Giovanili: un altro Lentini tra i granata. Primavera ok

Inizio vittorioso per la Primavera di Asta: in dieci per più di un'ora, i granata superano in trasferta il Livorno e mettono in cascina tre punti pesanti. Decidono il nuovo centravanti Pinelli ed il solito Comi jr. È tempo di debutto anche per Allievi e Giovanissimi: gruppi nuovi ma che sembrano già competitivi. E spunta un cognome illustre...

Le forze della Primavera granata 2010-2011
(foto: www.torinofc.it)

Anno nuovo, vita vecchia. Perchè perdere le brutte abitudini non è mai facile: la Primavera di Antonino Asta inizia il campionato con una vittoria, sofferta ma preziosa, sul campo del Livorno dove i granata hanno giocato per 70′ in dieci uomini. Era stata una costante della prima fase della scorsa stagione: una o anche due espulsioni a partita, non causate da falli particolarmente duri ma più spesso da proteste fuori luogo, un nervosismo che non dovrebbe esistere a questi livelli, o da più comprensibili ingenuità. Poi i nervi iniziarono a distendersi lentamente con il passare dei mesi. Ora si ricomincia: il tutto in una stagione che s’annuncia in salita come quella dell’anno scorso, che magari riserverà più soddisfazioni ma che vedrà ogni partita combattuta fino al termine, dal momento che non si può contare sui rinforzi sperati. Ma è acqua passata, e giustamente mister Asta invita a guardare avanti.

Il campo del Livorno, dove il Toro ha bissato la vittoria ottenuta con lo stesso risultato nelle prime battute dello scorso torneo, certo non era tra i più ostici del girone, ma partire bene era importante, soprattutto per una questione di autostima. Ancor di più se appunto si gioca oltre metà gara in inferiorità numerica, causata dall’ingenua espulsione di Chiosa che al 20′ si fa cacciare per un fallo da ultimo uomo. C’era curiosità soprattutto per vedere quale formazione avrebbe scelto Asta al debutto stagionale, soprattutto in difesa dopo la beffa-Mitrovic: e la prima sorpresa è arrivata già dalla scelta del portiere, con Brusa preferito ad Alfred Gomis. Poi linea a quattro con capitan Franchino, Chiosa, Scaglia e Sperotto, trio di centrocampo formato da Vita, Milani ed Ippolito e tridente con Taraschi e Comi esterni e come centravanti il neo-arrivato Pinelli, l’unico tra i rinforzi estivi a cominciare dal primo minuto. Fuori causa per infortunio Miello, in panchina vanno tutti e tre gli ex Manfredonia. La nuova formula offensiva dà subito i suoi frutti dal momento che al 20′ il Toro è già avanti: Pinelli perfeziona con un bel pallonetto un assist di Milani.

Poi i granata si fanno trovare scoperti dietro ed arriva l’espulsione di Chiosa, originata da un fallo cui il difensore è stato costretto da uno sciagurato retropassaggio di Milani. La ripresa di sofferenza con i continui assalti del Livorno sembra però poter passare indenne ma a cinque dalla fine Filippo Moscati trova l’1-1. Quando la divisione della posta sembra scontata, a sorpresa arriva in extremis il rigore decisivo (un’altra consuetudine dello scorso campionato…), guadagnato e trasformato dal solito Comi che regala così i primi insperati tre punti, che torneranno utilissimi in tempi di magra. Già mercoledì però è in programma la rivincita, ma a campi invertiti: sarà infatti ancora il Livorno di Cei l’avversario del Toro nell’andata del primo turno di Coppa Italia.

Tra la prossima e la settimana successiva prenderanno il via anche i campionati di Allievi e Giovanissimi Nazionali: ma le squadre di Moreno Longo e Roberto Fogli sono già da tempo in piena attività tra amichevoli e tornei di prestigio. Anzi si può dire che per i Giovanissimi la stagione non sia mai finita: già dai primi di agosto, infatti, i ragazzi sono stati chiamati in campo per la Manchester United Premier Cup. Passata alla memoria un’esperienza comunque formativa, la competitiva squadra di Fogli è pronta a ripartire consapevole che, con un molto rinnovato, l’obiettivo non potrà più essere quello di primeggiare, ma di plasmare un gruppo nuovo. Ma nella rosa dei ‘96, quest’anno, si respira anche un sapore antico: uno dei tre portieri a disposizione infatti è Nicholas Lentini, primo figlio del grande Gianluigi e della modella svedese Alessandra Karlsson (la secondogenita è Rebecca di undici anni). Nato il 20 agosto 1996, è, come dice il papà, “milanista sfegatato dall’età di cinque anni”, sarà curioso vederlo in porta ripensando al fatto che il babbo ha dato tanti dispiaceri agli estremi difensori, ma rappresenterà anche un bel legame col passato. Ed immaginiamo l’imbarazzo di mister Fogli, chiamato ad allenare il figlio di un suo caro amico nonchè ex compagno nelle giovanili granata.

La preparazione della squadra intanto è stata rifinita attraverso la partecipazione allo Juventus Center di Vinovo al quadrangolare “Memorial Ale & Ricky“, manifestazione che ricorda Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, i due giocatori della Berretti della Juventus tragicamente scomparsi nel dicembre 2006. La musica non sembra essere cambiata rispetto allo scorso anno: i granata infatti hanno fatto valere la legge del più forte superando ancora una volta i cugini grazie ad una rete di Magnone subito dopo aver fatto lo stesso con l’Atalanta, piegata dai gol di Vailatti e Politanò. Ma la sconfitta patita nella gara d’esordio contro la Fiorentina ha sbarrato il Toro la strada del successo finale, ma il secondo posto rimane comunque un ottimo viatico per la stagione, che inizierà già domenica prossima alle 15 in casa contro la Pro Patria.

Estate soddisfacente anche quella degli Allievi di Longo reduci dall’affermazione al torneo di “Città di Montecchio Maggiore”, nel vicentino. Gustosa, ma anche amara, la rivincita che il Toro si è preso nella prima partita col Padova, la squadra che aveva interrotto sul più bello il sogno negli ottavi di finale dello scorso campionato, superato 2-0 grazie ai gol di Quartsin (già a segno nell’illusoria gara d’andata di maggio) e di Guseo. Battuta senza difficoltà la squadra di casa, nel gironcino a tre della fase finale gli avversari erano l’Atalanta ed il Vicenza: lo 0-0 contro gli orobici ed il sigillo di Coccolo contro i berici è valsa la vittoria finale grazie al contemporaneo pareggio tra nerazzurri e biancorossi. Una vittoria che non fa altro che confermare l’ottimo telaio su cui potrà lavorare Longo che ha in mano un bel mix tra giocatori più esperti (si fa per dire) e promettenti nuovi innesti, tra cui spiccano appunto il centrocampista offensivo Lorenzo Coccolo e la punta Alex Noro.

Sensazioni confermate dalla partecipazione a Livorno al “Memorial Vitulano” dove i granata erano impegnati contro Empoli, Salernitana, Livorno e Monza. Superati per 1-0 dall’Empoli, al Torino non è bastato vincere le altre tre partite per accedere alla finale: l’Empoli infatti ha avuto la meglio in virtù della differenza reti. Il Toro si è imposto in due occasioni di misura, 2-1 al Livorno con reti di Coccolo e Noro ed 1-0 al Monza con un altro sigillo di Noro, e 2-0 contro la Salernitana (la squadra a cui, curiosamente, Longo realizzò l’unico gol della sua carriera granata con un gran destro da fuori area in serie B il 13 ottobre 1996) ancora grazie a Coccolo e a Mattia Aramu, ai primi passi tra gli Allievi dopo aver destato l’attenzione di molti osservatori tra i Giovanissimi. Dalle sue invenzioni dipenderanno molte delle fortune granata di quest’anno: è lui la speranza più concreta del vivaio del Toro. Si comincia il 26 settembre alle 10.30 in casa contro la Pro Vercelli.

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