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Torino-Varese 1-2

Come nel 2000, il Toro perde in casa alla prima di serie B. Ma solo la cabala pensando come finì quella stagione può servire ad evitare il disfattismo che sorge spontaneo dopo una serata del genere. Il Varese domina il campo nel primo tempo per poi contenere soffrendo poco nella ripresa. Il Toro è un malato grave e cambiare medici non sembra servire: gli ultimi colpi di mercato dovranno rimettere in piedi una barca che fa già acqua.

Sgrigna calcia a lato il pallone del possibile 2-2
(foto: www.torinofc.it)

Un pianto. Uno shock da cui non sarà facile riprendersi. Il Torino debutta nel peggiore dei modi nella stagione dell’ultima spiaggia: perde in casa 1-2 contro il Varese, al primo successo in assoluto in casa dei granata, e non può recriminare su nulla. Sull’arbitro, sulla sfortuna: una lezione di calcio quella impartita dai lombardi nei primi 45′, una reazione confusa, tutta istinto e poca qualità, quella dei ragazzi di Lerda nella ripresa. Nè l’emozione del debutto può essere considerata un’attenuante: le caratteristiche del Varese si conoscevano ma pur dovendo riconoscere tutti i meriti ad una squadra che avrebbe meritato di vincere con un margine più largo la forza dell’avversario non può bastare per spiegare una serata del genere. Ancora una prestazione disastrosa di Ogbonna, malissimo anche Filipe e fallimentare l’esordio di Bernacci che conferma di non poter agire da punta unica, stesso limite che potrebbe palesare Bianchi. Appena meglio Sgrigna, ma solo nel primo tempo. Ma più che i singoli a lasciare interdetti è stato l’atteggiamento di squadra: lunga sin dai primi minuti, in totale balìa dell’avversario, incapace perfino di attuare un fuorigioco. Impossibile pensare che Lerda abbia disimparato il mestiere in un’estate, come non può essere tirata in ballo l’assenza di Bianchi, anche se il parco attaccanti risulta un pò troppo povero: il problema non risiede lì quanto in una squadra che non è tale. O, si spera, non lo è ancora.

D’altronde erano bastati pochi secondi per capire che sarebbe stata una serata difficile: non si era ancora entrati nel secondo minuto quando Carrozza fuggiva sulla sinistra ma il suo cross non è controllato da Neto Pereira non riesce a controllare, solo al centro dell’area: la scena purtroppo si ripeterà con Carrozza che trasformerà in un incubo l’esordio di Filipe. Pochi minuti ed è Cellini a presentarsi in area, scattato sul filo di un fuorigioco che non c’è, ma l’ex Albinoleffe indugia troppo e si fa rimontare da Di Cesare. Il primo quarto d’ora del Toro è da scherzi a parte: sembra di assistere ad una partitella d’allenamento in cui non ci sono avversari. Il Varese fa quello che vuole: attacca, scambia di prima, crea occasioni e ripiega alla velocità della luce mentre i granata stanno a guardare inermi, arrivano sempre secondi sul pallone e perdono subito le giuste distanze tra i reparti. Al 6′ ci sarebbe però l’occasione per passare: bel lancio di Sgrigna per Iunco che aggancia ottimamente e mette al centro, Bernacci deve solo spingere ma Pugliese salva sulla linea. Al 14′ il primo buco della serata di Ogbonna che non si avvede del taglio di Carrozza: Di Cesare non può che atterrarlo e Buzzegoli trasforma magistralmente in rete la punizione, sfruttando anche il cattivo posizionamento di Morello.

T’aspetti che lo schiaffo rianimi il Toro ed invece la musica non cambia: Bernacci è un palo, Sgrigna e Iunco provano ad inventare ma ricevono palla da fermi e la difesa del Varese ha gioco facile. Il raddoppio, al 35′, non sorprende nessuno: Zecchin vede l’inserimento di Carrozza che mette in mezzo, da arrossire l’errore di Ogbonna che è fuori posizione consentendo a Neto Pereira di bagnare col gol l’esordio in B a 31 anni. La serata è anche storta perchè i granata potrebbero subito rientrare in partita ma sul cross di Iunco Sgrigna sfiora solamente il pallone che si perde sul fondo. Occasionale, ma il gol della speranza arriva in chiusura di tempo: cross innocuo di Iunco, Sgrigna è anticipato ma il pallone finisce ad Obodo che al volo dal limite dell’area centra l’angolo alto alla destra di Moreau.

Sembrano le condizioni ideali per una ripresa all’assalto anche perchè Lerda sostituisce gli evanescenti Gorobsov e Belingheri con Zanetti e Stevanovic, spostando in mezzo Iunco, ma le prime occasioni sono ancora per il Varese: prima un appoggio maldestro dello stesso Zanetti aziona Neto Pereira che calcia sul fondo di pochissimo, poi su punizione di Carrozza Morello salva su Cellini. Dal capovolgimento di fronte un destro a giro di Iunco è deviato in angolo da Moreau, poi Sgrigna, servito in area da Obodo, calcia malamente a lato (foto). Ma sono già gli ultimi fuochi di un secondo tempo in cui i ritmi fatalmente si abbassano, a tutto vantaggio del Varese che non riesce a rimanere corto come nel primo ma pur difendendosi più basso non soffre troppo. L’ultimo messaggio granata è una punizione di Sgrigna deviata in angolo da Moreau, poi vince la fatica e la confusione. Palle lunghe, iniziative personali come i dribbling di Stevanovic o le incursioni di Di Cesare, continue inversioni tra gli esterni: non c’è nulla da fare, il Toro trasmette una preoccupante sensazione di impotenza, condizione a parte. E poteva pure andare peggio se Cellini non avesse prima centrato il palo a metà ripresa e poi sparato su Morello nel finale. È stata una brutta serata, simile ad in incubo: ma è tutto vero, anche una neopromossa fatta quasi tutta da esordienti può ridicolizzare il Toro di Cairo. Nè l’ultima settimana di mercato potrà cambiare troppo le carte in tavola: è solo agosto e c’è afa, ma fa freddissimo. Che succederà sabato a Cittadella?

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