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Torino: sfida alla capolista cercando conferme

Una verifica per due. Il Torino aspetta la sorprendente capolista Novara curioso di constatare i progressi della cura Lerda, sempre più intensa con allenamenti mirati. Una partita che s'annuncia tattica ed equilibrata, ma da affrontare con l'incognita difesa, il reparto più sotto esame: out Garofalo, debutterà Zavagno. Ed Ogbonna è a mezzo servizio.

Anche per Zavagno è tempo di debutto assoluto
(foto: www.torinofc.it)

Si era cerchiata in rosso la doppia sfida contro l’Atalanta, in particolare la prima in programma di domenica sera alla vigilia di un turno infrasettimanale, poi anche quelle contro Livorno e Siena. Ma un pizzico di curiosità era andato anche nel constatare che il calendario aveva riservato abbastanza presto anche lo storico derby contro il Novara: sia per le potenzialità del gruppo di Tesser, inserito da tutti alla vigilia tra le possibili sorprese della stagione, sia per il fascino di una sfida indubbiamente particolare oltre che storica. Ma tutto ci si poteva aspettare meno di vivere il match contro gli azzurri come una rincorsa alla capolista: ed invece la quinta giornata di serie B, pur dominata dal primo confronto di cartello della stagione, Siena-Atalanta, concentrerà molte delle proprie attenzioni sul derby piemontese, in programma sabato alle 15 (arbitra Baracani) in un “Olimpico” che si spera finalmente quasi gremito, chiamato ad esprimere un primo rapporto di forze tra la sorprendente prima della classe ed un Toro in lento progresso.

Forse si tratta della partita migliore per il momento granata: perchè se i lavori in corso, dal punto di vista tattico e della condizione atletica, avrebbero reso troppo in salita eventuali sfide anticipate con le protagoniste annunciate, ecco che il test-Novara s’annuncia molto stimolante. Il fin sorprendente rendimento della neopromossa, facilitata dall’aver operato pochi ritocchi sul mercato, impedirà poi di sottovalutare l’avversario ma, con inevitabile realismo, bisogna anche avvicinarsi alla sfida con la consapevolezza di essere superiori dal punto di vista tecnico e di esperienza, come ha fatto capire senza giri di parole Daniele De Vezze in conferenza stampa. Ciò non vuol dire vittoria sicura, ma al contrario dovrà servire come ciambella di salvataggio anche psicologica nel caso in cui le cose si mettessero male: il mostro non è poi così cattivo e, retorica a parte, come sostiene Lerda, è ora che del Toro si torni a parlare non solo coniugando i verbi al passato remoto.

Di certo la posta in palio è più delicata per il Toro che assorbirebbe male un ko, ma anche il Novara, la cui società non fa mistero di puntare quantomeno a stazionare tra le prime otto della classifica, con una sconfitta ritornerebbe bruscamente sulla terra. Parole, che il campo dovrà verificare. Dal punto di vista tattico, il rischio concreto sarà quello di patire l’inferiorità numerica a centrocampo, con i tre centrocampisti novaresi Marianini, Porcari e Rigoni sempre bravi a rimanere stretti, nonostante il passato da trequartista di quest’ultimo, e soprattutto il deficit fisico: il Novara dei primi 360′ minuti di campionato infatti ha corso quasi senza fermarsi, spinto anche da un duo d’attacco sui generis, privo di un centravanti di ruolo e con esso di un vero punto di riferimento per le difese avversarie. Bertani, abilissimo nello stretto e dotato di ottima tecnica unita ad una velocità insidiosissima per la statica retroguardia granata, ama venire incontro, Gonzalez invece predilige la profondità: saranno loro i pericoli pubblici per i difensori del Toro.

Ovviamente il timore delle ripartenze avversarie non dovrà indurre ad una partita d’attesa ma il fatto che il Novara abbia trovato maggior difficoltà nelle partite casalinghe, di fronte ad avversari attendisti, dovrà essere un utile promemoria per Lerda ed i suoi ragazzi. In fatto di formazione, purtroppo sarà ancora la difesa il reparto più in emergenza: fuori uso Garofalo, vittima di un infortunio all’adduttore subito nel primo allenamento stagionale ma comunque convocato (ancora assente dalla lista Zanetti mentre torna Gasbarroni), non se la passa bene neppure Ogbonna, uscito acciaccato contro il Sassuolo per una botta al ginocchio. Ce la farà, stringendo i denti, se non altro per non trasformare in un’autentica incognita la terza linea granata davanti a Rubinho: scontato comunque l’esordio assoluto di Luciano Zavagno (nella foto), che sarà il venticinquesimo giocatore utilizzato in cinque partite (record stagionale in serie B) quasi certamente nel ruolo di terzino sinistro con D’Ambrosio dall’altra parte ma, in caso di assenza di Ogbonna, l’argentino formerebbe un’inedita coppia centrale con Di Cesare, considerando che neppure Rivalta è al meglio.

Conferma per il resto della squadra vista a Modena con De Vezze e De Feudis chiamati a rafforzare l’intesa in mezzo al campo ed Obodo nella strategica posizione intermedia tra Iunco e Sgrigna, che saranno ancora alle prese con frequenti scambi di posizione. Ancor più importante sarà dunque il ruolo ricoperto dal nigeriano, il cui lavoro in oscillazione tra la trequarti e la mediana, quasi vertice alto di un triangolo completato dai due interditori, sarà indispensabile per arginare il trio di centrocampisti novaresi. Davanti ci sarà ovviamente l’esordio casalingo dal primo minuto di Bianchi, che forse avrà più occasioni rispetto a sabato scorso ma che dovrà necessariamente migliorare in fretta la condizione fisica e quell’istinto del killer, da vero bomber, che porta a sfruttare anche la mezza occasione a partita, cosa che non è successa a Modena. Qualità che Rolando non ha mai avuto.

Infine, una novità riguardante la Coppa Italia: la partita del terzo turno in casa del Bari, in programma per mercoledì 27 ottobre, è stata posticipata a giovedì 28 alle 20.45 e sarà trasmessa da La7 che si è assicurata i diritti della manifestazione fino agli ottavi di finale.

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