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Torino-Novara 1-0

Se è dalle vittorie brutte e sofferte che passa la crescita di una squadra, il Toro può essere ottimista: l'1-o al Novara non solo ferma la corsa dei piemontesi ma rilancia definitivamente i granata nei piani alti della classifica. Ma c'è ancora molto da migliorare in fatto di gioco e personalità, considerando le eccessive sofferenze patite contro una squadra ridotta in nove. Ha deciso un bel gol di Bianchi, simbolo di una squadra che deve ancora crescere tanto.

Il colpo di testa vincente di Bianchi: Torino-Novara si decide qui
(foto: www.torinofc.it)

Basta una mezzoretta a cinque stelle al Toro per superare l’ex capolista Novara, centrare la seconda vittoria consecutiva ed imprimere forse la svolta alla propria stagione. Prima sconfitta per la squadra di Tesser dopo tre vittorie consecutive mentre per i granata continua, più che la scalata in classifica, il percorso verso l’apprendimento delle idee di Lerda. Ma da questo punto di vista il tecnico, perfezionista e tutt’altro che cultore del risultato puro e semplice, non sarà di certo uscito contento dopo l’atteso derby regionale. Bastava vederlo dimenarsi di fronte alla sua panchina per 90′ per accorgersi che più di qualcosa non è andato secondo i suoi piani. Ed in effetti la prestazione dei suoi non è stata del tutto soddisfacente ed ha fatto segnare un parziale passo indietro rispetto a quanto visto sette giorni fa a Modena: basti pensare al dato sul possesso palla, quasi in parità, nonostante il Novara abbia giocato in dieci uomini dal 60′ ed addirittura in nove dal 75′.

Eppure fino all’ultimo gli ospiti sono stati in partita ed hanno saputo crearsi le occasioni per un clamoroso pareggio e se ciò va a merito dell’orgoglio e del carattere dei ragazzi di Tesser, dall’altro lato è un evidente segnale che ancora qualcosa non va in casa granata. La coppia di centrocampo, De Vezze e De Feudis, sorprendente contro il Sassuolo, questa volta non ha convinto difettando nel saper tenere le corrette distanze tra i reparti e nei tempi del pressing. Ma in fondo i due mastini una giustificazione ce l’hanno nella formazione osè schierata da Lerda che preferisce Lazarevic ad Obodo e Scaglia per un Toro a trazione anteriore ma giocoforza anche più esposto a soffrire la superiorità numerica in mezzo al campo del Novara a causa proprio dei mancati rientri dello sloveno, comunque sempre insidioso sulla destra. Meno aiuto e dunque meno controllo del pallone per un Toro che troppo presto nella ripresa ha abbassato il raggio d’azione per affidarsi alla velocità dei trequartisti. Comunque le occasioni per raddoppiare ci sono state, ma in futuro bisognerà imparare a gestire meglio il risultato.

Ha deciso il primo gol stagionale di Bianchi, che al 6′ ha trafitto Ujkani con un bel pallonetto di testa (nella foto) dal limite dell’area su cross centrale di Iunco: è stata l’unica cosa da salvare della partita del capitano, ancora in evidente difetto di condizione. Ma come detto i primi 20′ sono stati da vero Toro: manovra ariosa, in velocità, squadra corta e compatta ed ottime sovrapposizioni di Garofalo sulla sinistra, una costante comunque dell’intero match rispetto al più prudente D’Ambrosio. E così arriva ancora un gol in apertura, per quella che più che una casualità sta diventando una consuetudine del Toro lerdiano, quella di partire forte schiacciando l’avversario. Il Novara rimane comprensibilmente sorpreso ma è un diesel e sa entrare in partita: il primo segnale è il gioco di prestigio con cui al 20′ Motta si libera di D’Ambrosio sulla destra e calcia verso la porta concludendo a lato in diagonale. Il pressing degli ospiti inizia ad inibire il possesso palla dei granata, che si affidano a troppi lanci lunghi ma le occasioni migliori del primo tempo rimangono del Toro, prima con un tiro dal limite di De Vezze bloccato da Ujkani poi con una delle tante sovrapposizioni di Garofalo che mette in mezzo trovando il portiere albanese bravissimo ad anticipare Bianchi. Solo al 44′ torna a farsi vedere il Novara con una punizione di Rigoni alzata in angolo da Rubinho.

La ripresa regala tutte le emozioni che un primo tempo equilibrato aveva risparmiato: tra espulsioni e palle gol succede di tutto. Si comincia al 6′ con un errato fuorigioco sbandierato a Bianchi che comunque calcia addosso a Ujkani che poi un minuto dopo si salva su un tiro da fuori di Sgrigna. Da quel momento però si vede quasi solo il Novara: all’8′ Bertani penetra con troppa facilità in area e calcia, Rubinho devia sui piedi di Motta che spara alto a porta vuota. È un segnale della mezz’ora di sofferenza che attende i granata, non alleviata neppure dalla severa espulsione di capitan Ludi, cacciato da Baracani per fallo su Lazarevic lanciato a rete. Tesser si era appena giocato il tridente puro con Ventola per Motta ma è costretto a rinunciarvi sostituendo Gonzalez. Incredibile ma vero, gli ospiti continuano ad esercitare un superiore possesso palla davanti ad un Toro che sembra incomprensibilmente impaurito: non serve l’innesto di Obodo per Iunco, si continua a soffrire ed a concedere pericolosi metri di campo. Il nervosismo è diffuso come dimostra il pasticcio in occasione della sostituzione troppo affrettata di Di Cesare, che si riprende da un colpo subito ma si ritrova in panchina.

Così neppure l’espulsione di Porcari per doppia ammonizione cambia un finale incredibile, con il Novara padrone del campo e capace di creare tre occasionissime con Marianini e Bertani, sventate da Rubinho, e con Ventola, che mette fuori di testa da ottima posizione. Gli spazi in contropiede ci sono ma non vengono sfruttati tra errori di mira causati da stanchezza e paura. Finisce con l’ovazione di un pubblico finalmente numeroso, più liberato che soddisfatto. Sabato pomeriggio in casa del modesto Pescara un’occasione quasi imperdibile per completare l’aggancio all’alta classifica e riprendere il filo del gioco.

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