
(foto: www.calciomercatoweb.it)
Stanchi dei soliti colpi di mercato dell’ultimo giorno, in stile cairota, utili solo per placare la piazza? Stanchi di vedere il presidente scorazzare trionfante per i corridoi dell’hotel del mercato orgoglioso dei suoi ultimi colpi? Accontentati: le ore conclusive della sessione estiva 2010 del calciomercato hanno infatti visto il Toro in secondo piano. E non tanto perchè le attenzioni generali sono state catturate dai vari Ibrahimovic, Robinho o Borriello, quanto perchè Petrachi è rimasto (quasi) fermo, pensando a liberarsi di qualche esubero prima che di concludere le operazioni previste.
E nemmeno tutte. Basti pensare al caso del difensore centrale: il Toro, fanalino di coda del campionato di B, è stato scornato niente meno che dalla ripescata Triestina, che è riuscita ad assicurarsi Rocco D’Aiello, dopo che lo stesso giovane difensore aveva riferito nel primo pomeriggio che il Toro gli aveva chiesto di aspettare qualche ora, il tempo necessario per piazzare Rivalta. Ma evidentemente dev’essersi verificato qualche imprevisto se è vero che alla voce difensori c’è un malinconico zero alla voce entrate e soprattutto una pesante lacuna in quanto a centrali veloci. Il che significa che sabato, contro il Crotone quando mancherà Ogbonna impegnato con l’Under 21, al fianco di Di Cesare ci sarà proprio Rivalta, o Carrieri, in attesa del recupero di Pratali. Questa la dura realtà.
Non è arrivato il difensore ma in compenso ecco il terzo portiere. Un giovane da far crescere? Nient’affatto, un titolare in piena regola: dal Palermo è infatti giunto in prestito con diritto di riscatto della metà Rubens Moedim in arte Rubinho. Così ora il quiz dell’autunno granata è: chi farà il terzo? Sì, perchè nè Morello nè Bassi se ne sono andati: un ulteriore esempio di pessima gestione, sia da parte del direttore sportivo che dell’allenatore, che evidentemente deve aver avallato questa scelta. Il portiere brasiliano non è l’unico arrivo del 31 agosto: sono infatti nuovi giocatori granata Luigi Alberto Scaglia, giunto in prestito dal Brescia con diritto di riscatto della metà, e Giuseppe De Feudis, ex capitano del Cesena promosso in A che ha preferito il Toro, dove arriva in prestito secco, alla Reggina. Sarà dunque lui, che ha vinto il ballottaggio con un altro grande ex, Manolo Pestrin, il regista di Lerda, l’unico regista perchè, a sorpresa, è stato ceduto Gorobsov, che sempre in prestito secco (il giocatore è in comproprietà col Vicenza) ha fatto il percorso inverso raggiungendo la serie A in Romagna.
Le uniche note positive provengono così dalle cessioni: solo due, ma significative non tanto per il guadagno, dal momento che in entrambi i casi si è dovuti ricorrere alla rescissione del contratto, ma per il risparmio degli ingaggi. Riccardo Colombo ha infatti firmato un triennale con la Reggina mentre David Di Michele, come previsto, durante l’ultima ora di mercato è tornato al Lecce che, avendo risparmiato i soldi del cartellino, potrà pagare interamente il lauto ingaggio del giocatore, superiore agli 800.000 euro. Con Saümel prossimo alla cessione durante la notte in uno dei campionati europei dove il mercato è ancora aperto, si evince dunque che il solo Loviso, tra gli “epurati storici”, non ha trovato squadra: per lui si prospettano tre mesi da spettatore, fuori dalla lista dei 19 Over 21. Stessa sorte che potrebbe toccare a Salgado, seppur l’emergenza attacco consigli prudenza.
Niente difensore centrale, dunque, e come previsto niente Gabionetta. Per non parlare poi di Milanetto e simili, e poco importa che il Sassuolo, non l’Atalanta, si sia assicurata De Falco, esattamente il metronomo che serviva. Ma l’affare che desta il maggior scalpore è sicuramente quello legato a Rubinho: il giocatore è stato protagonista tutta l’estate di un tira e molla tra Palermo e Chievo, con i veronesi che l’avevano acquistato quando credevano di poter cedere Sorrentino al Genoa. Ma l’ex granata è poi rimasto in gialloblù così, mentre il Palermo era sul punto di depositare il contratto di cessione, si è dovuta trovare una soluzione dell’ultimo istante. Che sembrava poter essere la Roma se Doni fosse andato al Fulham, ma poi è saltato tutto. Ma che qualcosa bollisse in pentola sul fronte portiere era noto da tempo: non solo da sabato, quando Lerda ha avvicendato Morello (un portiere che il nuovo tecnico non ha mai apprezzato particolarmente durante il ritiro) nell’intervallo di Cittadella con la scusa del mal di testa ma soprattutto alla luce del clamoroso sondaggio fatto lunedì da Petrachi che si è informato su Federico Marchetti, altro ex.
Ma il ragazzo, che ha spiccato il volo rispetto ai grigi tempi vissuti in granata, ha rifiutato: con il risultato di vedersi costretto a fare il terzo a Cagliari. Così Rubinho sarà con ogni probabilità il nuovo estremo difensore titolare del Toro: precipitato in serie B, il portiere brasiliano conclude dunque un percorso in picchiata che l’ha portato dalla porta del Genoa a quella del retrocesso Livorno, dopo un fallimentare quanto fugace passaggio per Palermo. Ventisette anni appena compiuti, fratello minore dell’ex interista e bolognese Zè Elias, Rubinho è un portiere non dotatissimo sul piano fisico oltre che indecifrabile, capace di alternare buone cose a papere colossali ed inoltre difetta nelle uscite alte. A prescindere dai limiti di Morello e Bassi, nessuno sentiva il bisogno di questo acquisto: così ora il numero dei portieri, tutti potenziali titolari, in rosa è uguale a quello degli attaccanti. Senza parole.

Davide Martini








