlare di uno scambio con Sgrigna”.

Ma eccolo, il diretto interessato. Tocca a lui prendere la parola: “Finalmente sono arrivato, dopo che in passato sono stato accostato tante volte, ma invano, al Toro. Ho preferito venire qui rispetto all’altra proposta che mi era stata fatta (il Lecce, ndr) non perchè volevo un posto da titolare, ma per la storia ed il fascino che il Toro ha da sempre, senza contare un pubblico non comune. Non è retorica, il Toro per me è serie A che gioca in serie B. Anche giocandoci contro, e segnandoci spesso, si capiva che quella granata non è una società qualunque”. In granata ritroverà alcuni ex compagni: “Sì, Gorobsov e Di Cesare, ma sono sicuro che l’ambientamento sarà veloce: mi piacerebbe scendere già in campo lunedì sera”. Dopo un’annotazione tattica (”mi trovo meglio a destra”, che prelude al trasloco di Iunco dalla parte opposta), la chiusura è per i sentimenti: “A Vicenza lascio il cuore, ma ci tornerò a vivere. Il numero di maglia che ho scelto è il quattordici, la data di nascita di mia moglie e di mia madre, scomparsa un anno fa”. Ad ogni gol, infatti, Alessandro alza gli indici verso il cielo: saranno anche gli affetti più cari a spingerlo a dare il massimo, alla caccia di una serie A sospirata. Da lui e dal Toro.

Ma è una giornata importante anche per il mercato in uscita: beffato per Sgrigna, infatti, il Lecce sembra deciso a virare sul ritorno di Di Michele. Ovviamente favorevole il Toro ma il nodo sta sempre nell’ingaggio: troppi gli 800.000 euro netti per i pugliesi, i granata sono disposti a coprire una parte della cifra. Tutto sta a capire fin dove possono arrivare i giallorossi.

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